Il Ministro degli Esteri siriano, Faisal Mekdad, ha accusato il 25 febbraio scorso gli Stati Uniti e i loro alleati in Occidente di servirsi dell’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (OPAC) per esercitare pressioni su altre nazioni.

Il Ministro ha affermato, nel suo intervento durante la Conferenza sul disarmo, che tali pressioni cercherebbero di trasformare l’OPAC in uno strumento a favore degli interessi geopolitici di Washington, l’unico Stato che possiede ancora armi chimiche dalla Seconda Guerra Mondiale (1939-1945).

Secondo il titolo, la politicizzazione del lavoro di tale organizzazione rappresenta una minaccia per la credibilità e il futuro di quell’ente, e ha denunciato gli sforzi degli Stati Uniti e della Francia nel promuovere nuove proposte di risoluzione per compiere crimini contro la Siria.

Inoltre, ha ribadito il sostegno della nazione araba negli sforzi per realizzare il disarmo nucleare e ha ratificato a tal proposito il consenso alla bozza di trattato proposta da Russia e Cina per prevenire la diffusione delle armi nello spazio.

Si è altresì scagliato contro Israele per il suo rifiuto ad aderire ai principali trattati e accordi per il divieto e la prevenzione dell’espansione di armi di distruzione di massa.

La Siria ha garantito in diverse occasioni di non aver mai impiegato armi chimiche nella sua lotta al terrorismo e di aver completamente distrutto il suo arsenale chimico nel 2013, fatto confermato dall’OPAC.

 

Traduzione dallo spagnolo di Rossella Crimaldi. Revisione: Silvia Nocera

L’articolo originale può essere letto qui