Donne indigene di Standing Rock in Europa con la delegazione sul disinvestimento

04.10.2017 - Pressenza New York

Quest'articolo è disponibile anche in: Inglese, Spagnolo

Donne indigene di Standing Rock in Europa con la delegazione sul disinvestimento

Dal 30 di settembre al 14 ottobre 2017, una delegazione di donne Indigene americane che sono state in prima linea nella resistenza all’oleodotto Dakota Access e altri movimenti contro l’estrazione del petrolio e le infrastrutture che minacciano i diritti umani e gli indigeni, l’autodeterminazione, le loro terra e la cultura, si recherà in Norvegia, Svizzera e Germania. La delegazione farà pressione sulle istituzioni coinvolte nel finanziamento affinché disinvestano e cancellino il credito alle compagnie dell’oleodotto. Le stesse compagnie che ignorano i diritti della popolazione indigena ad un consenso libero, prioritario e informato (FPIC), come indicato nella Dichiarazione degli Stati Uniti sui diritti delle popolazioni indigene.

Norvegia, Svizzera e Germania ospitano diversi istituti finanziari che, direttamente o indirettamente, finanziano pericolosi progetti di estrazione nelle terre degli indigeni americani e nel mondo, rendendo questi paesi luoghi vitali affinché le leader, che ricevono l’impatto di questi progetti, possano interagire direttamente con banche, pubblici ufficiali, gruppi della società civile e media.

La Delegazione sul disinvestimento delle donne indigene dell’autunno 2017, facilitata dal Network Internazionale delle Donne della Terra e del Clima (WECAN) insieme alle leader delle Donne indigene e alle loro direttive, è parte di un movimento crescente che ha trovato nel disinvestimento una strategia efficace per rendere le banche e le compagnie legate al petrolio responsabili dei diritti degli indigeni e della protezione della terra, del clima e dell’acqua.

I membri della Delegazione sul disinvestimento delle donne indigene dell’autunno 2017 includono: LaDonna Brave Bull Allard (storica Lakota, membro della tribù dei Sioux di Standing Rock e fondatrice/proprietaria del Campo della Roccia Sacra); Dr. Sara Jumping Eagle (Lakota Oglala e pediatra del Mdewakantonwan Dakota, che vive e lavora nella riserva di Standing Rock, North Dakota); Jackie Fielder (Lakota Mnicoujou e Mandan-Hidatsa, Coordinatrice della campagna sul Progetto di Legge del popolo Lakota, nonché organizzatrice insieme a Mazaska Talks); Michelle Cook (Diné/Navajo, avvocato dei diritti umani e membro fondatore del Collettivo Legale a difesa dell’acqua di Standing Rock); e Tara Houska (Anishinaabe, avvocato delle tribù, Direttore della Campagna Nazionale Onora la Terra, ex-consigliere di Bernie Sanders sulle questioni dei Nativi americani); insieme a Osprey Orielle Lake (Direttrice esecutiva di WECAN e facilitatrice della delegazione).

Le biografie complete delle delegate sono disponibili su: wecaninternational.org/pages/autumn17-divestment-spokeswomen

Oltre a sostenere il disinvestimento nel petrolio e l’investimento nel futuro dell’energia rinnovabile, le delegate condivideranno importanti aggiornamenti sull’oleodotto Dakota Access, la resistenza crescente degli Indigeni e dei loro alleati ai progetti degli oleodotti Keystone XL (TransCanada), Trans Mountain (Kinder Morgan), Energy East (TransCanada) e Line 3 (Enbridge) e il successo delle campagne di disinvestimento dei vari municipi in tutti gli Stati Uniti d’America.

La Delegazione sarà ad Oslo, Norvegia, dal 30 settembre al 4 ottobre; a Zurigo, Svizzera, dal 5 al 10 ottobre; e a Monaco e Francoforte, Germania, dall’11 al 14 ottobre. La stampa e i media sono invitati a contattare la WECAN International per programmare interviste.

“Noi protestiamo per proteggere l’acqua e la nostra Madre Terra. Protestiamo per disinvestire dal petrolio affinchè i nostri figli possano vivere. Protestiamo perché non abbiamo altra scelta. Min.Wiconi, l’Acqua è vita” spiega  LaDonna Brave Bull Allard (storica Lakota, membro della tribù dei Sioux di Standing Rock e fondatrice /proprietaria del Campo della Roccia Sacra).

“La gente indigena, che subisce l’impatto dell’oleodotto Dakota Access e dello sviluppo di progetti petroliferi distruttivi, è determinata a continuare gli sforzi per la formazione e il sostegno al disinvestimento delle banche nei confronti di compagnie che causano e/o contribuiscono agli abusi sui diritti umani degli indigeni negli Stati Uniti. La Delegazione sul disinvestimento è un’opportunità per valutare l’efficacia della politica delle banche sui diritti umani e per educare l’opinione pubblica sulle distinzioni e i contrasti tra gli standard normativi dei diritti umani sul Consenso, libero, prioritario e informato (FPCI) e la loro immagine negativa, e un modello coercitivo di consultazione degli indigeni applicato negli USA da attori statali e non statali ai fini dell’estrazione delle risorse naturali. Nonostante le violazioni dei diritti umani è anche tempo, per le popolazioni indigene e le comunità, di pensare, immaginare, nutrire e creare nuove economie sempre più equilibrate” spiega Michelle Cook (Diné/Navajo, avvocato dei diritti umani e membro fondatore del Collettivo Legale per la Protezione dell’Acqua di Standing Rock).

“Ho sempre saputo che mi dovevo preparare per qualcosa, un tempo in cui le persone e la terra avrebbero avuto bisogno che io fossi pronta. Quel tempo è ora. Che cosa farai quando quel tempo arriverà? Per quelli di noi che sanno di dover cambiare il proprio modo di vivere affinché possiamo vivere e i nostri nipoti non ancora nati possano avere una possibilità – dobbiamo alzarci e far conoscere le nostre voci e il nostro potere. Quel tempo è ora” spiega la Dr.ssa Sara Jumping Eagle (Lakota Oglala e pediatra del Mdewakantonwan Dakota, che vive e lavora nella riserva di Standing Rock, North Dakota).

“Porteremo un messaggio dalle nostre terre alle istituzioni finanziare in Europa: rispetto per il diritto delle donne indigene al Consenso Libero, Prioritario e Informato.  Se le banche continueranno a danneggiare le nostre donne, i bambini e i vecchi, noi continueremo a spingere per il disinvestimento e a danneggiare quello che gli sta più a cuore – i loro dollari” spiega Jackie Fielder (Lakota Mnicoujou e Mandan-Hidatsa, Coordinatrice della campagna sul Progetto di Legge del popolo Lakota, nonché organizzatrice insieme a Mazaska Talks).

“Pesanti violazioni dei diritti umani associate ad infrastrutture petrolifere non si limitano alla ben pubblicizzata lotta di Standing Rock. In tutto il mondo, le popolazioni indigene e le limitate risorse d’acqua della Madre Terra sono minacciate da progetti petroliferi non necessari. Chiediamo all’industria delle banche di prendere una posizione per tutte le persone ignorate dalle industrie petrolifere. Smettete di finanziare la distruzione e l’abuso con i soldi dei consumatori. Vogliamo il passaggio all’energia rinnovabile e vogliamo che le vite dei vostri clienti contino più dei profitti del petrolio” spiega Tara Houska (Anishinaabe, avvocato delle tribù, Direttore della Campagna Nazionale Onora la Terra, ex-consigliere di Bernie Sanders sulle questioni dei Nativi americani).

Con cambiamenti climatici estremi in tutto il mondo, che vanno da inondazioni devastanti a violenti incendi, non potrebbe esserci più chiaro che la terra ci sta inviando un messaggio urgente: dobbiamo agire subito per abbandonare il petrolio, re-visionare e ri-costruire ora un futuro sostenibile per tutti. Nel contesto del movimento per un disinvestimento globale dal petrolio, il Network delle donne per l’Azione sul clima e sulla terra sta lavorando per assicurare che le donne indigene, che lavorano in prima linea, abbiano l’opportunità di parlare direttamente alle istituzioni, ai governi e ai politici. Persone le cui decisioni stanno danneggiando comunità e  territori attraverso il loro continuo investimento in progetti violenti e distruttivi.  Non è mai stato di così vitale importanza ascoltare le voci delle leader indigene. Insieme, con loro in prima linea, possiamo ristabilire la salute delle nostre comunità, transitare verso un’energia pulita e cercare giustizia per coloro che giorno dopo giorno continuano ad essere colpiti dallo sviluppo del petrolio, a Standing Rock e altrove nel mondo” spiega  Osprey Orielle Lake (Direttore Esecutivo e fondatrice di  Women’s Earth and Climate Action Network, WECAN).

 

Maggiori informazioni sul Network internazionale delle donne per l’Azione sul clima e sulla terra (WECAN): www.wecaninternational.org

@WECAN_INTL

Il Network delle donne per l’Azione sul clima e sulla terra (WECAN International) è un’organizzazione sfaccettata, che punta a coinvolgere le donne di tutto il mondo come attrici potenti nel cambiamento climatico, nella giustizia climatica e nelle soluzioni di sostenibilità. WECAN International è stata fondata nel 2013 come progetto dell’organizzazione 501(c)3 Women’s Earth and Climate Caucus (WECC).

Contatti Media:

Emily Arasim (richieste generali) – emily@wecaninternational.org, +1(505)920-0153

Osprey Orielle Lake (richieste urgenti in Europa) – osprey@wecaninternational.org  +1(415)722-2104

Michelle Cook (richieste generali) – divestinvestprotect@gmail.com

 

Traduzione dall’inglese di Annalaura Erroi

 

Categorie: Comunicati Stampa, Europa, Nord America, Popoli originari
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