Cipro: “Senza riconciliazione, in quest’isola non ci sarà riunificazione”

19.01.2018 - Evita Paraskevopoulou - Olga Pateraki

Quest'articolo è disponibile anche in: Inglese, Francese, Greco

Cipro: “Senza riconciliazione, in quest’isola non ci sarà riunificazione”

Tijen Erol e Merobe Bobbe Theoklitou sono entrambe di Cipro. Dal 1974, Cipro è un territorio diviso, quindi una di loro vive da una parte e l’altra dall’altra parte dell’isola. Entrambe sono fotografe e condividono lo stesso desiderio di una Cipro unita. Qui un’intervista alle due fotografe che ci raccontano della campagna “Unite Cyprus Now” riguardo alla riconciliazione e a come un futuro comune di pace possa essere raggiunto attraverso l’educazione e la comprensione del passato.

Cosa significa per voi riunire Cipro e come si può ottenere una riconciliazione?

Merobe: Cipro è diventata uno stato indipendente il 16 agosto 1960. E’ rimasta un’entità unica fino al 1974, quando le truppe turche hanno invaso e occupato il 40% del territorio. Perchè Cipro possa riunificarsi, tutti i soldati devono lasciare l’isola, e a tutti i ciprioti, i greci e i turchi dovrebbe essere reso il proprio diritto a vivere, lavorare e avere proprietà dove desiderano. Per poter ottenere una riconciliazione devono essere fatti sacrifici riguardo alla terra e alla costituzione. Comunque la questione più importante per noi ciprioti, che abbiamo vissuto il colpo di stato del 1974 seguito dall’invasione dell’esercito turco, è la sicurezza. Cipro è un paese europeo e la nostra garanzia per quanto riguarda la sicurezza dovrebbe arrivare dall’Europa. Tijen: per me una Cipro unita significa l’assenza di ogni tipo di confine. Per ottenere questo non dovremmo nascondere, bensì comprendere il nostro passato, essere in grado di rompere i legami con esso. Se nascondi il tuo passato e non ne ricavi alcuna lezione, è più probabile che tu lo ripeta. Quindi la cosa più importante per rompere i muri fisici o quelli mentali è l’educazione. L’educazione alla pace porterà pace e riconciliazione a quest’isola. Le nazioni che condividono quest’isola dovrebbero riunirsi per trovare un terreno comune con comprensione e amore. Senza riconciliazione non ci sarà riunificazione in quest’isola.

Quando e come è cominciata la mobilitazione per “Unite Cyprus Now” e chi vi partecipa?

Tijen: è cominciata dopo il primo fallimento dei negoziati in Svizzera. Era il maggio 2017 quando i leader hanno annunciato che non avrebbero trovato un terreno comune per i negoziati. Dopo qualche tempo gli stessi hanno annunciato che si sarebbero nuovamente riuniti, poiché ritenevano che un accordo fosse possibile. Tuttavia, dopo aver dato così tanta speranza ai popoli dell’isola, hanno fallito di nuovo, senza lasciare alcuna speranza per la gente di questo paese. Come individuo, credo di avere una responsabilità nei confronti delle giovani generazioni ed è per questo che sono lì a protestare, e tutte le persone che sentono la stessa responsabilità dovrebbero essere presenti. Le piccole cose possono portare a cose grandi. Merobe: la missione di “Unite Cyprus Now”è di connettere i ciprioti nella ricerca della verità, nella costruzione di empatia, nel rispetto della diversità, nel dare forza alla solidarietà e nel promuovere un futuro comune.

Che tipo di attività organizzate, e quali sono i vostri piani per il futuro?

Tijen: “Unite Cyprus Now” si riunisce nella Buffer Zone (zona cuscinetto, ndt), che è l’area compresa tra il checkpoint greco e turco-cipriota. Questa zona è solo una piccola parte dell’area controllata dall’ONU (Buffer Zone), che percorre tutta l’isola per circa 200 km e copre circa 350 km². Ci ritroviamo e cantiamo, mostriamo i cartelloni con i messaggi, balliamo, organizziamo giochi per bambini e facciamo tante altre attività per cercare di catturare l’attenzione delle persone che passano “dall’altra parte”. Questa sezione della Buffer Zone è uno dei 7 checkpoint totali ed è il più comunemente usato per i pedoni. Merobe: greci e turco-ciprioti hanno iniziato a incontrarsi nella Buffer Zone del checkpoint Nicosia Ledra. Ci scambiamo idee, facciamo amicizia e creiamo eventi come concerti di canzoni tradizionali cipriote, balli, giochi per bambini, mostre fotografiche, ecc.

Cosa chiedete ai vostri governi?

Merobe: manifestiamo e chiediamo che i nostri governi forniscano una soluzione e un futuro migliore per noi e i nostri bambini. Durante i colloqui a Crans Montana era presente una delegazione. Tijen: chiediamo ai nostri leader di creare un’isola dove le giovani generazioni trovino un futuro pacifico. Quest’isola non appartiene a una nazione sola, abbiamo differenti popoli che ci vivono, come i Maroniti e gli Armeni, che pure condividono la storia dell’isola, e accettando le diversità vi porteremo pace e riconciliazione. Diciamo ai nostri leader che i governi e i leader hanno fatto errori nel passato e ne abbiamo abbastanza di sofferenza. Ora è tempo di guardare al futuro e di creare un mondo di pace e riconciliazione in quest’isola, per il futuro delle giovani generazioni.

Che sentimenti genera in voi la Buffer Zone?

Merobe: dove c’è guerra una volta c’era pace e dove c’è pace una volta c’era guerra. La Linea Verde, custodita dalle Nazioni Unite a partire dall’invasione, è la zona cuscinetto che impedisce ai ciprioti del nord e del sud di muoversi liberamente nella loro patria. E’ la ferita aperta che divide in due Nicosia, l’ultima capitale divisa. Andiamo per la nostra vita quotidiana ignorando la sua esistenza, come potremmo sopravvivere altrimenti? Ma quando vado lì con la mia macchina fotografica allora la ferita ricomincia a sanguinare. Tijen: la divisione fisica e pubblica ha causato una mancanza di comunicazione tra le due comunità dell’isola. Per tutti questi anni è cresciuta una nuova generazione che ha imparato da libri di storia distorti che hanno iniettato odio, e questa divisione ha portato le comunità a un’ulteriore separazione, creando una generazione divisa che si odia a vicenda. Credo che questa linea, nonostante oggi vi siano molti checkpoint che permettono alla gente di attraversarla, renda difficile la comunicazione tra le comunità e metta ancora blocchi tra di esse.

Che messaggi ricevete dai giovani?

Tijen: loro dal passato devono imparare non avversione o vendetta, ma la capacità di comprendere il passato affinchè i suoi errori non vengano ripetuti. La nuova generazione è più fortunata di quanto lo eravamo noi. Hanno più strumenti di comunicazione e più occasioni di ritrovarsi su un terreno comune. Noi, come generazione a cui per 30 anni non è stato permesso avere alcun tipo di comunicazione con “gli altri”, stiamo cercando di recuperare gli anni che abbiamo perso e di comprendere “gli altri”. Le generazioni giovani ora hanno una possibilità di riunirsi a scuola, nei caffè, nei bar, nei cinema, ecc. Vedo i giovani andare insieme nei camping di pace per comprendere le reciproche diversità e somiglianze, per poter comprendere l’identità cipriota, e questo mi rende fiera. L’educazione è la cosa più importante e il nostro governo dovrebbe fare attenzione a come usarla, dato che può creare o distruggere la pace. Le giovani generazioni devono capire che ciò che hanno bisogno di fare come individui è rispettare la diversità. Questo è l’unico modo per capire e creare un’empatia verso le altrui credenze, culture e modi di vivere. Per un futuro valido per i ciprioti dovremmo essere educati a sentirci uniti, senza alcuna educazione nazionalistica. Dobbiamo essere orgogliosi della nostra identità comune, che è quella cipriota. Merobe: non possiamo sapere che cosa accadrà, in questi tempi di grandi flussi che attraversano la nostra patria e l’Europa in generale. Ma a prescindere dal futuro, le nuove generazioni hanno il potenziale per la pace e l’unità, il desiderio di un’identità e di un futuro condivisi.

Per ulteriori informazioni su “Unite Cyprus Now” e le loro attività potete visitare la loro Pagina Facebook.

Foto: Tijen Erol

Foto: Tijen Erol

Foto: Tijen Erol

Foto: Tijen Erol

Foto: Tijen Erol

Foto: Tijen Erol

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Foto: Tijen Erol

Foto: Tijen Erol

Foto: Tijen Erol

Foto: Tijen Erol

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Foto: Merobe Bobbe Theoklitou

Foto: Merobe Bobbe Theoklitou

Foto: Merobe Bobbe Theoklitou

Foto: Merobe Bobbe Theoklitou

Foto: Merobe Bobbe Theoklitou

Foto: Merobe Bobbe Theoklitou

Foto: Merobe Bobbe Theoklitou

Foto: Merobe Bobbe Theoklitou

Foto: Merobe Bobbe Theoklitou

Foto: Merobe Bobbe Theoklitou

 

Traduzione dall’inglese di Matilde Mirabella

Categorie: Europa, Fotoreportages, Interviste, Pace e Disarmo, Politica
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