Ieri si è tenuta una manifestazione indetta dal Free-k Pride per protestare contro discriminazione di Stato del Governo polacco nei confronti della comunità LGBTQ+

 

Frocizziamo il Consolato Polacco!

Ancora una volta lo stato decide arbitrariamente quali corpi, quali soggettività siano degne di esistere e quali no, quali meritino sostegno e quali no.
Ancora una volta le forze dell’ordine, dell’unico ordine che l’eterocispatriarcato conosce, si prestano ad essere lo strumento di oppressione (e soppressione) di tutto ciò che non rientra nella NORMA.
È quello che in questo momento sta succedendo in Polonia.
La destra estremista di Duda e del PiS dalle presidenziali di luglio ha basato tutta la sua campagna politica sulla lotta ad una fantomatica “ideologia LGBT”, “la piaga arcobaleno”, contribuendo a peggiorare il clima di stigmatizzazione e discriminazione verso le persone non etero-cis.
La chiesa cattolica, per distogliere l’attenzione dallo scandalo di pedofilia nella curia polacca, supporta con ancora più forza le posizioni del governo di Duda.
Oltre a stato e chiesa, anche una rete di gruppi ultraconservatori si adopera per fomentare l’odio omo-lesbo-bi-transfobico, per esempio i gruppi “Ordo Iuris” o PRO, responsabile del progetto di legge “Stop Pedophilia Act” che vuole criminalizzare ogni forma di educazione sessuale. Inoltre, diversi comuni e province si sono dichiarati “zone libere da LGBTQ”.
Il risultato è che il progressivo clima di terrore instaurato dalla destra estremista e cattofascista giustifica l’omolesbobitransfobia, l’intolleranza, gli attacchi fisici e non.
Il risultato è che le persone LGBTQ+ sono costrett_ all’anonimato, a vivere nella paura di esprimere le proprie soggettività.
Il risultato è che sono molti i casi in cui adolescenti (come la dodicenne
Zuzia) credono sia meglio la morte che continuare a vivere in questo tipo
di comunità. Che Margo, attivista del gruppo queer radicale “Stop Bzdurom” è stata arrestata da agenti di polizia senza uniforme, che l’hanno ammanettata con l’uso della forza e l’hanno trascinata fuori dall’appartamento della sua amica. E queste sono solo alcune delle testimonianze.
Siamo stanc_ di essere oggetto di campagna elettorale, siamo stanc_ di dover continuamente lottare perché i nostri diritti non vengano messi in discussione.
Ma non ci fermeremo! Ci incontriamo per dire Stop Bzdurom! Basta alle stronzate omo-lesbo-bi-trans-fobiche sui nostri corpi! Per dire a tutti gli stati che non siamo cittadini di serie B, non siamo sacrificabili e per dire allu nostru compagnu che non sono solu. Vi vediamo e lottiamo con voi.
Sabato 10 ottobre noi frocie indecorose ci incontreremo di fronte al consolato polacco onorario di via Madama Cristina 142 per protestare contro l’assurda lotta dello stato polacco contro le soggettività queer, le sue LGBTQ+ FREE ZONE e la sua lotta all’ideologia gender.
Esprimendo le nostre soggettività, mostrando i nostri corpi queer, facendo rumore con strumenti, pentole e qualsiasi altra cosa vi venga in mente esprimeremo la nostra solidarietà a_ compagn_ polacc_ e grideremo, ancora una volta, allo stato e alle forze dell’ordine BASTA OMOLESBOBITRANSFOBIA!
Partiamo e torniamo insieme: il punto di incontro e di scioglimento sarà piazza Carducci (in corrispondenza della fermata metro) e da lì ci muoveremo insieme per mantenere uno spazio più safe possibile per tutt_.
BE LOUD (portate tutto ciò che possa fare rumore) AND PROUD  (siate bellissime mostre/esprimete le vostre soggettività come meglio volete)
Per approfondimenti:
– articolo “Resistenza Arcobaleno: la lotta de* attivist* LGBTQ in Polonia contro la repressione post-elettorali” di Marianna Szczygielska, tradotto da Laboratorio Smaschieramenti: https://cutt.ly/Pf0U6bg;
– articolo ““No apologies, no shame”: the rise of Poland’s guerrilla LGBT activists” di Percy Metcalfe dal sito Notes from Poland: https://cutt.ly/Sf0IcOw;
– sito del collettivo queer Stop Bzdurom: https://stopbzdurom.pl/