I soldi son pezzi di carta

01.05.2020 - Silvia Nocera

Quest'articolo è disponibile anche in: Inglese, Spagnolo, Francese, Tedesco, Catalano, Greco

I soldi son pezzi di carta

I soldi son pezzi di carta. Si strappano come la carta, bruciano come la carta. Non si possono mangiare, non ci si possono incartare le cose, non ci si scrive sopra. Sono meno utili.

I soldi sono una convenzione.

Sono un accordo che, fino a poco tempo fa, era legato alla presenza fisica di una ricchezza fatta di una materia, l’oro. Un mito.

Oggi questa ricchezza è fittizia, più teorica che effettiva. È una ricchezza legata al debito, al potere di uomini su altri uomini. Questo è il denaro nel sistema neoliberale. Un altro mito.

I soldi sono una convenzione aleatoria e teorica legata a un mito di un potere arbitrario. Ormai non sono neanche più di carta, sono diventati dei bit. La loro fisicità sta scomparendo, si stanno smaterializzando come molte altre cose nell’era digitale.

Siamo tutti degli schiavi di bit teorici gestiti avidamente nel mondo tecnologicamente avanzato?

Questa crisi economica la deve pagare il potere finanziario. La dovete pagare voi finanzieri, voi CEO di holdings perennemente affamate alla ricerca di aziende da triturare tra i propri denti aguzzi, voi banchieri senza scrupoli, voi giocatori cinici del “moltiplica bit denaro senza produrre niente”, voi proprietari di aziende gigantesche che rubano dati gratis e li vendono a caro prezzo a chi vuole influenzare e manipolare le opinioni della gente. Non la deve pagare l’economia reale, non la produzione, non il commercio, non i servizi, non le persone che lavorano o che cercano lavoro.

È finita la pacchia anche per voi. La politica, se si sveglia e si libera, dovrà passarvi le fatture di questa crisi.

Dovrete creare i soldi che servono adesso per sfamare le genti. Quelli che servono per permettere ai paesi di ricostruire i loro sistemi sanitari. Quelli che servono per permettere di riconvertire la produzione e renderla sostenibile, per l’ambiente e per la giustizia sociale.

I conti non vi torneranno? Non avrete guadagnato niente da questa splendida crisi globale? Voi che trovate sempre il modo di fare soldi dalle tragedie.

Pace. Questa volta ci perderete voi.

Stampare i soldi che servono, o meglio, adesso basta far apparire i numeretti nei conti della gente. Non è difficile tecnicamente, si tratta di prendere una decisione.

Ma… se si distribuiscono soldi senza volerli indietro con gli interessi… dopo, come si potrà spiegare che era una cosa temporanea, che non ci sono i soldi per questo e per quello?

Pace. Questa volta non si torna alla vostra normalità. Si cambia paradigma.

Questa volta vi toccherà ripagare la miseria che avete creato con il vostro ignobile modo di calcolare il valore monetario di ogni cosa, dalla nascita alla morte di un essere umano.

Più chiaro di così…

Categorie: Economia, Internazionale, Opinioni, Politica
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