Se si vuole fare la pace, è necessario farla con qualcuno

15.06.2016 - Daniele Quattrocchi

Se si vuole fare la pace, è necessario farla con qualcuno
(Foto di Daniele Quattrocchi)

Youtopic Fest, luogo di incontro dei popoli e le religioni.

La Rondine (Arezzo) 9,10, 11 giugno 2016

Ne ha fatta di strada l’associazione Rondine Cittadella della Pace di Arezzo dal 1997, quando decise di accogliere cinque studenti provenienti dalla Cecenia e dalla Russia e dare vita allo Studentato Internazionale di Rondine.

L’idea genuina era di iniziare un percorso di pace, ma quei primi giovani semplicemente rifiutarono di lavare i propri vestiti insieme a quelli del “nemico” nella stessa lavatrice.

Il piccolo borgo di Rondine, a qualche chilometro da Arezzo ora accoglie ogni anno circa 30 studenti provenienti da diversi paesi del mondo, spesso in zone di guerra o conflitto.

Le testimonianze di questi ragazzi e ragazze sono state raccolte in un libro, che è anche uno spettacolo teatrale: ” Dissonanze in accordo”, edito nel 2014 dalla Fondazione Brunello Cucinelli. Ne riportiamo una come esempio.

Raz, israeliano : “Se si vuole fare la pace è necessario farla con qualcuno. E questo è esattamente ciò che è stato assente dalla nostra realtà quotidiana. […]. Siamo diventati così bravi nella separazione che le uniche persone che vedono i palestinesi nella vita reale sono dei soldati. […] Ci sono molte sorprese nella vita quotidiana di Rondine, ma una delle più grandi per me è stata quella di aver incontrato il primo palestinese all’età di ventitré anni”.

Gli studenti studiano e vivono a stretto contatto per due anni, imparando soprattutto il confronto con il nemico. Palestinesi e israeliani, pakistani e indiani, armeni e azerbaigiani. Arrivano dal loro mondo costruito spesso sui condizionamenti ideologici, sui pregiudizi, con la propaganda dei governi e affrontano un profondo lavoro di formazione personale e di risoluzione dei conflitti. Cercano di ricostruire la fiducia nelle semplici relazioni tra pari.

Lo slogan di Rondine è: “Scegliamo giovani che rifiutano la guerra per diventare leader di domani”. Questo significa che i ragazzi, una volta terminato il percorso di studio, potranno portare l’esperienza nei luoghi da cui provengono per la costruzione di un mondo migliore. Fanno parte de “La Lega delle Rondini d’Oro”, la rete che collega i giovani dello studentato internazionale che hanno concluso con successo il percorso formativo, aspirando a diventare uno strumento che faccia da ponte tra culture ed etnie differenti.

Kan, proveniente dall’Abcasia, una repubblica riconosciuta solo da sei nazioni, è diventato un diplomatico, ambasciatore a Ginevra per la pace nel Caucaso.

Dall’anno scorso nel borgo aretino sono arrivati anche 27 studenti italiani che hanno scelto un percorso didattico alternativo alla quarta superiore: studiare e vivere lontano da casa e imparare il dialogo e l’ascolto. Sono stati selezionati tramite un bando, secondo requisiti di ottimo rendimento scolastico e capacità relazionali per mettersi in gioco e confrontarsi con gli altri. Diciassettenni provenienti da tutta Italia che hanno utilizzato strumenti tecnologici e la peer- educacion, imparare in modo orizzontale dagli altri, con l’aiuto di un tutor.

Il tutor di classe non poteva essere altro che una Rondine d’oro, Noam Pupko, un giovane che ha da poco concluso il percorso dello studentato internazionale rimanendo in Italia.

Oltre al programma didattico tradizionale nel pomeriggio partecipano a lavoratori su: gestione del conflitto, crescita personale, comunicazione, legalità, ricerca della vocazione professionale.

Il percorso ha come obiettivo finale la preparazione di un progetto sociale presentato nelle giornate del Youtopic Fest per essere messaggeri di pace nel luogo di provenienza. I progetti riguardano principalmente legalità, dialogo interculturale e coesione sociale.

Youtopic Fest, la tre giorni che si è svolta alla Cittadella della Pace il 9, 10 e 11 giugno, è stata densa di eventi con la sfida che viene dal futuro: costruire una nuova coscienza per il cittadino del terzo millennio. Un festival internazionale per promuovere la convivenza pacifica, abbattendo i muri soprattutto mentali che ci dividono. Un programma costruito e coordinato dagli studenti con laboratori, testimonianze, buone pratiche ed eventi artistici, con la partecipazione di molti rappresentanti istituzionali.

Il presidente dell’associazione, Franco Vaccari, ha inaugurato in particolare l'”abbraccio interreligioso”, una struttura che affianca una moschea, una chiesa e una sinagoga e si affaccia su un’unica piazza dover poter pregare secondo il proprio credo. Una sfida per le tre religioni monoteiste, che si devono sempre più impegnare per la tolleranza.

Rondine di Arezzo, un’esperienza quasi magica che è un riuscito connubio tra nuovi paradigmi educativi, progetti istituzionali e politici, dialogo, ricerca spirituale e formazione personale.

Ci vorrebbero tante Rondine in giro per l’Italia. Allora la domanda sorge spontanea: Come esportare questo modello in altri luoghi?

Riportiamo qui di seguito le video testimonianze di alcuni ragazzi e ragazze che hanno partecipato al progetto Quarto Anno Rondine.

Qui di seguito alcune foto scattate durante l’incontro da Daniele QuattrocchiRondine 1

Rondine 2

Rondine 3

Rondine 4

Categorie: Educazione, Europa, Opinioni
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