Through Our Eyes: mostra di fotografie scattate da giovani migranti

21.11.2019 - Redazione Torino

Through Our Eyes: mostra di fotografie scattate da giovani migranti
(Foto di Fabrizio Maffioletti)

E’ stata inaugurata ieri, nella sede dell’Ordine dei Medici di Torino, la mostra fotografica Through Our Eyes, esposizione di lavori realizzati da giovani migranti confinati nell’isola di Samos.

Samos ha un hotspot enormemente sovraffollato nel quale un numero di persone dieci volte superiore alla capienza effettiva della struttura aspetta di conoscere il proprio destino.

Attorno all’hotspot è sorta una baraccopoli su un pendio collinare, chiamata la giungla.

Le condizioni delle strutture greche sono al collasso, tutto sotto lo sguardo impassibile dell’Europa, che dimostra, una volta di più, di avere tutto l’interesse a non integrare i migranti.

La risposta al problema della sovrappopolazione delle strutture greche (e non solo) è stato il finanziamento a Erdogan affinché trattenga i migranti in Turchia.
Monica Battaglia ha raccontato, con commozione, la propria esperienza di insegnante di chitarra nella scuola di Samos gestita da Still I Rise, descrivendo le difficoltà durissime alle quali i ragazzi sono sottoposti.

C’è un coordinamento tra le onlus che operano sul posto che fortunatamente funziona, inoltre ci sono “ben” 2 medici per 6000 migranti, l’orario del presidio medico è limitato, meglio di niente certo, ma siamo in Europa.

Nulla sembra scuotere la granitica riluttanza dell’Unione Europea, o meglio della più parte dei leader politici dei singoli stati europei, a governare, nella salvaguardia del bene comune (anche dei migranti quindi), un fenomeno che sappiamo essere inarrestabile.
Michele Angheleddu di l’Italia Che Resiste ha parlato del presidio di Bardonecchia poi spostato ad Oulx, dei migranti che spesso con vestiario inadeguato tentano di passare in Francia, alcuni trovando la morte nel viaggio.

Elena Rozzi di ASGI (Associazione Studi Giuridici Immigrazione) ha raccontato del mail bombing organizzato da #iaccolgo per dissuadere il governo dalla riconferma degli accordi con la Libia, per effetto del quale i migranti che tentano la traversata e vengono recuperati dai natanti della Guardia Costiera Libica, vengono riportati nei lager di detenzione spesso gestiti dai trafficanti stessi.

Abdul Rahman Milad, nome di battaglia “Bija, capo della Guardia Costiera del governo di Fayez al-Sarraj, sotto inchiesta del Consiglio di sicurezza dell’ONU per violenze sui migranti e contrabbando di esseri umani (link: https://www.un.org/securitycouncil/sanctions/1970/materials/summaries/individual/abd-al-rahman-al-milad?fbclid=IwAR2k4V82lMr1TfyKGvNE9aqOZYuqhHC6j3Fcph6z2K3AXHbfzlzos57Vn7Y), è tra i membri della delegazione libica che ha segretamente incontrato in Italia persone delle istituzioni, incontro che è stato favorito dall’Oim (organizzazione internazionale per le migrazioni https://www.iom.int/).

#ioaccolgo sta anche raccogliendo le firme per l’abrogazione dei decreti sicurezza, Elena Rozzi ha sottolineato come la pressione dell’opinione pubblica, esercitata anche tramite le associazioni che si occupano di migrazioni e diritti dei migranti, possa dare dei risultati.

Il governo ha promesso di rivedere gli accordi con la Libia ed è stato dichiarato che i decreti sicurezza verranno modificato tenendo conto dei rilievi del Presidente della Repubblica: piccoli passi, ma pur sempre passi.

ASGI, ha inoltre ottenuto buoni risultati con uno strumento come il ricorso d’urgenza alla Corte Europea, strumento che presuppone delle condizioni precise, come la violazione delle leggi dello Stato  in materia di immigrazione, è stato sottolineato come questo strumento possa essere decisivo nella gestione di alcuni casi eclatanti, come ad esempio, casi di minori non accompagnati.

Certamente per operare in una onlus, occorrono competenze specifiche, ma coloro che non le hanno possono ad esempio dedicarsi alla raccolta fondi, nello specifico Still I Rise si finanzia esclusivamente tramite donazioni private.

Luisa Mondo, di Commissione Solidarietà Ordine dei Medici e Rainbow4Africa, ha dato una risposta alla domanda “Che fare?” sulla quale potrebbe valere la pena di riflettere: giocarsi in prima persona nella vita di tutti i giorni, rapportandosi a quelle persone che da una parte sono empatiche, ma dall’altra sono influenzate dalla paura, cercando di spiegare, di raccontare le difficoltà e le sofferenze che stiamo, proprio noi europei, causando a persone che semplicemente si spostano per cercare condizioni di vita migliori.

Commissione Solidarietà Ordine dei Medici di Torino: https://www.omceo-to.it/it/00011/le-commissioni.html
Still I Rise: https://www.stillirisengo.org/
L’italia che resiste: http://www.italiacheresiste.it/
Rainbow4Africa: http://www.rainbow4africa.org/
ASGI Torino:  https://www.asgi.it/tag/torino/
#ioaccolgo: http://ioaccolgo.it/

Fabrizio Maffioletti

Categorie: Diritti Umani, Europa, Migranti, Questioni internazionali
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