La biblioteca territoriale diffusa

12.01.2018 - Roma - Comune-info

La biblioteca territoriale diffusa

Mettiamo i libri in comune hanno detto quelli del Casale Podere Rosa. Prima hanno collocato molti testi in diversi ambienti del Casale e fatto nascere la Biblioteca Passepartout (particolarmente attenta ai temi ecologici), con tanto di sala multimediale disponibile soprattutto per le scuole del quartiere e spazio di book sharing. Poi hanno cominciato a creare la prima biblioteca territoriale partecipata di Roma, attraverso una rete territoriale di possessori di libri disposti a prestarli e scambiarli. Forse a quella storia per cui tutto dipende dal mercato o dallo Stato dovremmo proprio smettere di credere.

di Casale Podere Rosa

Il progetto “Libri, un bene in comune. Realizzazione di una biblioteca territoriale diffusa” è stato pensato dall’Associazione Casale Podere Rosa per realizzare la prima biblioteca territoriale partecipata nella città di Roma.

Sulla base dell’esperienza maturata con la creazione e gestione della Biblioteca “Fabrizio Giovenale” e nel corso della mobilitazione per impedirne la chiusura che ha prodotto la nascita della Biblioteca Passepartout del Casale Podere Rosa, è nata l’idea di aumentare la disponibilità di libri attraverso la creazione di una rete territoriale di possessori di libri disposti a prestarli e scambiarli.

Passepartout raccoglie al momento circa 1.800 testi (e 1.200 multimediali) scientifici e didattici su biodiversità, ecologia, ambiente, critica ai consumi e consumo critico, alimentazione, filosofia politica, architettura, urbanistica, aree verdi e parchi. Una sezione di arti visive e per la scoperta del territorio anche dal punto di vista sociale, e una sezione per ragazzi. È disponibile inoltre uno spazio di book sharing con libri di lettura, poesia, saggi e narrativa di vario genere. Le diverse sezioni sono fisicamente collocate in vari ambienti del Casale di via Diego Fabbri (San Basilio/Talenti). La biblioteca è dotata anche di diversi spazi per consultazione, studio, lettura, postazioni con pc e di una sala multimediale disponibile anche per le scuole del quartiere.

Spiegano quelli del Casale: “Crediamo che anche alle piccole biblioteche locali gestite da realtà associative e di volontariato fortemente motivate, in grado di erogare con continuità servizi culturali qualificati e di importanza fondamentale per il territorio, vada riconosciuta dignità e ne vada promossa la visibilità. A questa tipologia appartengono le biblioteche situate, come Biblioteca Passepartout, nelle estreme periferie metropolitane, le biblioteche delle scuole, le biblioteche dei piccoli comuni del Lazio, quelle delle associazioni di volontariato”.

Il nuovo progetto vuole dunque promuovere la lettura e le relazioni solidali attraverso l’offerta e lo scambio di libri con particolare attenzione alle categorie sociali con difficoltà nell’accesso alla lettura (anziani con scarsa possibilità di movimento, cittadini meno abbienti, migranti, ecc.). Tale obiettivo si baserà sulla realizzazione di una rete attiva e solidale di cittadini proprietari di libri, disposti a concedere in prestito ad altri cittadini richiedenti, i volumi di loro proprietà.

Attraverso lo sviluppo nel tempo della rete territoriale diffusa e sulla base di una capillare opera di informazione e promozione, si potrà coinvolgere un sempre maggiore numero di persone e intensificare gli scambi anche relazionali, al pari di altre esperienze in importanti settori quali: gruppi di acquisto solidali, offerta turistica domiciliare, banche del tempo, riciclo/riuso.

La durata del progetto è di dodici mesi (da settembre 2017 ad agosto 2018) e l’importo sarà di 10.800 euro messi a disposizione dalla Chiesa Valdese più 3.400 euro di risorse proprie dell’Associazione Casale Podere Rosa.

Categorie: Cultura e Media, Europa
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