Vale la pena segnalare, come fa Bloomberg, i commenti fatti dall’investitore miliardario (leggi speculatore) George Soros, che dice che i dati di crescita del credito di marzo della Cina dovrebbero essere visti come un segnale di allarme? Soros stava parlando in un evento di Asia Society a New York il 20 aprile 2016, la cui società potrebbe non occuparsi tando di Asia quanto delle relazioni USA con l’Asia e la cui società usa regole culturali per mascherare un programma politico. E’ così tipico e presumibilmente abbastanza automatico, di questi tempi, per istituzioni fondate da gente come Soros.

Un sondaggio di Bloomberg ha segnalato che il governo cinese sta dando priorità alla crescita piuttosto che al controllo del debito – qui nessuna novità! Ma per Soros ciò che sta accadendo in Cina “stranamente somiglia a quanto accaduto durante la crisi finanziaria del 2007-08 in USA, che fu similmente alimentata dalla crescita del credito”.

Soros ha costruito una fortuna di 24 miliardi di dollari grazie a dubbie scommesse sui mercati e recentemente è stato coinvolto in uno scontro verbale con il governo cinese. Ha dichiarato al Forum Economico Mondiale di Davos che lui scommette contro le valute asiatiche perché un atterraggio duro in Cina è “praticamente inevitabile”.

Per contro, l’agenzia di stampa statale cinese Xinhua ha confutato la sua affermazione in un editoriale, dichiarando che molte volte, in passato, aveva fatto la stessa predizione.

George Soros è nato nel 1930 come Schwartz György e oggi è un magnate americano del commercio.

Dei suoi avi ebreo-ungheresi ha tenuto la doppia cittadinanza (ungherese e americana). E’ presidente del Consiglio di amministrazione del Soros Fund Management ed è conosciuto come “L’uomo che ha mandato in bancarotta la Banca d’Inghilterra” data la sua ‘vendita allo scoperto’ di sterline per 10 miliardi di dollari, incamerando un profitto di 1 miliardo di dollari durante il Mercoledì Nero della crisi valutaria inglese del 1992. Nessuno ha vinto quella scommessa se non lo stesso Soros, che è ora una delle 30 persone più ricche del mondo.

Soros è un ben noto sostenitore dei progressisti americani e delle cause di politica liberale statunitensi, e ha giocato quello che altri chiamano un ruolo significativo nella difficile transizione dal comunismo al capitalismo dell’Europa dell’est (1984-89). Soros è anche il presidente del Consiglio di amministrazione dell’Open Society Foundation – che si suppone lavori… “per costruire società vivaci e tolleranti i cui governi siano responsabili e aperti alla partecipazione di tutti” – dietro cui si cela la realtà in base alla quale la speculazione può avere luogo solo in un sistema sregolato e irresponsabile dove la partecipazione delle gente comune è proibita. Quella società è una facciata e una copertura per attività che non hanno niente a che fare con la filantropia. Le ONG devono andarci caute prima di accettare la munificenza e i soldi facili messi in palio da Soros.

Per tornare al tema, le uscite di capitale dalla Cina sono in crescita e sono guidate dalla sua campagna anti-corruzione, che rende nervosi quelli che sono in cerca di ritorni rapidi, con i meri giocatori d’azzardo che ritirano i loro soldi tutti insieme. Tanto meglio per la Cina. Le riserve della Cina si sono gonfiate dai 10.3 miliardi di dollari del marzo 2016 a 3.21 bilioni di dollari.

Recentemente il primo ministro malese Mahathir Mohamad lo ha definito un “imbecille”; ricordando la crisi finanziaria asiatica del 1997, l’influente malese, critico dell’occidente, diceva a chiunque volesse ascoltare che Soros si era dedicato alla distruzione delle economie asiatiche – un tentativo da parte di un uomo che aveva iniziato la sua carriera speculativa a New York negli anni ’50, ottenendo in questo modo un rapido avvio degli allora emergenti Gordon Gekko di Wall Street e di Londra. E’ riuscito a far crescere i suoi fondi speculativi – quegli elementi distruttivi di un sistema bancario ormai screditato, se ancora funzionante – con una media annuale del 20 per cento dal 1969 al 2011.

Per tornare di nuovo al tema… Bloomberg riporta che il prodotto interno lordo cinese è aumentato del 6.7 per cento tra gennaio e marzo, in linea con l’obiettivo di crescita del governo dal 6.5 al 7 per cento per l’intero anno.

Ma Jun, capo economista del Research Bureau della banca centrale, in un recente discorso ha dichiarato che gli attuali dati disponibili, includendo la crescita degli investimenti immobiliari, la crescita del valore aggiunto industriale e i costi di produzione, indicano che le prospettive economiche della Cina sono probabilmente migliori di quanto previsto da alcuni economisti.

L’evidente tendenza di stabilizzazione dell’economia cinese non sta dando molta fiducia agli investitori, ha detto Gao Xiqing, ex vice presidente del Consiglio di amministrazione della Commissione governativa di Sicurezza cinese, dato che per sostenere l’economia la Cina fa più affidamento sugli investimenti governativi alle imprese di proprietà statale piuttosto che su investimenti provenienti da altre parti. Questa settimana a New York ha rilasciato un’intervista ai media.

E’ vero, la Cina ha incrementato gli interventi nei suoi mercati finanziari in seguito alla turbolenza dei suoi mercati azionari all’inizio di quest’anno per estendere la liquidazione di 5 bilioni di dollari dell’anno scorso, mentre lo yuan è sceso ai minimi degli ultimi 5 anni.

Comunque anche Soros è stato più positivo riguardo gli sforzi della Cina di collegare lo yuan a un ampio paniere di valute piuttosto che al solo dollaro, affermando che si tratta di un sano sviluppo. Forse vede aprirsi opportunità per la sua gente in Cina e non vuole tagliare i ponti, e sta diversificando i rischi!

Su questo argomento vedere Bloomberg qui: http://www.bloomberg.com/news/articles/2016-04-20/soros-says-china-s-debt-fueled-economy-resembles-u-s-in-2007-08

 

Traduzione dall’inglese di Matilde Mirabe