Il drammatico incidente avvenuto nella casa di riposo di Lanuvio, alle porte di Roma, riporta tristemente l’attenzione sulle battaglie civili dei familiari di anziani, ospiti di strutture che l’attuale situazione ha trasformato in luoghi di isolamento e di reclusione. Le parole di dolore, di rabbia e di indignazione dei figli dei ricoverati nella “Villa dei diamanti” di Lanuvio, tenuti all’oscuro della sorte dei loro cari appresa solo dai media, sono una denuncia cui è impossibile restare insensibili.

Per questo ci sembra importante pubblicare la toccante lettera che il Comitato Anchise alcuni giorni fa ha indirizzato al Presidente Mattarella e che la crisi di governo ha relegato in un angolo.

Nella lettera si lamenta che la logica, oltre alla normativa, “alla base dell’attuale sistema assistenziale… non ha garantito misure sufficienti a tutela della salute per anziani e disabili”. E questo nonostante le numerose denunce all’autorità giudiziaria presentate da familiari di anziani deceduti o ricoverati “isolati dalle misure di restrizione” e privati da quelle necessarie manifestazioni d’affetto che possono “aiutare anziani e disabili ad affrontare le difficoltà della vecchiaia e della malattia.

I relatori di questa amara comunicazione si rivolgono al Presidente della Repubblica come ultima spiaggia democratica per tentare di ottenere quelle misure che l’ascolto, solo formale, non ha consentito loro di raggiungere e insistono sulla necessità “che i pazienti non siano privati della continuità affettiva e relazionale, che è parte integrante della cura della persona” .

Nel rivolgersi a Mattarella, timorosi di non essere compresi, precisano che non vogliono che la loro istanza sia scambiata per sentimentalismo, ma affermano: “parliamo di necessità e diritti: ci rivolgiamo a Lei in quanto garante dei principi costituzionali”. Mentre dichiarano che le linee guida del Ministero della Salute e dell’apposita Commissione  –  seguite a precedenti richieste e pubbliche manifestazioni  –  sono state ampiamente disattese,  esprimono fiducia verso il Presidente Mattarella auspicando “un Suo pubblico richiamo”.

Le vicissitudini politiche e il terremoto governativo probabilmente hanno portato il Presidente a sospendere il suo auspicato intervento, ma intanto la triste cronaca di cui sopra ci richiama tutti, a prescindere dai nostri interessi diretti, a tener conto di quanto richiesto dal comitato Anchise, nome che rimanda al rispetto profondo per la vecchiaia e la sua fragilità come rappresentato da Virgilio nell’immagine leggendaria dell’eroe fondatore di Roma.

La lettera aperta si può leggere nella sua interezza qui https://online.flippingbook.com/view/732737/?fbclid=IwAR2agIaZBj2Mk1YjpJi8RzlTBRbDju55DVe7V6UOm1VAb2EfeYVVUXYhUmw

Come agenzia di stampa Pressenza esprimiamo la nostra vicinanza ai suoi relatori e auspichiamo insieme a loro un sollecito intervento delle Istituzioni affinché alla normalità della morte non si aggiunga l’amarezza devastante dell’isolamento affettivo.