E’ di ieri la notizia che la polizia argentina ha arrestato Jorge Olivera, ex militare durante la dittatura civico-militare del generale Videla, e responsabile di crimini contro l’umanità.

Questo attempato e distinto signore, che si nascondeva nella casa della ex moglie presso San Isidro, dopo l’evasione del 2013 dall’ospedale militare in cui era ricoverato, in realtà ha scontato pochissima parte, se non nulla, della pena all’ergastolo che gli era stata inflitta. Grazie a connivenze e coperture, ha vissuto pressochè indisturbato, calpestando la terra sotto la quale aveva seppellito chissà quante persone, senza nessun rimorso.

Olivera si occupò personalmente anche della modella e militante peronista Marie Anne Erize, sequestrata nell’ottobre 1976 e desaparecida. Come lui stesso ebbe a dichiarare durante il processo a suo carico, e davanti ai familiari della ragazza: “…si mi ricordo della francesa. Io fui il primo a violentarla, e poi la lasciai agli altri.”.

La vicenda di Marie Anne è quella di migliaia di altre donne, e uomini, che furono considerati colpevoli di credere in una società più giusta, e che pagarono con la vita. E nel momento in cui in Argentina sembra che ci sia il pericolo concreto del revisionismo storico e della violazione dei diritti umani, questo arresto rappresenta una speranza di giustizia.

Speriamo.

Stefania Catallo

Ambasciatrice del Telefono Rosa

(Alla memoria di Marie Anne Erize, è stato intitolato il centro antiviolenza di Tor Bella Monaca di Roma, la sua Biblioteca e la sartoria solidale).