Cambiamento climatico, cosa fare?

17.04.2019 - Annalaura Erroi

Quest'articolo è disponibile anche in: Spagnolo

Cambiamento climatico, cosa fare?

Il 12 aprile 2019, presso l’auditorium Levi dell’Università Statale di Milano, si è svolto un convegno scientifico sul Cambiamento Climatico, organizzato da Fridays For Future, il movimento di persone che chiede alla politica azioni concrete e urgenti per contrastarlo e che ha tenuto la prima assemblea nazionale nello stesso auditorium, il giorno dopo. Il movimento, giustamente, è voluto partire dai dati scientifici sul problema clima, come base obiettiva per le future azioni.

Dopo i saluti del Rettore dell’Università di Milano, Elio Franzini, che con lungimiranza ha ospitato il movimento anche di notte (molti ragazzi venivano da lontano e hanno dormito in aula magna) il noto metereologo Luca Mercalli ha aperto il convegno con un video e cinque raccomandazioni /azioni basilari, che sono: risparmiare energia casalinga, compiere gesti quotidiani virtuosi, scegliere cibo sostenibile (poca carne rossa), muoversi con mezzi poco inquinanti e, cosa fondamentale, smentire i negazionisti, che negano che il clima sia cambiato.

Secondo l’accordo di Parigi del 2015(1), firmato da 195 paesi, è necessario limitare l’aumento della Temperatura a 1,5 °C e verificare ogni cinque anni i risultati raggiunti. Con questo presupposto, vari esperti di varie problematiche hanno affrontato il problema e cercato di proporre delle soluzioni.

Hanno parlato: Antonello Pasini (CNR), Stefano Caserini (Italian Climate Network, Polimi), Gianluca Ruggieri (Università Insubria), Francesca Ventura (Università di Bologna), Mario Salomone (Segretario Generale World Environment Education Network).

A seguire un micro riassunto dei dati presentati e delle proposte fatte.

Per rispettare gli accordi di Parigi occorre tagliare del 33% il consumo del petrolio, dell’80% dell’uso del carbone e del 50 % dell’uso del gas, quindi bisogna cercare altre fonti energetiche alternative evitando di cercare nuovi pozzi di petrolio e di impegnarsi in grandi opere che trasportano combustibile di origine fossile. A tale proposito è utile sapere che il prezzo dei pannelli fotovoltaici è sceso dell’80% in dieci anni e, ad oggi, un pannello di 1 W costa 0.3 euro.

Occorre lavorare molto sugli edifici, che con i trasporti e l’industria sono una delle tre maggiori fonti di consumo energetico. Consumo che Svizzera e Francia hanno intenzione di dimezzare entro il 2050.

Sul versante agricolo, il problema più grande è dato dall’aumento degli eventi estremi, per cui l’acqua cade in maniera più forte ma meno utile, perché non si creano riserve. Con poca acqua si abbassa la qualità e la quantità dei prodotti. Nel 2017, le api sono morte di fame a causa dell’assenza di fiori, dovuta alla per mancanza di acqua.

Gli agricoltori stanno cercando di adattarsi, coltivando frutti esotici come mango, avocado, maracuja e litchi, che in Sicilia crescono e maturano. Siamo già il secondo produttore al mondo di kiwi. In pianura Padana, a causa dell’aumento della temperatura, si può coltivare il grano duro.

Occorre assolutamente non deforestare.

Purtroppo abbiamo perso molto tempo (20 anni) e sarà una battaglia dura, perché ci sono forti interessi in ballo. La società civile deve esigere il cambiamento e vigilare che avvenga.

La transizione deve essere giusta, non devono pagarla i lavoratori ed i paesi poveri, che sono più vulnerabili perché dipendono di più dall’agricoltura e peraltro producono meno emissioni di CO2. Ci deve essere un legame tra giustizia sociale ed uguaglianza ambientale.

Il prezioso sito di Paris Equity Check affronta la questione di quale possa essere “un contributo equo e ambizioso al raggiungimento dell’accordo di Parigi”; analizza i dati forniti dai paesi con metodologia sottoposta a peer review su prestigiosi periodici scientifici e fornisce valutazioni sia sull’equità degli impegni sia sulle politiche di mitigazione dei principali paesi produttori di emissioni. Ogni paese segue una visione di equità (basata su capacità, responsabilità o uguaglianza) a lui più favorevole.

Concludendo, non ci saranno “tappeti rossi” verso il cambiamento energetico, ma è la strada giusta per salvare il Pianeta.

Per chi volesse ascoltare la registrazione dell’evento, è disponibile sulla pagina Facebook di Friday for Future Milano.

(1)https://ec.europa.eu/clima/policies/international/negotiations/paris_it)
Categorie: Ecologia ed Ambiente, Europa, Non categorizzato
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