Operazione Mediterranea: Disobey Law, Save Humans

08.11.2018 - Milano - Redazione Italia

Operazione Mediterranea: Disobey Law, Save Humans
(Foto di https://www.facebook.com/events/753593054985973/)

Organizzato da Zona 8 Solidale, Mediterranea Saving Humans, Centro Sociale Cantiere, Abba Vive

Domenica 11 novembre dalle 18 a mezzanotte

Centro Sociale Cantiere, via Monte Rosa 84, Milano

Incontro con il collettivo EuroNomade:
“La sovranità nazionale contro le moltitudini meticce”

Intervengono:

Sandro Mezzadra, Simone Pieranni e Toni Negri attraverso un intervento registrato al seminario “Resistenze molteplici”.

A partire dalle 20.00
“Abbiamo una nave! Operazione Mediterranea Saving Humans” e aperitivo dai sapori mediterranei.

Per scoprire questo progetto e cosa accade nel Mar Mediterraneo, attraverso il Diario di bordo della nave Mar Jonio e gli interventi di:

Ada Talarico (YaBasta Bologna), attivista di Mediterranea
Maso Notarianni, di ritorno dalla nave Mar Jonio
Helena Janeczek, Premio Strega 2018

Dalle 20.00 cena con piatti dal mondo, a prezzi popolari per tutte le tasche.

Tutta la giornata è stata costruita in collaborazione con il Comitato Zona 8 Solidale, EuroNomade e la piattaforma di Operazione Mediterranea Saving Humans

«Operazione Mediterranea», il diritto di salvare vite umane

Vorremmo che la nostra nave fosse attraversata, in mare e in terra, dalle mobilitazioni che sulla migrazione – da Ventimiglia alla Puglia, da Catania a Milano, per fare solo qualche esempio – si sono determinate in questi mesi; vorremmo che la Mare Jonio diventasse una sorta di forum, che fosse appropriata da migliaia di donne e uomini, che fosse portata nelle piazze e nelle strade, che attorno a essa proliferassero le narrazioni di una migrazione radicalmente diversa da quella dei ringhi e dei decreti di Salvini: vorremmo che la nave fosse uno strumento per parlare in un altro modo dell’Italia e dell’Europa, a partire in primo luogo dalle città.

Non sottovalutiamo la difficoltà del momento. Sappiamo di agire in una condizione di minoranza, di dover fronteggiare un’egemonia a noi ostile sui temi della migrazione; sappiamo che negli ultimi mesi l’equazione tra il migrante e il nemico (a cui hanno dato negli scorsi anni un contributo essenziale anche forze politiche che non si definiscono di destra) è stata radicalizzata, autorizzando e promuovendo la diffusione capillare nel paese di un razzismo ogni giorno più aggressivo. Ma sappiamo anche che questa egemonia può e deve essere rovesciata, assumendosi i rischi e l’azzardo che sono necessari. L’operazione che è cominciata il 3 ottobre, in una data carica di valore simbolico, è un contributo in questo senso.

Una nave, afferma C.L.R. James nel suo grande libro su Melville (scritto nel 1952 in una cella a Ellis Island, in attesa della deportazione dagli USA per “attività anti-americane”), non è in fondo altro che l’insieme variegato dei lavori e delle attività che si svolgono a bordo, che letteralmente la costituiscono. Ecco, la nostra nave non sarebbe nulla senza la passione e l’impegno di centinaia di donne e uomini, che hanno lavorato e lavorano non solo per far navigare la Mare Jonio, ma anche per costruire e moltiplicare nuovi ponti tra il mare e la terra. Una nave, aggiungeva James, “è una miniatura del mondo in cui viviamo”. Nel nostro caso, è una miniatura del mondo che ci impegniamo insieme a costruire. E siamo certi che diverremo presto migliaia a condividere questo impegno.

Categorie: Diritti Umani, Europa
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