A Metaponto l’ultima vittima delle baraccopoli invisibili dei braccianti, USB: denunce inascoltate, non rispettati gli accordi del 2016

07.08.2019 - Unione Sindacale di Base

A Metaponto l’ultima vittima delle baraccopoli invisibili dei braccianti, USB: denunce inascoltate, non rispettati gli accordi del 2016
(Foto di youtube.com)

Aveva 28 anni l’ultima vittima delle condizioni disumane in cui i braccianti sono costretti a lavorare e vivere nelle nostre campagne. Petty, una giovane nigeriana di Lagos, in Italia da 4 anni, madre di 2 figli rimasti in Nigeria, è rimasta uccisa nell’incendio divampato all’alba nella baraccopoli allestita nei tre capannoni dell’ex area industriale Felandina, a Metaponto. Un crocevia nei periodici spostamenti dei braccianti che lavorano tra Basilicata, Puglia, Calabria e Campania.

L’Unione Sindacale di Base, in Basilicata come in altre regioni italiane, ha sempre denunciato le inumane condizioni di vita e di lavoro, battendosi per il riconoscimento dei diritti dei lavoratori. Alla Felandina, area industriale mai nata, in 500 vivono senza acqua, né energia elettrica. Nella totale indifferenza delle istituzioni, il cui unico intervento è stata un’ordinanza di sgombero dell’area firmata a maggio, rimasta sulla carta.  Da tempo il Coordinamento lavoratori agricoli USB della Basilicata chiede alla Regione e ai Comuni interessati di intervenire per trovare soluzioni abitative per i braccianti, primo e necessario passo per sottrarli ai tentacoli del caporalato e della malavita. Nel 2016, a maggio e ad agosto, avevamo firmato due documenti con l’allora presidente della Regione, Marcello Pittella, che però non hanno avuto seguito, né sugli insediamenti abitativi, né sui presidi sanitari, tantomeno sui trasporti.

Dopo il rogo di questa mattina, una volta di più, è iniziato il vergognoso tentativo di ridurre tutta la questione a un problema di ordine pubblico. Nessuno ha ancora speso una parola sulla sorte dei 500 braccianti che hanno visto distrutte le loro poche cose, a partire dai preziosissimi documenti: da invisibili vivono e lavorano, invisibili debbono rimanere. USB torna a chiedere con forza il rispetto degli accordi presi per gli insediamenti abitativi, per i diritti sindacali e sociali e che a tutte le persone che hanno perso beni e documenti nell’incendio sia garantita l’assistenza delle istituzioni. USB è a disposizione dei lavoratori coinvolti per il sostegno e l’orientamento.

Coordinamento lavoratori agricoli USB Basilicata

Categorie: Comunicati Stampa, Europa, Migranti
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