La France Insoumise ha informato del risultato della consultazione dei suoi militanti sul voto del secondo turno: se votare Emmanuel Macron, che ha rifiutato ogni concessione a Jean-Luc Mélenchon o astenersi o votare in bianco. Naturalmente un voto alla Le Pen non era stata nemmeno presa in considerazione.

I 243.128 insoumis che hanno partecipato alla consultazione interna sono il 36.12%, per il voto in bianco , il 29,05% per l’astensione e il 34,83 per votare Macron. La maggioranza quindi dei militanti di Francia Ribelle, il 65.17% è per non dare il voto a Macron rappresentante dell’estrema finanza.

Un insoumi ha così spiegato il voto bianco sull’ Humanité, organo del PCF: “La politica Macron favorisce il Front National. Un vero rivoluzionario non vota per un banchiere, soprattutto quando si richiede un voto di appartenenza. Voterò in bianco. Basta con il ricatto di un rappresentante del capitalismo liberista che agita la minaccia del fascismo…”

Non tutta la sinistra francese è d’accordo con la maggioranza dei militanti di France Insoumise. Per esempio Il Partito Comunista Francese, che al primo turno ha appoggiato Jean-Luc Mélenchon, ha dato per il secondo indicazione di votare Macron. La giustificazione di fondo è che saranno più facili azioni di opposizione e di difesa dei lavoratori in un quadro democratico che con la Le Pen presidente, che pure nominerà primo ministro Nicolas Dupont-Aignan, un moderato. Ma è una posizione di corto respiro, in quanto come ha affermato Emiliano Brancaccio in un’intervista all’Espresso del 25 aprile dal titolo: Perché io, di sinistra, non voterei Macron per fermare la Le Pen.

“L’avanzata del Fronte nazionale è una pessima notizia, l’ennesimo segno funesto di un’epoca dominata dall’irrazionalismo politico. Ma…Certo, se fossi un elettore francese al ballottaggio non andrei a votare».Io festeggio il 25 aprile non semplicemente per celebrare una ricorrenza, ma perché reputo l’ascesa di nuove forme surrettizie di fascismo la minaccia principale di questo tempo. In questi anni ho trovato patetici gli argomenti di quegli intellettuali sedicenti “di sinistra” che hanno lavorato per sdoganare Le Pen in Francia o Salvini in Italia. Chi a sinistra invita a votare il meno peggio non sembra comprendere che nelle condizioni in cui siamo il meno peggio è la causa del peggio. Le Pen e i suoi epigoni sono sintomi funesti, ma è Macron la malattia politica dell’Europa. Scegliere uno per contrastare l’altra è un controsenso”.

Il risultato del secondo turno non è scontato. Secondo recenti sondaggi Macron sta perdendo punti e Le Pen li sta guadagnando. Considerando, però, il risultato al primo turno e gli appoggi che sta ottenendo, (Partito Comunista Francese, Partito Socialista e altre organizzazione politico-culturali) si può prevedere la vittoria finale di Macron.

La posizione di Jean-Luc Mélenchon, ben sintetizzata da Emiliano Brancaccio, è corretta. La Francia Ribelle guarda alle prossime legislative con l’obiettivo di conquistare più seggi possibili all’Assamblée e continuare a costruire una reale alternativa alle opzioni o estrema destra o estrema finanza.