Sanità piemontese: Cirio riapre l’unità di crisi

12.09.2020 - Redazione Torino

Sanità piemontese: Cirio riapre l’unità di crisi
(Foto di Fabrizio Maffioletti)

Il sindacato dei medici dirigenti ANAAO Assomed Piemonte pubblica un comunicato con una dura critica alla Governo della Regione Piemonte, responsabile delle politiche della sanità piemontese.

Il comunicato è inequivocabile e lascia sconcertati sulle scelte relative alla sanità piemontese di questa giunta regionale. In particolare preoccupa enormemente il fatto che sia tutt’ora ancora vigente la norma che permette di spostare pazienti Covid-19 positivi dagli ospedali alle RSA, scelta che ha reso le RSA dei focolai spesso letali per i pazienti, in particolare per i pazienti anziani.

Non è la prima volta che Cirio viene “bacchettato” dai medici piemontesi.

Riaperta l’Unità di crisi, ai vertici i soliti noti. In fondo, è stato un successo

Chiude l’Unità di crisi, che cede il testimone al D.I.R.M.E.I. No, resta reperibile. No riapre.  Ok, riapre.

E chi la dirige? Chi saranno i vertici eccellenti che dovranno cercare di evitare una seconda ondata?

Gli stessi di prima: Coccolo, Rinaudo, Picco, Testi.
In fondo, è stato un successo.

Il Piemonte è stata la seconda Regione per numero di casi Covid e ha contato 4.153 decessi.

Soprattutto durante il primo mese di pandemia, sono stati eseguiti pochissimi tamponi, applicando criteri di esecuzione epidemiologici (pazienti provenienti dalla Cina o da Codogno) nonostante la diffusione oramai ubiquitaria del virus.

E quando effettuati, la latenza nell’esecuzione e nel processamento ha determinato quarantene prolungate, rischio di diffusione del contagio, ritardo nelle terapie.

Il contact tracingpraticamente non è stato fatto, e non solo i contatti dei pazienti Covid+ non sono stati testati, ma i pazienti stessi spesso non sono stati isolati.

Poi, come dimenticare le migliaia di mail di segnalazione perse perché la casella di posta elettronica dell’ASL di Torino era insufficiente e si è intasata rapidamente, con segnalazioni di sospetti Covid finite nel nulla?

E i DPI gravemente carenti, con sanitari obbligati a visitare i pazienti Covid senza le adeguate protezioni?  Costretti a dormire altrove da casa propria. Sanitari malati e ricoverati.

Merita anche una citazione la Dgr 14-1150 del 20 marzo 2020, che consente (ancora adesso) le dimissioni dei pazienti Covid positivi dagli ospedali nelle Rsa.

Insomma, prestazioni da riconferma.

Certo, forse si poteva nominare qualche esperto in epidemiologia, sanità pubblica, o un infettivologo. Ma paiono essenziali le competenze geo-giuridiche, nonchè le pluricariche (il Dott. Picco è commissario della più grande ASL del Piemonte, Direttore pro-tempore del D.I.R.M.E.I., rappresentante della Regione Piemonte in Compagnia di San Paolo ed ora anche ai vertici dell’ Unità di Crisi).

Una riflessione finale sul ruolo dell’assessorato che, tra D.I.R.M.E.I., Unità di crisi con 17 aree funzionali e un numero di collaboratori comandati pari quasi a quello di corso Regina, forse avrà poco lavoro.

Dott.ssa Chiara Rivetti

Segretaria Regionale
Anaao Assomed Piemonte

 

Categorie: Comunicati Stampa, Europa, Politica
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