Campagna per insignire i medici cubani del Premio Nobel per la Pace

17.06.2020 - Washingon D.C. , USA - Pressenza New York

Quest'articolo è disponibile anche in: Inglese, Spagnolo, Francese

Campagna per insignire i medici cubani del Premio Nobel per la Pace
(Immagine di cubanobel.org)

La campagna degli Stati Uniti per insignire del Premio Nobel per la Pace 2021 la Brigata Medica Internazionale Henry Reeve è stata avviata il 16 giugno 2020. L’iniziativa è stata sostenuta da noti intellettuali, artisti, politici e da comuni cittadini, provenienti da tutto il mondo, che riconoscono l’eccezionale contributo della Brigata alla vita e alla salute dell’essere umano. La campagna è stata annunciata il 16 giugno durante il webinar su Cuba e sul Covid-19 con Danny Glover e l’ambasciatore cubano Jose Cabañas.

Tra i sostenitori di spicco figurano il Premio Nobel per la Pace Adolfo Pérez Esquive, l’ex presidente dell’Ecuador Rafael Correa, gli attori Danny Glover e Mark Ruffalo, gli scrittori Alice Walker, Noam Chomsky e Nancy Morejón, i registi Oliver Stone e Petra Costa, il musicista Tom Morello e il cantautore Silvio Rodríguez, per nominarne alcuni. A loro si sono aggiunte fino ad ora oltre 10.000 persone, che hanno firmato la petizione in tutto il mondo, e numerose organizzazioni, tra cui La Via Campesina (il movimento internazionale delle organizzazioni contadine), che rappresenta 182 gruppi in 81 paesi.

Dando prova di una cooperazione internazionale straordinaria, più di 2.000 medici, infermieri e operatori sanitari cubani hanno collaborato in 27 paesi affetti dal coronavirus e hanno salvato migliaia di vite, mettendo a rischio la propria salute. Il personale sanitario sta fornendo assistenza urgente in Andorra, Angola, Antigua e Barbuda, Barbados, Belize, Capo Verde, Dominica, Grenada, Guinea, Haiti, Honduras, Italia, Giamaica, Kuwait, Messico, Mozambico, Nicaragua, Perù, Qatar, Saint Lucia, Saint Kitts e Nevis, Saint Vincent e Granadine, Sudafrica, Suriname, Togo, Trinidad e Tobago, Venezuela.

La Brigata Medica Internazionale Henry Reeve onora un soldato degli Stati Uniti che combatté, dalla parte di Cuba, la prima guerra di indipendenza cubana (1868-1878). La Brigata fu fondata nel 2005 quando, a causa dell’uragano Katrina, la Florida ebbe un bisogno disperato di medici. Purtroppo, l’amministrazione Bush rifiutò il gesto solidale e la Brigata venne inviata ad occuparsi delle catastrofi naturali in Guatemala e Pakistan. Nel 2005, il primo gruppo di professionisti era formato da 1.500 medici e operatori sanitari. Nei suoi quasi 15 anni di storia, hanno fatto parte della Brigata oltre 7.000 professionisti della salute.

La Brigata ha ricevuto numerosi premi internazionali, tra cui il prestigioso “Dr. Lee Jong-Wook per la Sanità Pubblica” conferitole dall’ Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).

Inizialmente proposta da gruppi europei, la campagna si è diffusa in tutto il mondo. Il celebre linguista e scrittore Noam Chomsky ha dichiarato che “Cuba è l’unico paese ad aver dimostrato un sentito internazionalismo durante l’attuale crisi da coronavirus”.

“Mi sono commossa fino alle lacrime alla vista dei cubani che, durante il culmine della pandemia, si dirigevano verso la parte più contagiata d’Italia per aiutare a salvare vite umane”, ha affermato Medea Benjamin, condirettore del movimento pacifista CODE PINK, che dirige il comitato statunitense di supporto alla campagna insieme ad Alicia Jrapko del Comitato Internazionale per la Pace, la Giustizia e la Dignità. “Lo sforzo eroico dei medici cubani, durante questa pandemia, non consiste solamente nell’esperienza medica che stanno portando in diverse parti del mondo, ma anche nella loro grande solidarietà e nel loro amore per l’umanità”, ha sottolineato Jrapko.

La campagna continuerà a costruire un sostegno ampio e diversificato tra tutti i settori della società e ad incoraggiare una maggiore attenzione dei media verso il programma medico cubano, tra cui dar voce ai medici che si sono offerti volontari in queste missioni e ai pazienti che hanno curato.

La dichiarazione di intenti della campagna riassume lo spirito di questo sforzo globale: “Speriamo che l’esempio cubano possa ispirare altri paesi a promuovere politiche e azioni più compassionevoli e generose, e non soltanto nel combattere le pandemie ma nel costruire un mondo più giusto, più pacifico e più verde”.

Gli studenti di medicina continuano il proprio lavoro di ricerca. Foto: Abel Padròn Padilla/Cubadebate

I copresidenti della campagna statunitense e altri sostenitori sono disponibili per le interviste.

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Traduzione dall’inglese a cura di Giulia Paola Pattavina.

Categorie: Comunicati Stampa, Nord America, Pace e Disarmo
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