Ricordiamo il nostro amico e compagno di strada Alberto L’Abate

13.11.2017 - Redazione Italia

Ricordiamo il nostro amico e compagno di strada Alberto L’Abate
Come sempre, in mezzo alla gente

ll prossimo 19 novembre, ad un mese dalla sua scomparsa,
ricordiamo il nostro amico e compagno di strada Alberto L’Abate

Domenica 19 novembre 2017 – ore 18

Sala Gandhi

via Garibaldi, 13 – Torino

Un video, delle letture e del tempo per la condivisione di ricordi, così come l’abbiamo conosciuto, con le testimonianze dei presenti.

Alberto L’Abate (1931-2017) è stato uno dei “padri nobili” della nonviolenza italiana.

Amico e collaboratore di Aldo Capitini, si è spento nella stessa data del suo Maestro, il 19 ottobre.

Sociologo, docente universitario, esperto di metodologia della ricerca sociale, era appassionato soprattutto di ricerca/azione. La sua caratteristica, portata avanti per tutta la vita, fino all’ultimo giorno, lasciando tanti progetti e impegni già assunti nella sua agenda, era proprio quella di ricercatore e attivista. Studiare e agire.

Innumerevoli le lotte di cui è stato protagonista, dagli anni passati in Sicilia, con Danilo Dolci, alla lotta antinucleare a Montalto di Castro (fu anche denunciato e processato per l’occupazione dei binari); dall’ambasciata di Pace a Pristina, agli scudi umani a Baghdad; dalla Verde Vigna di Comiso, contro l’installazione dei missili nucleari, fino al Parco della Pace a Vicenza, per contrastare la base militare Dal Molin.

Attivissimo nel Movimento Nonviolento e nel MIR (ha partecipato anche all’ultima assemblea nazionale di Napoli dove ha ricevuto la presidenza onoraria del MIR), è stato fondatore dei Berretti Bianchi e fino all’ultimo presidente onorario di Ipri- Rete Corpi Civili di pace; promotore di corsi universitari per operatori di pace, gestione e mediazione dei conflitti, ha scritto innumerevoli saggi, libri, articoli sui temi della pace e della nonviolenza. Il rigore scientifico e la generosità nella militanza, erano sempre mescolati con una trasparente dimensione umana, di fratellanza e apertura, che lo facevano ben volere ovunque andasse a mettere in atto i suoi progetti costruttivi: in Kosovo come in Sicilia, in India come in Sardegna.

A Firenze era il punto di riferimento per le attività della Fucina della nonviolenza.

Categorie: Comunicati Stampa, Europa, Nonviolenza, Pace e Disarmo
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