Il Gambia sta vivendo una profonda e serissima crisi politica. Il Presidente Yahya Jammeh si rifiuta di lasciare la guida del Paese nonostante il termine massimo di scadenza del mandato presidenziale sia stato fissato per il 18 gennaio 2017. Il nuovo Presidente eletto nelle elezioni del 1 Dicembre, Adama Barrow, dovrebbe inaugurare il suo mandato il 19 gennaio.

Il 13 gennaio il Consiglio per la Pace e la Sicurezza (PSC) dell’Unione Africana ha dichiarato che l’Organizzazione cesserà di riconoscere Jammeh come Presidente al momento della scadenza del mandato. Lo stesso giorno, i delegati della Comunità Economica degli Stati dell’Africa Occidentale (ECOWAS) sono giunti nel Paese al fine di mediare la crisi innescata dal risultato delle elezioni e convincere il leader africano ad accettare il risultato elettorale.

L’Unione Africana ha sottolineato che verranno prese serie misure nel caso Jammeh rifiuti di accettare il volere del popolo gambiano, tra cui la possibilità di un intervento militare per rimuoverlo dalla carica di Presidente.

Migliaia di cittadini gambiani, preoccupati per le sorti del Paese, stanno cercando rifugio in Senegal, Mali e Guinea Bissau.

Dopo il fallimento del secondo tentativo dell’ECOWAS di portare a termine negoziazioni pacifiche con il governo di Banjul, il Presidente eletto Barrow è stato condotto in Mali per testimoniare l’impasse politica del Gambia in occasione del ventisettesimo Summit Francia-Africa tenutosi a Bamako il 14 gennaio. Al termine dell’incontro, il Presidente senegalese Macky Sall ha offerto ospitalità ad Adama Barrow, il quale resterà a Dakar fino al momento di prestare giuramento e prendere il posto di Jammeh alla guida del Gambia. I leader dell’Africa occidentale hanno annunciato la loro partecipazione all’inaugurazione della Presidenza di Barrow il 19 gennaio, nonostante Jammeh rifiuti di lasciare il potere.

Dodici diplomatici del Gambia sono stati costretti alle dimissioni da Jammeh dopo aver chiesto ufficialmente al Capo di Stato di cedere il potere presidenziale a Barrow. La stessa sorte è toccata al Ministro della Gioventù e dello Sport Alieu K. Jammeh e al Segretario Generale della Presidenza Sheriff Bojang.

L’apparato educativo del Gambia rappresenta un grande dilemma a seguito del boicottaggio di lezioni ed esami da parte degli studenti dell’Università del Gambia in segno di protesta per le mancate dimissioni di Jammeh dalla carica presidenziale. A causa della forte instabilità politica, gli stessi studenti della scuola primaria e secondaria non frequentano le lezioni negli istituti di Banjul.

La crisi politica, inoltre, sta avendo risvolti particolarmente negativi sulla situazione economica del Gambia. Il commercio è in fase di stallo e nel Paese non giungono più investimenti esteri, causando una fuga di capitale tale da innescare una pericolosa recessione dell’economia gambiana.

I giovani cittadini del Gambia stanno giocando un ruolo decisivo e vitale nell’attuale crisi politica e nella lotta al potere autoritario di Jammeh. Sono state stampate migliaia di t-shirt con l’hashtag #GambiaHasDecided con l’intento di dare appoggio al Presidente eletto Barrow. Il leader africano Jammeh ha dato ordine alle forze militari di arrestare e torturare chiunque indossi la maglietta, in aperta violazione della Costituzione e dei Diritti Umani.

 

 

Corrispondenza dal Gambia a cura di membri di Energia per i Diritti Umani anonimi per motivi di sicurezza.