L’ex Caserma Mazzoni compatta il fronte ambientalista bolognese

11.07.2020 - Pasquale Pagano

L’ex Caserma Mazzoni compatta il fronte ambientalista bolognese
(Foto di Comitato EX Caserma Mazzoni bene comune)

C’erano i rappresentanti del comitato Rigenerazione No Speculazione, di Legambiente Bologna, di Extinction Rebellion Bologna, di Fridays For Future Bologna, del collettivo studentesco Untill The Revolution, di Aria Pesa e dei centri sociali TPO e Labas, ma anche tante cittadine e cittadini,  venerdì 10 Luglio all’assemblea promossa dal comitato Ex Caserma Mazzoni Bene Comune. Il tema centrale: la difesa dell’aerea attorno all’ex Caserma Mazzoni, sulla quale pende un progetto di speculazione edilizia che prevede la costruzione di circa 195 appartamenti e l’abbattimento di 300 alberi, in un’area già fortemente cementificata. La goccia che fa traboccare il vaso e  rafforza il fronte verde cittadino che riscalderà l’autunno bolognese.

Il progetto di “riqualificazione” promosso da Cassa Depositi e Prestiti- proprietaria dell’area-insieme al Comune, interesserà un quartiere che non “ha bisogno di nuovi alloggi”- sostiene il comitato- “infatti secondo i dati di Confabitare nel quartiere S stefano sono 1215 gli appartamenti sfitti”. “Ci opponiamo al progetto perchè vogliamo che le cittadine e i cittadini vengano coinvolti in questo tipo di decisioni”.

Per il momento esistono due comitati in difesa dell’area della Caserma Mazzoni: uno  che chiede un ridimensionamento del progetto e “Caserma Mazzoni Bene Comune” che chiede lo stop del progetto come primo passo verso il coinvolgimento della cittadinanza.

 

foto @comitato Ex Caserma Mazzoni bene comune.

Un tema delicato quello della gestione delle ex aree militari, ormai dismesse, già al centro delle polemiche in città. Infatti celeberrimo è il caso dei Prati di Caprara, bosco urbano spontaneo nato nell’Ex Campo di Marte a pochi passi dall’Ospedale Maggiore, sul quale pende un progetto di deforestazione e speculazione edilizia. Ma la lista è lunga: c’è l’ex caserma Sani, abbandonata da anni e occupata in autunno dalle attiviste e  dagli attivisti di XM 24 e subito sgomberata. C’è l’ex caserma Masini dal 2012 al 2017 occupata dalle attiviste  e dagli attivisti del centro sociale Labas, sgomberata con la scusa di un progetto di riqualificazione urbana, non ancora partito. C’è l’ex caserma Perotti in zona Corticella, l’area è già interessata dai lavori,  ma ancora non sono stati abbattuti alberi. Non solo caserme, ma anche aree demaniali abbandonate come l’ex mercato in via Fioravanti 24, occupato per 17 anni dalle attiviste e dagli attivisti di XM 24 e sgomberato l’anno scorso in piena estate, per lasciare spazio ad uno studentato di lusso, del quale ancora non sono stati avviati i lavori.

Insomma, una lunga lista di mini conflitti ambientali e sociali, che messi insieme danno l’idea di una città in forte trasformazione, con diversi progetti   come riecheggiato durante l’assemblea “calati dall’alto senza consultare le cittadine e i cittadini”. Durante tutti gli interventi è apparso evidente la volontà da parte delle cittadine e dei cittadini, dei comitati, dei movimenti e delle associazioni di essere  coinvolti in processi partecipativi e deliberativi. Insomma, non un “no” senza condizioni ad un progetto, piuttosto che un altro, ma la voglia di essere ascoltati per un’idea radicalmente diversa di città. Per questo motivo all’appello del Comitato hanno risposto la maggior parte delle realtà ambientaliste della città, che promettono per l’inizio di settembre una grande assemblea di cittadini per discutere sul destino dell’area e una grande manifestazione ad ottobre.

Categorie: Ecologia ed Ambiente, Economia, Nonviolenza, Salute
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