Il Reddito di Base Universale: non è un sussidio!

21.05.2020 - Barcellona - Sasha Volkoff

Quest'articolo è disponibile anche in: Spagnolo, Francese, Tedesco, Portoghese, Catalano

Il Reddito di Base Universale: non è un sussidio!

Questo articolo avvia una rubrica che proverà a illustrare brevemente i vari aspetti del Reddito Minimo Universale. Per vedere tutti gli articoli pubblicati su questo tema, clicca qui.

Iniziamo a spiegare la differenza tra il Reddito di Base Universale e un sussidio. Il sussidio è una sovvenzione che lo Stato solitamente eroga a coloro che rientrano in determinati requisiti; perciò, potremmo chiamarlo “sussidio condizionati”. Infatti, spesso le condizioni alludono a problemi economici e di conseguenza, si potrebbe parlare di sussidio “per i poveri”, in quanto se non si è poveri non lo si può ottenere.

L’obbiettivo di questi sussidi è aiutare chi ne ha bisogno e per tanto, se qualcuno non ne ha bisogno, non lo riceverà. Ciò provoca un effetto secondario abbastanza spiacevole: non favorisce in nessun modo l’uscita dallo stato di povertà, in quanto, questo comporterebbe non ricevere più il sussidio. In altre parole, se si vuole continuare a ricevere questo aiuto finanziario, si deve continuare a essere poveri.

Stessa situazione con il sussidio per la disoccupazione: se si ottiene un lavoro, questo non spetta più, per cui non si è abbastanza stimolati alla ricerca di un’occupazione, soprattutto se questa offre un salario che a malapena supera quello del sussidio.

Per poter pagare questi sussidi, è necessario avere una burocrazia che verifichi che i beneficiari rientrino in queste condizioni e che i richiedenti presentino una serie di procedure burocratiche per ricevere ciò che gli spetta (come esempio di un sussidio non riuscito, possiamo citare il Reddito Garantito di Cittadinanza, introdotto in Catalogna nel 2017, dove l’erogazione è stata rifiutata alla maggior parte dei richiedenti, in quanto il costo economico era troppo alto e al tempo stesso non apportava i benefici desiderati).

Il Reddito di Base Universale è, invece, incondizionato, cioè destinato a tutti, senza considerare la loro condizione, se poveri o ricchi, se lavorano o meno. È un “contributo” grazie al quale ciascuno può migliorare la propria condizione economica se lo desidera. Per cui, qualunque prestazione il cui pagamento superi l’ammontare del Reddito di Base Universale continuerà a essere riscossa, senza alcuna riduzione.

Inoltre, il Reddito di Base Universale promuove la ricerca di un lavoro, in quanto il guadagno va a sommarsi a quest’ultimo e allo stesso tempo, promuove lo studio, che permetterà di trovare un lavoro migliore e, infine, permette lo sviluppo delle vocazioni e attitudini personali che spesso vengono penalizzate per mancanza di opportunità. Infine, il Reddito di Base Universale migliora l’autostima poiché spesso chi riceve un sussidio non è molto soddisfatto di se stesso; quindi questo reddito può migliorare le possibilità per quella persona di contribuire a livello sociale.

A tempo debito, i sussidi hanno rappresentato un progresso sociale, in quanto hanno aiutato molte persone in difficoltà, ma è arrivato il momento di fare un salto che vada oltre e possa migliorare la qualità di vita: è arrivato il momento del Reddito di Base Universale.

Traduzione dallo spagnolo di Francesca Ranieri

Categorie: Economia, Opinioni
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