Ieri sera il primo di una serie di 3 incontri per spiegare l’emergenza climatica a Bologna. Gli ospiti di altissimo livello hanno spiegato la crisi climatica ed ecologica, tratteggiando un quadro fosco, ma purtroppo reale. Alla fine l’intervento dell’assessora all’ambiente Orioli che ha difeso il Passante di mezzo e ha aperto al progetto sperimentale di assemblee cittadine sul clima proposto da XR Bologna.

“Bellissimo evento”, “molto interessante”, sono questi alcuni dei commenti entusiasti dei molti partecipanti che hanno seguito ieri sera on line sulla pagina di Fondazione innovazione Urbana l’evento in streaming: “cambia il clima a Bologna: conoscere i dati per capire cos’è e come arrivare alla neutralità climatica”. L’evento si inserisce nell’accordo sottoscritto tra gli attivisti di Extinction Rebellion Bologna e l’Amministrazione comunale il 16 settembre, in occasione della fine dello sciopero della fame di Daniele Quattrocchi. Allora, gli attivisti presentarono diverse richieste, afferenti ai loro 3 principali obiettivi: dire la verità, agire ora, convocazione di assemblee cittadine sul clima.

L’incontro di ieri sera, insieme alla creazione del sito chiara.eco e ad uno striscione itinerante, recante la scritta “emergenza climatica ed ecologica” sono i modi in cui l’amministrazione ha accolto la richiesta di dire la verità sulla crisi climatica ed ecologica. Per questo motivo Fondazione Innovazione Urbana, a cui l’amministrazione ha dato mandato per realizzare l’accordo, ha invitato alcuni dei migliori profili scientifici per spiegare ad un pubblico non esperto la crisi climatica, prima a livello macro, poi a livello locale. Durante la serata sono intervenuti:

Vincenzo Balzani, Professore Emerito di chimica all’università di Bologna;
Sandro Fuzzi, Associato di Ricerca dell’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima del CNR di Bologna;
Giacomo Grassi, ricercatore al Joint Research Centre (JRC) della Commissione Europea, esperto di foreste;
Rodica Tomozeiu, climatologa presso Osservatorio Clima di ARPAE;
Paola Mercogliano, della Fondazione C.M.C.C. (Centro EuroMediterraneo sui Cambiamenti Climatici).

Quella descritta dagli ospiti è una situazione critica in cui versa l’Italia. Infatti, secondo i dati presentati da Fuzzi il “Bel Paese” è una delle nazioni che ha subito l’aumento più elevato della temperatura negli ultimi anni. Uno scenario che rimane grave anche guardando alla Regione e a Bologna. Infatti, secondo i dati dell’osservatorio sul clima, negli ultimi 10 anni la “Dotta” ha subito un aumento medio delle temperature di 0,3 gradi. Balzani ha sottolineato la necessità di un’immediata e radicale transizione ecologica, lanciando la palla alla politica che deve assumersi la responsabilità di compiere scelte importanti. Fuzzi ha inquadrato il problema anche dal punto di vista della qualità dell’aria, resa pessima sia per fattori orografici, ma soprattutto per la combustione di carburante per il trasporto su gomma.

Di fronte allo scenario reso dagli ospiti, molti hanno notato che l’Amministrazione Comunale da un lato riconosce- con dichiarazioni di emergenze, striscioni de eventi, la crisi climatica ed ecologica- e dall’altro continua a difendere scelte anacronistiche e dannose. A far notare le contraddizioni c’erano pure alcune delle realtà della nascente rete delle lotte ambientali locali. Gli attivisti hanno elencato in chat tutti i conflitti ambientali attivi in città, dal Passante di Mezzo, alla speculazione sulle ex aree militari.
Nel suo intervento finale, nonostante tutto, la Vice Sindaco e Assessora all’Ambiente Valentina Orioli ha difeso a spada tratta l’allargamento della tangenziale “un’opera strategica di enorme importanza per l’economia cittadina”, che verrà fatta con “130 ettari di fascia boschiva per mitigarne gli effetti”. Una frase che ha attirato le ire soprattutto di PassiAMO Bologna, il comitato di residenti nelle vicinanze dell’infrastruttura, che aderisce alla rete.
In una nota ci fanno sapere che ” la vice sindaca insiste ancora con la leggenda metropolitana dei 130 ettari di verde. Si tratta in larga parte di aree già verdi su cui Autostrade ha previsto interventi del tipo: sostituzione dell’arredo urbano vandalizzato e possibili ampliamento dell’area giochi.(…) il Passante non ci porterà manco un metro quadrato di verde, ma solo più traffico, più inquinamento e più danni alla salute per i Bolognesi”.

Infine, incalzata dalle domande in chat sulla partecipazione dei cittadini alle drastiche decisioni per uscire dalla crisi, Orioli ha annunciato la “sperimentazione di un’assemblea cittadina sul clima”, anche questo frutto dell’accordo con Extinction Rebellion. Questo , ha assicurato Fondazione Innovazione Urbana, sarà il tema principale del prossimo incontro che si terrà a gennaio.

Insomma lentamente Bologna, grazie all’attivismo di molti comitati e associazioni, sta maturando la sensibilità ambientale necessaria per la transizione ecologica. Si spera che l’amministrazione, presente, e la prossima che si insedierà potranno agire drasticamente in questa direzione, mettendo fine alle contraddizioni che non fanno bene a nessuno.