Solidarietà ai medici e operatori della sanità aggrediti

04.01.2020 - AMSI Associazione di Medici di Origine Straniera in Italia

Solidarietà ai medici e operatori della sanità aggrediti
(Foto di ANPAS)
L’Associazione medici di origine straniera in Italia (Amsi) e il movimento internazionale interprofessionale Uniti per Unire esprimono  la loro solidarietà  a tutti i professionisti della sanità che hanno subitó aggressioni disumane e condannando tutti gli episodi sia quelli denunciati,ma anche quelli di cui  non si viene a conoscenza e sono più del 60% del totale che subiscono i professionisti della sanità italiani.
Negli ultimi 4 anni sono aumentate del 35% le aggressioni nei confronti di medici, infermieri, fisioterapisti, podologi, psicologi, dentisti e personale amministrativo e di accettazione presso le strutture sanitarie pubbliche e private; nella maggioranza dei casi non vengono denunciate e comunicate all’esterno per vari motivi, paura di denunciare e di non sentirsi protetti dalle strutture sanitarie stesse. Infatti il 60% di quello che subiscono i professionisti italiani (sanitari e amministrativi ) non viene denunciato e l’80% di quello che subiscono i professionisti di origine straniera non viene denunciato per paura di passare  di perdere il posto di lavoro, per mancanza di tutele da parte della struttura sanitaria.
“A nome dell’Amsi e del Movimento uniti per Unire condanniamo tutti gli episodi di aggressioni in sanità, diciamo in sanità per comprendere tutti professionisti della sanità e personale amministrativo e ausiliari, tutti quanti contribuiscono al miglioramento dei servizi sanitari pubblici e privati ma quest’ultimi non vengono mai citati nei rapporti di aggressioni nonstante il ruolo importante nella comunicazione, nell’informazione  e nell’accompagnamento dei pazienti . Il nostro appello al mondo politico è quello di passare dalle parole e promesse ai fatti e cercare soluzioni a tutte le cause che provocano l’aumento delle aggressioni: disagio sociale, povertà, carenza di medici e infermieri, turni stressanti presso il pronto soccorso, educazione sanitaria e culturale, precariato, più personale presso i pronto soccorsi ,tutelare di più i professionisti della sanità da parte delle strutture sanitarie private e pubbliche per incoraggiarli a denunciare e non sentirsi soli nel momento di difficoltà”  cosi illustra l’indagine Amsi e di Uniti per Unire.
Dichiara il Fondatore di Amsi e del Movimento Uniti per unire Foad Aodi: ” le aggressioni nei confronti dei medici e infermieri sono un problema mondiale come la carenza dei medici”.
Fonte: Ufficio Stampa Amsi

www.amsimed.org

Categorie: Comunicati Stampa, Europa, Salute
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