Rapimento Silvia Romano. Un silenzio troppo lungo ed angoscioso per la opinione pubblica

17.06.2019 - Articolo 21

Rapimento Silvia Romano. Un silenzio troppo lungo ed angoscioso per la opinione pubblica
(Foto di Art. 21)

E’ una voce che squarcia il silenzio informativo che da quasi 7 mesi avvolge il rapimento di Silvia Romano, sequestrata a Chakama in Kenya il 20 novembre 2018. E’ una voce che ci ricorda che il pur doveroso silenzio per non intralciare le indagini rischia di far irrimediabilmente scivolare l’intera vicenda nell’indifferenza, anticamera dell’oblio.

L’agile e tempestivo e-book “Silvia. Diario di un rapimento” (scaricabile gratuitamente al link https://www.peoplepub.it/silvia-romano ) serve proprio a rimarcare la necessità di illuminare uno dei 3 rapimenti di cittadini italiani ancora in corso nel continente africano, tutti avvolti in un assordante silenzio.

Angelo Ferrari, giornalista dell’agenzia di stampa Agi, che ha seguito dall’inizio il sequestro, ricostruisce minuziosamente i primi cinque mesi di detenzione della volontaria milanese e non casualmente ferma la sua narrazione alla domenica di Pasqua 2019. Una occasione di “resurrezione” che ancora tutti attendiamo con ansia.

A 210 giorni di distanza, ancora non sappiamo perché Silvia è stata strappata dal suo impegno a favore dei bambini nel villaggio di Chakama (80 chilometri da Malindi). I suoi rapitori sono poco più che ombre: i ricercati che abbiamo visto in foto (su cui è stata posta una taglia) sono poco più che fantasmi.

Uno di loro risultava morto sei mesi prima del sequestro, gli altri si sono dissolti nel nulla, nonostante che le mogli e altri loro parenti stretti siano stati arrestati, fermati, interrogati e liberati. Le “primule rosse” esistono solo nei libri di avventura come ben sappiamo.

Ufficialmente non si sa nemmeno se sia stata avanzata la richiesta di un riscatto, mentre viene esclusa la pista del terrorismo somalo. Sicuramente i nostri inquirenti stanno battendo tutte le piste per venire a capo di questo anomalo pasticciaccio non escludendo ipotetiche connessioni tra i rapitori ed eventuali mandanti italiani.

Angelo Ferrari vuole scuotere con questo e-book memoria e coscienza intorpidite dell’opinione pubblica, essere un “memo” di questa sottrazione alla famiglia ed alla società di una ragazza pronta a cambiare il mondo. Ma è anche un sonoro squillo di sveglia alle autorità affinché rompano un silenzio troppo lungo ed angoscioso per la opinione pubblica.

Articolo di Enzo Nucci

Categorie: Africa, Diritti Umani, Opinioni
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