Questa mattina Bishara Moussa Ali e la sua tenda sono scomparsi dai portici del Comune di Torino.

Ci risulta che il suo telefono squilli ma lui non risponda: perché?

Ho parlato con lui anche ieri pomeriggio, e non sembrava proprio che intendesse rinunciare alla
sua protesta.

E’ stato sgomberato? Ora dov’è?

La storia del Sig. Moussa Ali è una delle moltissime storie di coloro che vengono nel nostro paese in cerca di condizioni di vita migliori.

Viene dal Ciad, è arrivato in Libia sul tetto di un camion che trasportava cammelli.

In Libia ha lavorato come elettricista. Non voleva venire in Italia, sarebbe rimasto volentieri in Libia, la decisione di partire è stata provocata dalla situazione di destabilizzazione dopo la caduta di Gheddafi.

Non voleva restare in Italia, per lui l’Italia sarebbe stata una via di transito per Francia o Germania.

All’Hotspot di Pozzallo lo hanno identificato, “condannandolo”, per gli accordi di Dublino, a restare in Italia.

In passato ha protestato contro lo sgombero dall’ex MOI, Bouchari Diallo, il quale durante gli eventi della protesta fu accusato di aver dato un pugno ad Antonio Maspoli della Fondazione S. Paolo (tra i principali attori del progetto dello sgombero), allora manager della gestione del progetto di ricollocamento, fu condannato ad un anno e sette mesi di carcere, Bishara Moussa Ali a 11 mesi per aver preso parte alle proteste.

Cosa sta succedendo agli sgomberati dell’ex MOI?

Il Sig. Moussa Ali voleva parlare con la Sindaca Chiara Appendino per far presente la propria condizione attuale.

Ora vedremo nei fatti se il Comune di Torino vorrà ascoltare la condizione di uno sgomberato dall’ex MOI e, forse, dai portici del Comune di Torino.

Aggiornamento: abbiamo telefonato all’ufficio stampa della Sindaca Appendino.

La sindaca non ha rilasciato dichiarazioni.

C’è stata disponibilità da parte dell’ufficio stampa a fornirci dati sull’andamento della ricollocazione delle persone nell’ambito del progetto dell’ex MOI.