Iren: voto maggiorato, svendita assicurata?

06.09.2017 - Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua

Iren: voto maggiorato, svendita assicurata?
26 marzo 2011, Manifestazione nazionale a Roma (Foto di ateneinrivolta.org via Flickr.com)

La legge del 2014 n.116, permette alle società quotate in borsa di attribuire un voto maggiorato (raddoppiato) alle azioni di proprietà degli azionisti “storici”. Questo allo scadere dei termini di legge e compiuti i necessari adempimenti, tra cui le modifiche statutarie. IREN ha utilizzato questa possibilità.

L’idea che si accinge a “vendere” all’opinione pubblica è che così si può conservare  un sedicente controllo pubblico (maggioranza di voto) pur cedendo la maggioranza della proprietà. Operazione che ci si prepara a fare: un’autentica privatizzazione strisciante ma non meno grave ed irreversibile di quelle aperte e bocciate dalla maggioranza degli elettori nei referendum  del 2011.

La lettura della legge (come dello statuto di IREN) ci rivelano il dettaglio in cui si nasconde, come riporta la saggezza popolare, il diavolo. Il voto maggiorato viene utilizzato per la nomina e revoca degli amministratori, anche per l’azione di responsabilità nei loro confronti (sempre bene cautelarsi!): ma NON per il bilancio.

Il che vuol dire che la politica degli investimenti, dell’indebitamento e della misura dei dividendi viene decisa dalla maggioranza della proprietà,  prescindendo dalla maggiorazione di voto di cui beneficeranno gli azionisti ‘storici’. L’azionista pubblico continuerà a decidere CHI fa cosa: ma COSA fare lo decideranno i soci privati, ormai in maggioranza.

La funzione di custodia dell’interesse generale cederà definivamente il passo alla logica di estrazione di valore dai servizi pubblici, ormai trattati come pure merci. Il tutto sotto l’occhio complice e compiaciuto di un potere politico ormai ridotto a organizzatore del valzer delle poltrone come in un dancing café.

La domanda che sorge spontanea è: qual è l’affare più redditizio di IREN? Lo sappiamo da anni: L’ACQUA!

Per questo esploderà ‘la grande sete di IREN”, come fu già definita, che, da anni ha un obiettivo: SMAT spa. Le pressioni per la sua progressiva privatizzazione sono destinate ad aumentare esponenzialmente con un eventuale (deprecabile al massimo grado) cambiamento della struttura della proprietà di IREN.

Lo scenario illustrato serve a meglio spiegare tanto la giustezza della richiesta di trasformazione in azienda pubblica di SMAT spa che l’asprezza dogmatica nell’opposizione a tale proposta.

 

Comitato Acqua Pubblica Genova – Comitato Savonese Acqua Bene Comune

Comitato Provinciale Acqua Pubblica Torino

Comitato Provinciale Acqua Bene Comune – Reggio Emilia

Categorie: Comunicati Stampa, Diritti Umani, Europa
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