Fratelli e sorelle della Bolivia, che ci sia pace!

08.11.2019 - Redaccion Bolivia

Quest'articolo è disponibile anche in: Spagnolo

Fratelli e sorelle della Bolivia, che ci sia pace!
(Foto di Rafael Edwards)

Dichiarazione sulla situazione di violenza in Bolivia

Esprimiamo la nostra grande preoccupazione per i fatti che stanno accadendo in Bolivia

Considerando:

L’attuale spirale di violenza dilagante originata da manifestazioni incontrollate da parte  dei settori che si affrontano, i quali rispondono in modo sempre più violento da entrambe le parti;

che questa cappa di violenza incontrollata che stiamo vivendo deve finire, perché intessuta da responsabilità di entrambe le fazioni: l’uso di armi da guerra fatte in casa come un videogioco, con l’intenzione di usarle per uccidere, e dall’altro lato l’uso di bastoni, pietre, palle e persino di machete; gli uni impongono la loro posizione bloccando, gli altri impongono la loro posizione sbloccando, ed entrambi resistono a colpi e bastonate; alcuni esigono che si rispetti il loro voto contro il governo, altri esigono che si rispetti il loro voto a favore del governo; gli uni si sentono indignati per una presunta frode, gli altri si sentono indignati per una presunta cospirazione;

che gli uni e gli altri spargono sangue, perdono la vita, alimentano ‘odio, danno la colpa sempre all’altro, mentre “in alto” i leader degli uni e degli altri, montati sulle budella della loro base, sono incapaci di fare appelli bilaterali alla pacificazione. Fanno appelli alla resistenza!!!, invece di fare appello al dialogo immediato per giungere a un patto sociale, democratico e non irrazionale, che dia respiro alle viscere di un popolo in fiamme completamente preso dalla violenza;

che questa situazione va al di là della politica, evidenziando una crisi sociale e culturale che si conclude con lo scontro di visioni diverse della realtà tra campagna e città, distorte da una manipolazione mediatica soprattutto nei social network e nei media;

che alcune manifestazioni realizzate nel nome della nonviolenza e del pacifismo non sono tali se non hanno una direzione chiara contro un sistema violento, e se promuovono l’imposizione dello sguardo di alcuni fratelli su quello di altri fratelli. La costruzione di un accordo passa dall’integrazione degli sguardi e non dall’imposizione di una particolarità sull’altra;

che i problemi di fondo provengono da una crisi mondiale e totale in cui le democrazie formali hanno bisogno di avanzare verso una democrazia reale e che in questo contesto le posizioni si polarizzano e le democrazie formali sono inefficienti e insufficienti a dare soluzioni adeguate;

che la violenza è sia esterna che interna, che è sia personale sia sociale e che la vita umana non può essere subordinata ad altri valori come Dio, lo Stato, il denaro o il potere.

ESORTIAMO

coloro che hanno potere decisionale affinché:

i terribili e deplorevoli eventi delle ultime ore in Bolivia cessino immediatamente;

si instauri un dialogo che favorisca un patto sociale che respinga qualsiasi posizione febbricitante che istighi a continuare con risposte violente, poiché la vendetta è una trappola senza via d’uscita;

ci si sforzi di utilizzare tutte le istanze democratiche per risolvere questo conflitto;

si riconosca che la violenza e la vendetta sono radicati in ognuno/a di noi come un modo di relazionarsi, ma che in questo momento dobbiamo fare uno sforzo per imparare a rifiutare questa violenza dentro e fuori di noi per avanzare verso la pacificazione del nostro paese;

si rifiuti qualunque fazione che proclami un ideale più alto della vita e qualunque causa che, per imporsi, generi sofferenza.

Nessuna rivoluzione può avere senso se si perde il senso della vita umana.

Non c’è partito né movimento nel mondo che possa porre fine alla violenza. È imperiosa la necessità di cambiamenti profondi in ognuno di noi per trasformare la nostra società.

Diamo un’opportunità alla pace!

 

Frente Humanista de la Noviolencia

Categorie: Comunicati Stampa, Pace e Disarmo, Sud America
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