Dal dibattito in sede ONU forte convergenza sulla necessità di un nuovo Trattato sui “killer robots”

16.04.2018 - Rete Italiana per il Disarmo

Dal dibattito in sede ONU forte convergenza sulla necessità di un nuovo Trattato sui “killer robots”
(Foto di Campaign to Stop Killer Robots)

La Campagna internazionale chiede il sostegno di tutti gli Stati per negoziare una norma che mantenga controllo umano significativo sull’uso della forza

Il movimento globale per vietare preventivamente le armi completamente autonome (i cosiddetti “killer robots”) e mantenere un controllo umano significativo sull’uso della forza ha ricevuto importante slancio durante il quinto incontro internazionale ONU sul tema, che si è concluso a Ginevra il 13 aprile. Il crescente elenco di Paesi che chiedono un divieto per le armi completamente autonome ora è ad un totale di 26, con l’aggiunta di Austria, Cina, Colombia e Gibuti.

“Dopo questa settimana, siamo più convinti che mai che gli Stati debbano determinare con urgenza cosa è accettabile quando si tratta di mantenere il controllo umano sui sistemi d’arma e sull’uso della forza” – ha detto Mary Wareham di Human Rights Watch coordinatore della Campaign to Stop Killer Robots – “Ci sentiamo rincuorati che un numero significativo di Stati ora riconosca l’urgente necessità di iniziare a negoziare una nuova legge internazionale per prevenire un futuro fatto di armi completamente autonome”. Un totale di 82 paesi hanno partecipato alla settimana di incontri presso la Convenzione sulle armi convenzionali (CCW), oltre a diverse Agenzie delle Nazioni Unite, al Comitato internazionale della Croce Rossa, a numerosi accademici e alla Campaign to Stop Killer Robots di cui anche Rete Italiana per il Disarmo fa parte.

Durante l’incontro, l’Austria e altri Stati hanno proposto che in sede CCW si accetti di avviare negoziati su uno strumento giuridicamente vincolante (vale a dire, un Protocollo o un Trattato) che punti a mantenere un controllo umano significativo sulle funzioni critiche della selezione e dell’impegno in azioni militari. Per prevenire lo sviluppo e la proliferazione di queste armi e affrontare le gravi preoccupazioni etiche, legali, operative, tecniche, di proliferazione e di sicurezza internazionale, la Campaign to Stop Killer Robots invita gli Stati a negoziare e adottare un nuovo Trattato di divieto entro la fine del 2019.

Molti Stati che avevano già espresso il loro sostegno al raggiungimento di un divieto della produzione e uso di armi completamente autonome hanno ribadito la propria posizione durante la settimana di dibattito: tra gli altri Brasile, Cile, Costa Rica, Cuba, Egitto, Iraq e Pakistan. Il Sudafrica e altri stati africani hanno rilasciato una dichiarazione congiunta che esprime sostegno al divieto; la Campaign to Stop Killer Robots esorta ora tutti i Paesi a definire anche una dichiarazione nazionale che affermi il sostegno a questo obiettivo. Alla fine della settimana Cina, Colombia e Gibuti hanno espresso per la prima volta il loro desiderio di negoziare e concludere un nuovo Protocollo CCW per proibire sistemi di armi completamente autonomi. In risposta alle domande della nostra Campagna, la delegazione cinese ha chiarito che la sua richiesta è di vietarne l’uso.

Durante le sessioni in sede CCW praticamente tutti gli Stati che hanno preso parola hanno voluto sottolineare la necessità di mantenere il controllo umano sui sistemi d’arma e sull’uso della forza. Tuttavia cinque stati hanno esplicitamente rifiutato di iniziare dei negoziati verso una nuova legge internazionale sulle armi completamente autonome: Francia, Israele, Russia, Regno Unito e Stati Uniti. Nel corso dei meeting i diplomatici hanno preso in considerazione le caratteristiche o la definizione dei “sistemi d’armi autonomi letali” e il concetto di interazione uomo-macchina. Hanno discusso inoltre “le possibili opzioni per affrontare le sfide umanitarie e di sicurezza internazionale” poste da questi sistemi d’arma.

“Il concetto di controllo umano è ora saldamente al centro del dibattito su cosa fare in relazione a questi sistemi d’arma” – ha affermato il professor Noel Sharkey, presidente dello International Committee for Robot Arms Control e cofondatore della Campaign to Stop Killer Robots – “Negoziando un nuovo Trattato internazionale, gli Stati saranno in grado di superare opinioni divergenti su come definire i sistemi letali di armi autonome stabilendo collettivamente un principio di controllo umano significativo sui sistemi d’arma e l’uso della forza violenta”.

La prossima riunione CCW sui sistemi di armi autonome letali si svolgerà all’ONU di Ginevra dal 27 al 31 agosto 2018. Gli Stati decideranno successivamente se adottare un mandato negoziale verso una norma internazionale durante la riunione annuale della CCW del 23 novembre, sempre presso l’ONU a Ginevra. L’ambasciatrice Amandeep Singh Gill dell’iIndia presiede il Gruppo di esperti governativi (GGE) sui sistemi letali di armi autonome.

La Campaign to Stop Killer Robots (di cui Rete Italiana per il Disarmo è membro italiano) è una coalizione globale di organizzazioni non governative lanciata nell’aprile 2013 che sta lavorando per vietare preventivamente la produzione e l’utilizzo delle armi completamente autonome “FAWS” (note anche come sistemi d’arma autonomi letali “LAWS”). La campagna fondamentalmente si oppone al fatto che sia permesso a delle macchine di disporre della vita umana sul campo di battaglia o negli intervento di polizia, nel controllo delle frontiere e in altre circostanze similari. 

Per maggiori informazioni sulla Campagna Stop Killer Robots è disponibile il sito www.stopkillerrobots.org oppure si può contattare:

  • Sigrid Heiberg, Media Consultant, Tel. +4748259418, sigrid.heiberg@gmail.com  
  • Mary Wareham, HRW, Tel. +1-646-203-8292, wareham@hrw.org
  • Francesco Vignarca, Rete Italiana per il Disarmo, Tel. +39 328/3399267
Categorie: Comunicati Stampa, Europa, Pace e Disarmo
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