Bernie Sanders ritiene Trump “diretto responsabile” dei disordini

07.01.2021 - Washington - Common Dreams

Quest'articolo è disponibile anche in: Inglese, Portoghese, Greco

Bernie Sanders ritiene Trump “diretto responsabile” dei disordini

Tra gli appelli urgenti per l’immediato arresto del Presidente Donald Trump, la sua destituzione ai sensi del 25° emendamento e l’impeachment in seguito al violento assalto di mercoledì al Campidoglio degli Stati Uniti da parte di una folla di destra/repubblicani per interrompere la certificazione del risultato delle elezioni 2020 da parte del Congresso, il Senatore del Vermont Bernie Sanders ha accusato il presidente di essere “il diretto responsabile” della giornata di caos.

Sanders ha accusato Trump di aver detto chiaramente che “avrebbe fatto di tutto pur di rimanere al potere, compresi insurrezione e incitamento alla violenza”.

Il senatore ha inoltre previsto che Trump “passerà alla storia come il presidente peggiore e più pericoloso degli Stati Uniti”.

Sanders non è stato certo l’unico a esprimere la propria indignazione e a puntare il dito contro Trump per il caos di ieri, che ha comportato l’uccisione di una persona fuori dal Senato degli Stati Uniti.

“Oggi” ha dichiarato Robert Weissman, presidente di Public Citizen (Organizzazione non a scopo di lucro di difesa dei consumatori, N.d.T.), “Donald Trump ha incitato una rivolta, un’insurrezione progettata per promuovere uno sventurato tentativo di colpo di stato e intaccare la fiducia nel nostro processo democratico”.

Il presidente, ha aggiunto Weissman, “ha definitivamente dimostrato la sua inidoneità alla carica. Non può rimanere in carica per altre due settimane. I rischi di ulteriori disordini sono troppo alti”.

Bonnie Castillo, direttore esecutivo del National Nurses United (principale sindacato degli infermieri negli Stati Uniti, N.d.T.), ha dichiarato : “Questo è stato un tentativo violento di impedire al Congresso di confermare la scelta del popolo per il presidente e il vicepresidente. Come tale è un attacco alla democrazia stessa, istigato dal presidente degli Stati Uniti”.

Nel suo articolo per The Nation, John Nichols ha ribadito la richiesta di impeachment immediato per Trump, definendone il comportamento “un crimine troppo grande da ignorare”. Secondo Nichols, “Il male fatto da questo presidente non può essere perdonato o dimenticato. E la minaccia di ulteriori danni non può essere ignorata.

La Costituzione degli Stati Uniti è chiara. Dice: “Il Presidente, il Vice presidente e tutti i funzionari civili degli Stati Uniti potranno essere rimossi dai loro uffici su accusa e verdetto di colpevolezza di tradimento, corruzione o altri gravi crimini e misfatti”.

L’istigazione alla rivolta, che rasenta la rivolta stessa, è da considerarsi sovversivo. È un grande crimine. E nessun onesto osservatore può negare la verità della dichiarazione alla MSNBC dell’ex segretario della Sicurezza interna Yeh Johnson secondo cui Trump “ha acceso la miccia”.

Il presidente degli Stati Uniti, afferma in un tweet il senatore Ed Markey (D-Mass), “è responsabile del colpo di stato di oggi in Campidoglio e dell’attacco al nostro governo e alla nostra democrazia. È una vera e propria minaccia per il nostro Paese. “Dev’essere messo sotto accusa, destituito e bandito dal ricoprire nuovamente la carica”.

Jon Queally

Traduzione dall’inglese di Enrica Marchi

Categorie: Nord America, Politica
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