Senato, Reddito di Cittadinanza: LeU disponibile a collaborare col governo

09.02.2019 - Natale Salvo

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Senato, Reddito di Cittadinanza: LeU disponibile a collaborare col governo
(Foto di profilo Twitter De_Petris)

158 contro e 117 a favore. Con questo scrutinio il Senato, lo scorso 5 febbraio, ha bocciato la “questione pregiudiziale” presentata dal gruppo di Forza Italia in merito alla sussistenza delle ragioni per l’adozione dello strumento del Decreto Legge sul Reddito di Cittadinanza. Ad avviso dei senatori berlusconiani, non vi era ragione di urgenza per affrontare il tema della povertà e il testo del Decreto era in ogni caso disomogeneo per materia.

Con questa votazione che respinge la “pregiudiziale” il Decreto inizia il suo cammino verso la conversione in Legge dello Stato.

Hanno votato a favore della “pregiudiziale”, e quindi contro il Reddito di Cittadinanza, oltre che i senatori di Forza Italia, anche quelli di Fratelli d’Italia e del Partito Democratico. In definitiva le Destre liberiste. Il governo, invece, ha trovato il sostegno di Liberi e Uguali che si è schierata a favore del Reddito di Cittadinanza e quindi contro la “pregiudiziale”.

In particolare, la senatrice e giornalista romana Loredana De Petris (LeU) ha riconosciuto come il Reddito di Cittadinanza sia un importante «strumento di lotta alla povertà, tendente a un minimo di redistribuzione». A Sinistra si guarda al provvedimento con occhio critico ma costruttivo: «noi vogliamo lavorare ed entrare nel merito, perché ci sono molte questioni che non funzionano», dichiara ancora la senatrice preannunciando una serie di emendamenti. Una posizione finalmente chiara, dopo che la Sinistra aveva “brillato” per il proprio silenzio sulla proposta del Reddito di Cittadinanza, negli scorsi giorni.

Il Dibattito al Senato sul Reddito di Cittadinanza

Sembra interessante riportare il testo letterale pronunciato da alcuni senatori delle Destre per comprendere quale sia il livello della politica da quelle parti.

«Questa misura sicuramente garantirà reddito a chi lavora in nero e anche agli immigrati», spiega l’imprenditrice padovana Roberta Toffanin (Forza Italia). L’avvocato ferrarere Alberto Balboni (Fratelli d’Italia) esprime, con maggiore dettaglio, la propria preoccupazione rispetto alla fruizione del Reddito di Cittadinanza da parte degli stranieri: «il limite dei dieci anni è chiaramente incostituzionale. Ci sono già numerose sentenze della Corte costituzionale. Il limite dei dieci anni, dunque, è scritto sulla sabbia in riva al mare; è un limite che non esiste». Balboni, conseguentemente, teme l’effetto “chiamata”, con orde di africani che vengono anche a nuoto spinti all’Eldorado delle 780 euro!

Il giornalista romano Antonio Saccone (Forza Italia) solleva un altra questione. «Se lo stipendio medio di un giovane sotto i trentacinque anni al Sud è pari a 740 euro netti, come potete pensare che possa andare a cercare lavoro?». Quindi il Reddito di Cittadinanza disincentiva ad accettare lavoro con paga miserabile, secondo Saccone. Indubbiamente una cosa grave.

Il senatore triestino ingegnere Stefano Patuanelli (M5S) non si fa sfuggire la poco felice esternazione di Saccone per una piccata replica: «perché in questo Paese il salario è così basso? Quali sono le responsabilità di Confindustria, dei sindacati e di questa classe politica, che ha prodotto questa situazione?».

Più costruttivo rispetto ai colleghi di Forza Italia e Fratelli d’Italia il senatore e dirigente torinese Mauro Laus (Partito Democratico) che teme che i “senza fissa dimora”, i più poveri e bisognosi insomma, possano essere tagliati fuori dai benefici del Reddito di Cittadinanza: «Le persone senza fissa dimora sono circa 50.000 in Italia ed è indispensabile prevedere espressamente l’equiparazione della residenza fittizia a quella anagrafica tradizionale», spiega.

Sempre Laus, in riferimento ai livelli salariali ammessi prima dal senatore Saccone, dichiara che «il traguardo del salario minimo andava raggiunto almeno contestualmente, se non prima, di qualsivoglia ragionamento sul reddito di cittadinanza».

Non possiamo, in proposito, non essere d’accordo con Laus. In Parlamento esistono, come esistevano nella scorsa legislatura, alcune proposte di legge che vorrebbero regolare questa materia. Giungeranno mai a fine percorso e saranno approvate?

Categorie: Diritti Umani, Economia, Europa
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