Proteste anti Trump, molestie e intimidazioni nei confronti di immigrati e afro-americani

14.11.2016 - Democracy Now!

Quest'articolo è disponibile anche in: Inglese

Proteste anti Trump, molestie e intimidazioni nei confronti di immigrati e afro-americani
(Foto di Democracy Now!)

Le proteste stanno aumentando in tutti gli Stati Uniti dopo l’elezione di Trump a presidente. Sabato 10.000 persone hanno manifestato a New York City e altre 8.000 a Los Angeles, dove ci sono stati duecento arresti. I dimostranti sono scesi per strada anche a Filadelfia; San Francisco; Oakland; Chicago; Oklahoma City; Salt Lake City; Springfield, Massachusetts, Dayton e Cincinnati, Ohio. A Portland, Oregon, la polizia ha attaccato i manifestanti con spray al peperoncino e granate stordenti e arrestato 71 persone. Un manifestante è stato ferito da un colpo d’arma da fuoco durante uno scontro su un ponte bloccato dalle proteste. A Traverse City, Michigan, un agente di polizia è stato messo in congedo retribuito per aver minacciato i partecipanti a un raduno anti-Trump guidando una macchina con una bandiera confederata mentre non era in servizio.

A Filadelfia l’immigrato messicano Javier Flores, padre di tre bambini nati negli Stati Uniti, ha cercato rifugio in una chiesa e ha chiesto al Presidente Obama di fermare la deportazione sua e di altri. Vari sindaci da New York e Seattle hanno dichiarato che non collaboreranno con la promessa di Trump di deportare milioni di immigrati senza documenti, sebbene Trump abbia risposto che ritirerà loro i fondi federali. In molte città gruppi di base stanno organizzando delle reti di auto-difesa contro la deportazione.

Nel frattempo, secondo il Southern Poverty Law Center dopo l’elezione di Trump si sono verificati almeno 200 casi di molestie fisiche e verbali, abusi e intimidazioni contro immigrati, persone di colore, musulmani e donne. In un caso riportato dal SPLC, un ragazzo ha detto a una compagna di scuola afro-americana di 12 anni: “Ora che Trump è presidente, sparerò a te e a tutti i neri che troverò.” Un insegnante dello stato di Washington ha riferito di studenti che cantavano “Costruite un muro” nella caffetteria. I luoghi dove sono avvenute la maggioranza di queste molestie sono le scuole primarie e secondarie. Alcuni distretti scolastici di Boston, St. Paul, Minnesota e Denver, Colorado, hanno cominciato a offrire servizi di sostegno psicologico a studenti sconvolti e terrorizzati dall’elezione di Trump e dalla possibilità di deportazione, oltre che dalle aggressioni, le minacce e le molestie riservate agli allievi di colore.

 

 

Categorie: Diritti Umani, Nord America, Politica
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