Coronavirus, l’attivismo non si è fermato – 3. Davide Scotti di Extinction Rebellion Milano

06.04.2020 - Redazione Milano

Coronavirus, l’attivismo non si è fermato – 3. Davide Scotti di Extinction Rebellion Milano

Dopo le testimonianze di Anita Sonego e Pietro Forconi, è la volta di Davide Scotti, attivista del gruppo milanese di Extinction Rebellion.

L’emergenza coronavirus ha creato una situazione nuova per tutti, sconvolgendo abitudini e certezze, ma per gli attivisti ha significato anche la cancellazione di iniziative organizzate da tempo, o ancora da realizzare. Come hai vissuto e vivi questo momento?

Per noi del gruppo milanese di Extinction Rebellion è stato abbastanza frustrante. La situazione è precipitata il giorno seguente ad una nostra importante azione nel centro di Milano per la settimana della moda che ci aveva entusiasmato e aveva attirato molta attenzione sul nostro gruppo. Avevamo molti eventi programmati per marzo, occasioni pensate per inserire nei nostri gruppi di lavoro molte persone nuove e iniziative di outreach per farci conoscere in nuovi ambienti e stringere legami con altre realtà affini. La strategia su come proseguire le nostre azioni è diventata ovviamente impraticabile. E’ stato difficile, ma devo dire che questa esperienza si sta rivelando preziosa nella misura in cui ci sta permettendo di comprendere più profondamente il valore dei principi del nostro movimento.

Come XR noi “incentriamo la nostra missione su ciò che è necessario” (principio n°2) e “diamo valore alla riflessione e all’apprendimento” (principio n° 5). In questo momento è necessario stare fermi e osservare. Nessuno di noi ha capito cosa sta succedendo e cosa succederà, la cosa migliore che possiamo fare è osservare, interrogarci, riflettere insieme per essere pronti, quando sarà il momento, a trasformare questa tragica esperienza nella più grande delle opportunità. La slancio frustrato dalla coatta interruzione del nostro attivismo – o forse del nostro iperattivismo – deve essere trasformato in un altro tipo di energia, che sappia riconoscere i bisogni del momento e riesca quindi a pervadere i cuori delle persone con cui stiamo condividendo l’esperienza unica della pandemia, dentro e fuori il nostro movimento.

E’ il momento per far crescere la nostra capacità empatica e dare e darci l’opportunità di capire che quello che ci accomuna è molto di più di ciò che ci separa. Credere che questo sia il modo migliore di affrontare questa situazione non significa però comportarsi automaticamente di conseguenza. Non sono pochi i momenti di demotivazione e apatia. Finché ci si incontra, ci si abbraccia e si celebrano insieme gli sforzi fatti, è “facile” fare gli attivisti, ma farlo ora, da casa, relazionandosi con il mondo e con le amiche e gli amici ribelli attraverso un monitor è faticoso. Ma ancora: “noi incentriamo la nostra missione su ciò che è necessario” e perciò lo facciamo, trovando e coltivando un diverso tipo di motivazione, che sarà di fondamentale importanza nei futuri momenti di crisi causati dal disastro ambientale di cui siamo spettatori, attivi o passivi, e che con ogni probabilità si susseguiranno con frequenza sempre maggiore.

Altre pandemie, crisi agricole, flussi migratori incontrollabili, siccità e tumulti sociali probabilmente entreranno a far parte della nostra vita a cadenza regolare nei prossimi decenni e dobbiamo essere pronti ad affrontarle, come attivisti e come cittadini. In questo senso l’attuale pandemia è una esperimento preparatorio e quindi un’opportunità. Sono tante le domande da porsi e a cui iniziare a dare una risposta insieme. Soprattutto dobbiamo forse interrogarci su come deve cambiare il sistema per permetterci di attraversare questo incerto futuro come una comunità democratica che tutela i diritti fondamentali delle persone ed è consapevole dell’interconnessione che lega ogni angolo del pianeta, piuttosto che come un mosaico di governi democratici sospesi in un limbo autoritario che non riescono ad uscire dalla logica geopolitica dei confini nazionali, come se virus e cambiamenti climatici ragionassero allo stesso modo. Mai come ora il 4° principio del nostro movimento –  “Lanciamo apertamente una sfida a noi stessi e al sistema tossico” – deve risuonare con forza nelle nostre menti e nelle nostre voci.

Quali risposte nuove e creative ha trovato il tuo gruppo per continuare la sua attività nonostante le limitazioni imposte da questa emergenza?

Non so se le nostre risposte si possano considerare nuove e creative, ma in questo momento ci stiamo concentrando sul consolidamento interno del movimento, sulla riflessione e sulle iniziative online. Stiamo ristrutturando l’organizzazione del gruppo di Milano (noi adottiamo il Self-Organinsing System come struttura organizzativa) introducendo nuovi ruoli e ottimizzando il flusso di informazioni interne al gruppo. L’idea è tornare in strada con una struttura molto più solida, che ci permetta di includere nuove risorse con più facilità e soprattutto di realizzare azioni sempre più ambiziose.

Oltre a questo stiamo organizzando formazioni online per le attivisti e le attiviste unitesi a noi da poco sul DNA di Extinction Rebellion, ovvero la sua strategia, la sua struttura organizzativa e la sua visione. Insieme agli altri gruppi locali d’Italia organizziamo presentazioni online per i curiosi e coloro che vogliono unirsi a noi; diamo voce a personaggi autorevoli invitandoli a chiacchierare con noi su temi di attualità in video-conferenze su Zoom che trasmettiamo in diretta su Facebook. Organizziamo attività di cultura rigenerativa per i nostri attivisti. Coltivare una cultura rigenerativa significa per noi implementare pratiche di cura nei confronti di noi stessi, dell’altro e dell’ambiente sociale e naturale che ci circonda: “abbiamo bisogno di una cultura rigenerativa” è il nostro 3° principio.

Queste attività sono fondamentalmente momenti di condivisione divisi in due parti: inizialmente ci raccontiamo come stiamo vivendo personalmente questo momento, dopodiché facciamo brain-storming su come leggere nel suo complesso questa situazione e su come trasformare questa lettura in un messaggio per l’esterno e in una strategia per le nostre azioni future. Come in ogni attività del nostro movimento, il sentire e il vissuto personale di ciascun attivista trova sempre lo spazio per inserirsi in una narrazione condivisa. Per il nostro movimento è fondamentale nutrirsi del contributo di ciascuno e trasformare ogni momento di confronto e di lavoro in un’occasione per accrescere l’empatia tra di noi, con l’idea che questa empatia si riversi sul resto del mondo.  Ogni gruppo di lavoro a livello locale e ogni gruppo locale è impegnato in qualche attività, a Milano e in tutta Italia, e certamente sono molte di più le iniziative che non conosco di quelle che ho menzionato. Il nostro movimento si basa su autonomia e decentralizzazione (principio n° 10), per cui ogni gruppo locale collabora all’interno di una rete nazionale e internazionale, ma il grosso di quello viene fatto ha luogo a livello locale.

Questo è anche il bello di XR: non si finisce mai di esplorare questo movimento in continua espansione, in cui è costantemente in atto un processo di evoluzione e innovazione che si nutre del contributo e dell’intraprendenza di tutte le persone che entrano a farne parte. XR è un movimento vivo e resiliente, e in queste settimane sta dimostrando di avere tantissime risorse anche per affrontare questa situazione anomala.

Riferimenti XR Italia e Milano:

Sito internet da cui avviare la procedura per accedere a Base premendo su “Unisciti a noi” e dove si possono trovare i calendari con le iniziative: https://extinctionrebellion.it/

Indirizzo Mail XR Milano (per informazioni e iscrizione alla mailing list): xrmilano@protonmail.com

Pagina FB XR Milano: https://www.facebook.com/extinctionrebellionmilano/

Pagina Instagram XR Milano: https://www.instagram.com/xrmilano/?hl=it

Categorie: Ecologia ed Ambiente, Europa, Interviste
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