Il Cile accoglie il nuovo anno con proteste e polizia nelle strade

01.01.2020 - HispanTV

Quest'articolo è disponibile anche in: Spagnolo

Il Cile accoglie il nuovo anno con proteste e polizia nelle strade
(Foto di https://www.hispantv.com/)

Per l’inizio del nuovo anno, la polizia cilena schiererà un migliaio di truppe a Santiago, la capitale, epicentro delle mobilitazioni, a causa di un atto di protesta.

In Cile, immerso nelle proteste da due mesi, è stato indetto attraverso i social network un evento chiamato “Nuovo Anno con dignità”, che consiste nell’attendere l’arrivo del 2020 con una cena di massa a Santiago in Piazza Italia, scenario abituale di scontri tra polizia e manifestanti.

E così, secondo quanto riportato dai media locali, la polizia schiererà circa un migliaio di truppe intorno alla piazza, che dopo l’esplosione sociale sembra a strisce, quasi buia e con ampie zone di marciapiede distrutte.

Le marce, iniziate il 18 ottobre contro l’aumento dei prezzi della metropolitana, si sono trasformate in una vasta mobilitazione sociale e politica che chiede le dimissioni del presidente cileno, Sebastián Piñera, e una nuova costituzione.

 

Durante le proteste i carabineros (la polizia antisommossa del Cile) hanno sparato gas lacrimogeni e cannoni ad acqua per contenere l’avanzata dei manifestanti, e finora hanno causato 26 morti e migliaia di feriti.

Inoltre, lo martedì centinaia di giovani hanno partecipato al funerale di un manifestante cileno, Mauricio Fredes, morto venerdì scorso in Plaza de la Dignidad di Santiago dopo essere caduto in un fosso con acqua durante le proteste. La giornata è stata segnata anche dalla presenza di carabineros che hanno circondato il sito, cosa che ha provocato scontri.

Il 23 dicembre Piñera ha promulgato una legge che permette la convocazione di un plebiscito domenica 26 abrile  per decidere se modificare o meno la Costituzione ereditata dalla dittatura di Augusto Pinochet (1973-1990).

Se il plebiscito sarà approvato, l’elezione dell’Assemblea Costituente si terrà in ottobre, in coincidenza con le elezioni regionali e municipali, e la nuova Costituzione – che dovrà essere redatta al massimo entro un anno – sarà ratificata in un altro plebiscito, questo con voto obbligatorio.

Anche se l’abrogazione dell’attuale Costituzione è stata una delle principali richieste della protesta, tuttavia i manifestanti sono ancora in strada per difendere richieste di lunga data, come, tra le altre, pensioni migliori, salari dignitosi e “istruzione di qualità”.

Categorie: Comunicati Stampa, Politica, Sud America
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