Il prossimo 12 Novembre si terrà a Roma una manifestazione nazionale contro il reato di clandestinità e contro il ricatto del permesso di soggiorno che ci rende tutti più schiavi.

Il corteo finirà davanti il Ministero dell’Interno per chiedere un incontro sulla regolarizzazione di tutte le persone che vivono e lavorano in questo paese, a partire dai permessi di soggiorno e dalle residenze e per il rispetto dei contratti di lavoro
Una giornata importante visto che di migranti si legge e si sente quasi ogni giorno ma praticamente sempre e soltanto come numeri, come “quote” da scambiare fra Stati, come numero di morti nel mare, soldi che vengono spesi per la loro “accoglienza”. Molto più raramente si parla di come queste persone concretamente vivono, di cosa pensano e di cosa vogliono.

Questa manifestazione nasce infatti dalle tantissime lotte che negli ultimi anni hanno visto gli immigrati protagonisti diretti, dalle vertenze nel settore della logistica alle lotte dei braccianti agricoli che proprio lo scorso Agosto hanno portato 400 lavoratori delle campagne a scioperare e bloccare per oltre sei ore la trasformazione del pomodoro a Foggia per chiedere il rilascio del permesso di soggiorno a tutti i lavoratori e le lavoratrici delle campagne e la garanzia di casa e trasporti gratuiti per i lavoratori stagionali, come previsto dal CCNL.

Se è vero che questa manifestazione parte dai migranti, essa coinvolge, però, tutta la società civile perché i problemi che affrontano sono i problemi di chiunque la mattina si sveglia per andare a lavorare per un salario misero o a nero, di chi non trova lavoro o di chi un lavoro lo ha perso e continua a sentirsi dire che la colpa è degli immigrati e non delle leggi schifose del mercato del lavoro e dei sindacati venduti che le hanno permesse. La dimostrazione pratica di quanto ci riguardi da vicino, sono le dure lotte che gli operai extracomunitari hanno condotto dal 2008 nel settore della logistica per il rispetto delle condizioni contrattuali che hanno prodotto accordi migliorativi per tutto il territorio nazionale e per l’intero settore.

Abolire le leggi che prevedono che il permesso di soggiorno sia subordinato al contratto di lavoro permette di rompere quel meccanismo di ricattabilità per cui diventa più profittevole assumere una persona che è sola, conosce poco o nulla la lingua, e che se fa vertenza sul posto di lavoro rischia di perdere anche la possibilità di vivere in quel paese. Per migliorare le nostre vite è necessario fare in modo che le condizioni di lavoro siano dignitose ed uguali per tutti e tutte, italiani o immigrati, uomini o donne, giovani o vecchi. Solo se la lotta di chi è più ricattabile – immigrato, precario, in appalto – si incrocia con quella di chi lo è meno, allora si può ottenere un miglioramento generale delle condizioni di lavoro e quindi di vita.

Sabato prossimo scenderemo in piazza per esigere il riconoscimento ed il rispetto di qualsiasi uomo o donna che lavora in questo paese perché, come ci insegna Daniel Blake, “sono un uomo, non un cane. E in quanto tale esigo i miei diritti. Esigo che mi trattiate con rispetto. Sono un cittadino, niente di più e niente di meno”.

Per maggiori informazioni: campagneinlotta.org

 

Ripubblichiamo di seguito il comunicato del Comitato Lavoratori delle Campagne:

12 novembre: Corteo Nazionale – No ai confini, No allo sfruttamento
Lavoratori, migranti, occupanti casa, reti solidali per una mobilità senza confini e senza sfruttamento

Il 12 novembre una grande manifestazione attraverserà le strade della città di Roma. In quella giornata, provenienti da tutta Italia, porteremo le rivendicazioni di chi, nonostante subisca le più pesanti forme di segregazione e sfruttamento, porta avanti le sue lotte coraggiosamente: saranno le rivendicazioni dei braccianti della provincia di Foggia e della Piana di Gioia Tauro, dei facchini della logistica di tutta Italia, degli occupanti casa che hanno risposto con la riappropriazione all’assenza di un tetto, dei migranti in transito respinti alle frontiere, insieme a tutte quelle realtà politiche e sociali che si battono contro le politiche di precarizzazione e controllo della mobilità delle persone, nelle metropoli e nelle periferie. Sarà una mobilitazione guidata e promossa da quei soggetti per i quali l’unica possibilità di agire un cambiamento passa attraverso le lotte, sia perché strutturalmente esclusi dai diritti di cittadinanza, come nel caso dei migranti, sia perché convinti che quegli stessi diritti sono svuotati di ogni significato e di ogni potenziale di trasformazione politica reale.

“L’attuale regime di controllo della mobilità è un meccanismo che produce irregolarità ed esclusione, e colpisce soggetti diversi: chi arriva da altri continenti, ma anche i migranti europei e i cittadini italiani. Da decenni, le leggi sull’immigrazione (Turco-Napolitano prima e Bossi-Fini poi) creano precarietà, ricattabilità e morte, aizzando la guerra tra poveri, insieme a politiche securitarie di militarizzazione dei confini che passano attraverso respingimenti, deportazioni, detenzione e torture, negazione del diritto d’asilo e un sistema d’accoglienza fondato sul profitto e la segregazione. Non saranno i maggiori controlli e una restrizione ai confini a risolvere la crisi migratoria creata dalle guerre che si moltiplicano a livello globale. Solo smantellando l’attuale governo delle migrazioni e della mobilità è possibile sanare la posizione di migliaia di persone che vivono in Italia da anni, e senza permesso di soggiorno sono costretti ad un regime di sfruttamento ancora più forte. D’altra parte, è necessario garantire a tutte e tutti, a prescindere dalla provenienza e dalla condizione, l’accesso alla residenza e alle prestazioni e tutele correlate. Gli occupanti casa, come chi vive in abitazioni di fortuna, in baraccopoli o case abbandonate, per strada, sono spesso esclusi da queste garanzie.”

Per questo il 12 novembre abbiamo richiesto ufficialmente un incontro con i rappresentanti del Ministero dell’Interno, per denunciare le irregolarità perpetrate dalle questure e dai comuni di tutta Italia, per chiedere una sanatoria per i lavoratori stranieri e l’accesso alla residenza ed ai servizi fondamentali ad essa collegati come sanità e istruzione. Le restrizioni della mobilità passano anche attraverso dispositivi come l’ordinanza prefettizia che vieta i cortei nel centro della città di Roma nei giorni feriali. La manifestazione sarà una denuncia dell’apparato securitario e repressivo, che limita fortemente la nostra mobilità e libertà, in tutte le sue forme.

Non è più possibile aspettare ancora: i braccianti che vengono dal sud Italia, così come tutti gli altri partecipanti alla manifestazione, hanno bisogno di una risposta immediata alle loro richieste.
Sabato 12 Novembre, concentramento alle 14:00 in Piazza di Porta San Giovanni.

Evento facebook: https://www.facebook.com/events/101345647014080/

Elenco promotori:
Altra Lamezia
Assemblea di sostegno alle lotte della logistica, Roma
Associazione Dhuumcatu, Roma
Blocchi Precari Metropolitani, Roma
Clash City Workers
Collettivo politico Guevara, Bari
Comitato Lavoratori delle Campagne
Coordinamento di Lotta per la casa, Roma
Diritti a Sud, Nardò
Laboratorio Politico Iskra
Rete Campagne in Lotta
Rete No Borders
Rete Scacco Matto, Napoli
Save the Youth Action Group/Giovani Comunisti Perugia
Si Cobas Nazionale
Slai Cobas
Slai Cobas per il Sindacato di Classe
S.P.A. ARROW, Cosenza
Social Log, Bologna
Solidaria, Bari
Sportello Mederì e Scuola Italiano Migranti, Bologna
Rete Antirazzista Catanese
Rete Antirazzista Salerno
Terra Rossa, Lecce
TPO, Bologna
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