Coronavirus e apertura delle librerie: la parola ai librai d’Abruzzo

13.04.2020 - Benedetta La Penna

Coronavirus e apertura delle librerie: la parola ai librai d’Abruzzo
(Foto di fonte pixabay)

Il 14 Aprile entreranno in vigore i nuovi alleggerimenti da parte del Governo Italiano, che ha annunciato la riapertura di alcuni negozi, tra cui le librerie, nonostante l’emergenza Covid-19 in atto.

 

Tale decisione ha aperto un vero proprio dibattito a riguardo, in cui l’opinione pubblica si divide tra chi pensa che aprire le librerie in questo momento sia troppo presto, favorendo quindi la diffusione del virus, e chi invece, affermando che i libri siano un bene di prima necessità, ce l’apertura sia un’esigenza.

 

Ma in tutto questo, cosa ne pensano i diretti interessati, i librai? Chi alzerà la saracinesca chiusa circa un mese fa a causa delle disposizioni nell’emergenza Coronavirus?

 

Grazie infinite ai librai e le libraie che hanno voluto condividere con Pressenza Italia le loro motivazioni e le loro opinioni a riguardo.

 

PESCARA:

 

Games Academy, Via Marco Polo, Pescara: “Lo staff di Games Academy Pescara ha riflettuto a lungo su quale potesse essere il miglior modo di operare in funzione della possibilità di riaprire o meno in qualità di libreria specializzata. La situazione che stiamo vivendo, come tutti sappiamo, è assolutamente unica nel suo genere. Quello che all’inizio era una emergenza si è e si sta trasformando in una nuova dinamica sociale, mutando di fatto gli equilibri quotidiani ai quali eravamo abituati. La così detta “fase 2”, non sarà certo un ritorno alla normalità, ma un momento, sicuramente non breve, si transizione, durante il quale dovremmo riscrive, di nuovo, le nostre abitudini. Alla luce di questo fattore, abbiamo deciso di attuare tutti protocolli di sicurezza, in termini di sanificazione e prevenzione, affinché si possa fare un primo passo avanti. Riteniamo che questo passaggio abbia un valore molteplice, non soltanto dal punti di vista economico, avendo comunque attivato sia un servizio di consegna a domicilio che un temporary online store, ma e soprattutto in termini di “impatto sociale”. Nella giornata di martedì 14, se non emergeranno inconvenienti, provvederemo al completamento della sanificazione della struttura e all’allestimento dei percorsi consigliati, in modo da offrire a tutti i lettori, il miglior servizio possibile, sia dal punto di vista dell’accessibilità che da quello della prevenzione” afferma il libraio Fabio Zuccarini.

 

Tibo, Viale San Francesco, Penne: il libraio Tommaso Matricciani ci conferma che la libreria riaprirà domani stesso per vari motivi: “Il primo motivo riguarda l’utilità e la richiesta di libri in un periodo come questo, anche come mero passatempo. Tornare a lavoro ci è dunque necessario per far fronte alle numerose richieste che ci sono arrivate in questa direzione, posto che la normativa sulla consegna a domicilio è alquanto farraginosa: a oggi, nonostante le nostre richieste di chiarimento al comune, non abbiamo ancora capito se possiamo consegnare o meno. Sinceramente fatichiamo a capire il motivo per cui la nostra categoria non possa tornare a lavoro, ovviamente con le dovute tutele, visto che ad altri è stata data questa possibilità (anche a lavoratori di categorie, per così dire, affini alla nostra, come gli edicolanti). Nonostante il rischio di perdere la cassa integrazione per i dipendenti, preferiamo lavorare piuttosto che essere sovvenzionati dallo stato”.

 

Il Libraio di Notte, Via Cavour, Popoli: “PER ME LA RIAPERTURA DELLE LIBRERIE È UNA CAGATA PAZZESCA. Volevo scrivervi nel pomeriggio, ma ho ricevuto diversi messaggi in merito alla riapertura della libreria ed è forse il caso di anticipare. La bottega de Il Libraio di Notte NON riaprirà martedì, per tutti i dubbi e i motivi elencati nella lettera del gruppo LED – Librai Editori Distribuzione in rete, che ho firmato e sottoscritto a nome della mia libreria, indipendente anche da un certo pensiero ipocrita e patetico che improvvisamente vede le librerie come “luoghi essenziali del tessuto culturale italiano”, senza però favorire adeguate misure economiche a sostegno delle stesse.” dichiara il libraio Paolo Fiorucci in un post di Facebook.

 

La lettera, firmata anche dalla Libreria On the Road di Montesilvano, la si può leggere nel seguente link: http://www.minimaetmoralia.it/wp/librai-non-simboli/

 

 

CHIETI:

 

Mondadori, Via Benedetto Croce, Chieti Scalo: “Io ho deciso di riaprire per offrire un servizio ai lettori della mia città. Il mio pensiero è che la lettura, sia per gli adulti che a maggior ragione per i bambini, possa essere uno strumento utile per passare le ore della quarantena. Non penso che ci sarà l’assalto alle librerie, però il lettore curioso troverà sicuramente modo di trovare qualcosa di suo gradimento.” ci dice Luigi di Leonardo.

 

 

Mondadori, Via circonvallazione Histoniense 3, Vasto: “Cari Lettori, riapriremo il 16 Aprile dopo aver provveduto ad una adeguata sanificazione degli ambienti e ad organizzazione logistica degli spazi. L’orario sarà per il momento ridotto (LUNEDI-SABATO DALLE 09:30 ALLE 13.00), continueremo a consegnare libri a domicilio in tutta sicurezza, come nelle scorse settimane, ogni pomeriggio. l’ingresso in libreria sarà consentito a massimo due persone per volta per accedere sarà obbligatorio indossare mascherina e guanti (questi ultimi li forniamo noi) e la permanenza in libreria sarà limitata” affermano su un post sulla loro pagina Facebook.

 

 

Libreria Moderna di Fabulinus & Minerva, Ortona: Il libraio Francesco Ortolano ci racconta: “Essenzialmente considerata la possibilità di scelta nel riaprire, abbiamo deciso per la riapertura sia perché lentamente l’Italia deve ripartire con le sue attività, sia perché il settore delle cartolibrerie in questo periodo di lockdown è stato oggetto, a mio avviso di concorrenza sleale (ipermercati che hanno avuto aperto il settore cartolibreria in questo periodo anche se non si poteva) Inoltre, considerata la passione per il lavoro in libreria, io e mia sorella non abbiamo mai smesso in questo periodo attivandoci sin da subito con consegne a domicilio (che continueranno). Naturalmente ci stiamo organizzando per far rispettare tutte le norme in materia di sicurezza e prevenzione dal Covid-19, ma considerando il nostro bacino di utenza, la passione per il lavoro e ultimo ma non ultimo il fatto che come imprenditori dobbiamo fare i conti per il corretto funzionamento della macchina cartolibreria, abbiamo deciso di riaprire certi di fare cosa gradita a tanti genitori, ragazzi ed amanti della lettura.”

 

Libreria, Via Cavour, Vasto:  “Abbiamo deciso di riaprire perché siamo certi che a breve toccherà a tutte le attività commerciali convivere con il virus – ci racconta Stefano Angelucci Marino, il libraio – Distanze, mascherine, guanti, ambienti sanificati saranno per un determinato periodo la normalità. In realtà arriviamo secondi (o terzi…), visto che tabaccai e generi alimentari lo fanno dall’inizio della pandemia.”

 

L’AQUILA:

 

Libreria Colacchi, Corso Vittorio Emanuele, L’Aquila: “Dopo aver atteso l’ultimo dpcm – dichiara Giovanni Rotili- abbiamo preso la decisione di riaprire, forse è un po’ prematuro ma con la massima sicurezza e rispetto delle regole potremo sicuramente offrire il servizio di libreria! Riapriamo perché abbiamo avuto in questi giorni tantissime richieste di libri di qualsiasi genere (universitari , concorsi, libri di varia) e perché c’è voglia e bisogno di cultura. La nostra libreria è una sorta di “salotto del libro” e per tantissimi clienti e non, è un di luogo di ritrovo. Cosa che almeno per ora non potremo offrire, questo perché cercheremo di essere impeccabili per quanto riguarda soprattutto la sicurezza! Avremo in dotazione per chi non li avesse guanti e mascherine e cercheremo di limitare l’ingresso, nonostante la libreria sia grande vorremo mantenere all’interno massimo distanziamento tra i clienti! In attesa di tornare alla normalità!”

 

 

TERAMO:

 

Empatia, Via Giannina Milli, Teramo: Rachele Palmieri, la libraia, racconta “Domani Empatia Libri non riaprirà è difficile sintetizzare delle motivazioni complesse come quelle che ci hanno portato a questa scelta. Quello che ci sentiamo di dire è che non crediamo ci siano le condizioni minime per la riapertura: se il resto della cittadinanza è ancora sottoposto a tutte le restrizioni proprie di questa quarantena, riaprire non sarebbe quantomeno sostenibile economicamente. Il nostro è un lavoro, al pari di tutti gli altri, e non un simbolo da barattare con la voglia di tutti di ricominciare una vita il più possibile normale.

 

Categorie: Cultura e Media, Economia, Europa, Interviste
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