Sanità: CUB Torino, protesta contro Regione Piemonte e Comune di Torino

14.04.2020 - Redazione Torino

Sanità: CUB Torino, protesta contro Regione Piemonte e Comune di Torino
(Foto di https://www.regione.piemonte.it/)

Il CUB (Comitato Unitario di Base) Sanità di Torino presenta una piattaforma di protesta.

La Giunta Regionale continua a giustificarsi dicendo che la situazione della Sanità piemontese è quella che hanno ereditato, ma dalle rivendicazioni il problema sembra ben diverso.

Pubblichiamo il comunicato:

Al Presidente Cirio, all’Assessore Icardi , alla Sindaca Appendino.

Protestiamo perché non ci avete protetto. Per la sicurezza, per il salario, la dignità, perché non ci avete ascoltato.

Protestiamo perché: ci avete abbandonato, sacrificato, avete fatto annunci non rispettati, non ci avete ascoltato, avete fatto tutto in modo superficiale.

La realtà dei servizi è questa: tamponi non arrivano. Direttori Sanitari che portano il contagio da un servizio all’altro. Dirigenti che dicono ancora che la mascherina non serve. Medici che negano l’infortunio ai contagiati e la quarantena. DPI che “costano troppo”. Aziende e cooperative che ricattano: se chiediamo i DPI “fanno saltare il FIS”.  Formazioni che non si fanno. Persone che perdono il lavoro o gran parte del reddito. Ospiti che muoiono, Colleghe che si ammalano. La paura di contagiare i nostri familiari.

Dovete ascoltare noi che lavoriamo tutti i giorni nei sevizi e conosciamo il nostro mestiere. Si sarebbero evitati molti contagi e si sarebbero salvate vite.

Dove le lavoratrici e i lavoratori sono riusciti a obbligare le Direzioni, con l’appoggio del Sindacato, il contagio non è ancora entrato, perché si è ottenuto l’isolamento immediato a fine febbraio/inizio marzo, (Il Porto, Villa Primule, Segre, Ospedale di Carità…) sarà un caso?

Dove è stato ignorato il nostro allarme – come nei Dormitori – sono scoppiati i focolai, sarà un caso? Vi diciamo che i Centri di Accoglienza Rifugiati da 300 posti  sono in pericolo molto più che piccoli appartamenti. Dateci retta.

Adesso molti/e operatori/ci rischiano di non mantenere più la famiglia. Ma il Governo ha autorizzato gli Enti Locali a pagare i servizi già a bilancio. Perché non pagarci lo stipendio intero? Per farci fare prestiti in banca?

Chiediamo:

  • Di lavorare in sicurezza per la nostra salute e per i nostri assistiti
  • Ritiro immediato dell’ordinanza di trasferire i malati Covid-19 nelle RSA
  • Una nuova ordinanza regionale con le regole obbligatorie per tutti i servizi pubblici e privati, contrattate con i rappresentanti delle lavoratrici e dei lavoratori.
    Isolamento, Chiusura ai visitatori. Blocco del trasferimento di utenti da una struttura all’altra. Blocco dello spostamento del personale. In servizi diversi. Squadre di lavoro fisse. Sanificazione rinforzata. Monouso in ogni cosa. Lavaggio delle divise in struttura. Dormitori aperti 24 ore. Obbligo di rivedere DVR, DPI, e formazioni, con indicazioni su come garantire la sicurezza, in ogni posto di lavoro
  • Tamponi per separare subito sani e contagiati
  • Integrazione al 100% del reddito a chi è dovuto restare a casa
  • Tempo indeterminato per tutto il personale precario che sta affrontando il virus

 

Sanità

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Categorie: Comunicati Stampa, Europa, Salute
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