Esiste una connessione tra SARS-CoV 2 e inquinamento atmosferico? Il Consiglio Comunale di Bologna vuole vederci chiaro

22.05.2020 - Pasquale Pagano

Esiste una connessione tra SARS-CoV 2 e inquinamento atmosferico? Il Consiglio Comunale di Bologna vuole vederci chiaro
(Foto di Miroslava Chrienova, Pixabay)

In questi mesi sono stati pubblicati diversi studi scientifici che prendono in esame la connessione tra la diffusione del SARS-CoV 2 e l’inquinamento atmosferico. Mercoledi 20 maggio a Bologna, una delle città più inquinate del bacino padano, il Consiglio Comunale ha convocato un’udienza consiliare conoscitiva per vederci chiaro. Dopo i primi due incontri, la Commissione Ambiente verrà riconvocata sul tema a luglio. Extinction Rebellion Bologna e Legambiente hanno accolto positivamente l’interesse del Consiglio, ma pretendono un’azione immediata.

In questi mesi, a partire dalla pubblicazione del position paper “Relazione circa l’effetto dell’inquinamento da particolato atmosferico e la diffusione di virus nella popolazione “, promosso da SIMA con le Università di Bologna e Bari, sono stati pubblicati diversi articoli scientifici che cercano di indagare sulla connessione tra la diffusione del SARS-CoV 2 e l’inquinamento atmosferico. Altri ancora cercano di studiare in profondità la correlazione tra tasso di mortalità e inquinamento atmosferico, che sembra evidente ad una prima analisi superficiale.

Proprio per cercare di districarsi tra la pletora di studi i consiglieri comunali di Bologna in quota Pd Leti e Colombo hanno convocato una serie di udienze conoscitive in Commissione Ambiente, invitando a parlare i tecnici dell’ARPAE e della Regione e gli scienziati, tra tutti la direttrice dell’Istituto di ricerca tumorale Ramazzini di Bologna, la dottoressa Belpoggi e il Dott Setti, uno degli autori del position paper. La prima udienza si è tenuta il 29 aprile, la seconda il 20 maggio. A luglio ne verrà convocata una terza.

Durante le due udienze si è parlato in particolar modo dell’origine antropica dell’inquinamento atmosferico (soprattutto trasporto, riscaldamento e industrie), successivamente degli effetti di questo sull’uomo, e infine dei possibili collegamenti tra questo e la diffusione del SARS-CoV 2.

Tutti hanno concordato sull’origine prettamente antropica dell’inquinamento atmosferico. In modo particolare i tecnici dell’Arpae hanno presentato un report sui livelli di inquinamento osservati durante il lockdown, parlando di una sostanziale diminuzione degli inquinanti primari e di una discreta diminuzione dei secondari. Gli inquinanti primari sono il primo prodotto della combustione; tra questi ci sono i composti del carbonio, dell’azoto e alcuni particolati (pm). Gli inquinanti secondari sono invece il prodotto dell’interazione dei primari e tra questi i più famosi sono il biossido di azoto (NO2) l’Ozono e i particolati.

Anche per quanto riguarda l’incidenza dell’inquinamento atmosferico sulla salute umana tutti gli esperti si sono mostrati d’accordo sulla correlazione. In particolare, la dottoressa Belpoggi ha sottolineato che la letteratura scientifica in materia è ricca e si sa da 30 anni che l’inquinamento porta a malattie respiratorie e cardiovascolari. A riprova di questo Legambiente ha parlato di circa 60 mila morti l’anno in Italia a causa dello smog.

Sulla correlazione tra la diffusione del SARS-CoV 2 e l’inquinamento si sono dimostrati tutti più cauti, facendo presente che la pandemia è ancora in corso e che i tempi delle ricerche sono lunghi. L’ARPAE ha parlato di una ricerca congiunta in seno al bacino padano che analizzerà il periodo immediatamente precedente al lockdown, quello durante e quello immediatamente successivo. In ogni modo, al di là delle differenze specifiche, tutti hanno evidenziato che anche senza covid-19, nel bacino padano si muore di malattie respiratorie e cardiovascolari legate allo smog.

Ma se da un lato il Consiglio Comunale si mostra interessato a vederci chiaro, dall’altro la Giunta continua a portare avanti i progetti avviati, in particolare quello dell’allargamento della tangenziale a 2 chilometri dal centro cittadino. L’Assessora all’ambiente, Valentina Orioli, anche lei presente in commissione, punzecchiata sul tema, ha reiterato che il Passante (la tangenziale ndr) è un’opera strategica che già c’è e che il suo allargamento è volto ad inserirlo al meglio nel tessuto paesaggistico. Ha anche aggiunto che l’opera non è solo di competenza comunale e che è molto difficile agire da soli per bloccarla.

Dunque, da un lato si riconosce il problema dell’inquinamento di origine antropica, si afferma che è dannoso per la salute, che potrebbe aver favorito la diffusione del SARS-CoV 2, ma dall’altro si continua a investire sul trasporto su gomma, una delle cause principali dell’inquinamento atmosferico. Una contraddizione che non è sfuggita a Extinction Rebellion. Gli attivisti dalle loro pagine social fanno sapere che accolgono positivamente l’interesse del Consiglio, ma che si aspettano un’azione immediata, anche perché nella dichiarazione di emergenza climatica ed ecologica – approvata dal Consiglio Comunale bolognese lo scorso ottobre – vi è l’impegno a scrivere un piano dettagliato di misure che non è ancora stato varato. Inoltre, hanno concluso il loro post invocando delle assemblee cittadine per discutere tutti insieme un’immagine futura di città.

Insomma, in attesa di nuovi sviluppi delle ricerche in corso, la Commissione Ambiente si aggiornerà a luglio e nel frattempo le auto sono tornate a circolare come e più di prima.

 

Categorie: Ecologia ed Ambiente, Europa
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