America Latina, Golpe e resistenza

24.04.2016 - Stati Uniti - Ilka Oliva Corado

Quest'articolo è disponibile anche in: Inglese, Spagnolo, Francese

America Latina, Golpe e resistenza

Ilka Oliva Corado.-

Oggi  le dittature  hanno cessato di essere  sanguinose. Gli Stati Uniti e l’oligarchia latino-americano  hanno cambiato la loro strategia.  Il modello adesso è aziendale.  E’ un  nuovo modello di guerra sporca, un nuovo modello di Plan Condor  dai  tratti morbidi.   Si realizza attraverso la manipolazione dei media,   paralizzando le menti delle masse (classe media in America Latina) che indifferenti  diventano  facili prede da  strumentalizzare. Ignoranti politicamente votano  per una  forza  politica (classista e razzista)  sono   le persone più vulnerabili,  non si rendono  conto  che sono  solo il trampolino di lancio per il  profitto  dei fondi avvoltoi,   dopo  di che ‘verranno trattati per quello che sono …

L’ esempio chiaro  è il no in Bolivia, la nuova Assemblea Nazionale in Venezuela, Macri in Argentina, il tentativo di colpo di stato in Brasile contro Dilma. E  i presidenti neoliberisti nel resto del continente. In nessuno di questi  gli Stati Uniti  hanno ricorso alla dittatura, come nei decenni passati, è stato in tempi di democrazia;  ed è  ‘stato un lavoro ben  cucinato  e con attenzione, dove le dosi erano accurate: i media televisivi, radio e stampa. Un po ‘di caos per terrorizzare la popolazione ed è stato abbastanza.

Il saccheggio è industriale,  con i colori delle banche, le    estrazione di risorse naturali è uno degli obiettivi principali; Per questo motivo noi vediamo la grande repressione  contro  i movimenti sociali del  continente,   contadini che difendono l’acqua e la terra.  L’ ecocidio   è  all’ordine del giorno.  Le industrie minerarie  fanno  quello che vogliono con il permesso dei governi. L’ adeguamento delle politiche economiche   ignora  gli investimenti in istruzione, sanità, occupazione e alloggio e,   al contrario gli investimenti  sono per la “sicurezza”, per  colpire maggiormente la popolazione   e non  permettere   più alla popolazione nessuna alleanza  con  movimenti sociali e rivoluzionari.

La resistenza dei governi progressisti non è gradita agli Stati Uniti, che con un golpe bianco travestito da democrazia  ha reso possibile   mettere sotto accusa Lugo, Zelaya e intende fare adesso  lo stesso con Maduro, Dilma, Evo e Correa. 
A Cuba    sono andati a dirgli   sulla faccia di  liberare il suo popolo dal socialismo, come se Cuba    non fosse  uno dei popoli più liberi del mondo, proprio per il socialismo.

Avendo  il continente Latinoamerica    la mentalità del colonizzato,  classista e segregazionista; è facile  per il neoliberismo,  penetrare attraverso le fessure culturali e politiche.  Attraverso l’impunità. Dove la dignità umana e la fedeltà  non hanno  possibilità di entrare. La resistenza dei governi progressisti, con le loro  riforme politiche   hanno fatto fiorire  una America Latina post dittature.E’ questa la resistenza.  Stanno curando   le disuguaglianze che divaricano il tessuto sociale. Stanno offrendo posti di lavoro, cibo, istruzione, casa e  un salario alla maggior parte di emarginati.    Stanno  imprigionando i torturatori, gli autori di crimini contro l’umanità. Quale governo neoliberista sta scommettendo sullo sviluppo del suo popolo?  Come la cultura, l’educazione e la salute?
Se è vero che non sono i governi ideali, hanno bisogno   di crescere, sono state prese a volte  decisioni sbagliate,  nelle loro fila ci sono anche corrotti travestiti da progressisti e molti finiscono a Miami  attratti da affari milionari. Questo è vero e non può essere negato. Ma una cosa  sono  quelli che hanno tradito la rivoluzione e   altro  dire che i governi progressisti  sono coinvolti, come nel caso di Dilma nella corruzione  . L’attacco non è contro di lei o di Lula, è contro il progresso del popolo brasiliano.

Dilma ha denunciato  i corrotti e il risultato è che il  il Brasile sta vivendo un nuovo tentativo di colpo di stato, realizzato    proprio dagli stessi  corrotti che lei ha denunciato,  per prendere il potere. Questa equazione non è così difficile da capire. Gli attacchi di genere sono sempre stati Dilma, Cristina e Bachelet.  Sarà forse perchè questo continente è dominato da una cultura   patriarcale, questo è un  problema che ci riguarda tutti ed è  il modo di pensare  con   cui si cresce, ma  obbiamo farlo sparire  assieme  alla misoginia e al  maschilismo. Si tratta di un modo di pensare  misogino  e maschilista  quello che attacca  in questo momento  Dilma,  lo fa con tutto l’ odio,  per la  sua   intelligenza e integrità.

Questi colpi di stato soft, non si  concluderanno, i tentativi di colpi di stato sono sempre stati  fatti con forza, sono  corporativi  si vestono con i voti elettorali,con  preghiere e oratoria classista,    con quel loro modo disumano,  La nostra doppia morale e la nostra pigrizia  nel  formulare una propria analisi ci mettono nella posizione  di essere delle  marionette. Quello che fanno di noi è veramente  uno spettacolo  di merda. Continuiamo pure a dormire graziosamente.

Dentro ad alcune notizie,  si legge che è tornata Cristina! A dimostrazione che la militanza è in ogni momento e  con il suo popolo. Che cosa farà adesso  Macri e la sua orda di avvoltoi, perché questo è solo all’inizio.  La destra brasiliana e gli Sati Uniti che faranno adesso   perché 50 milioni di brasiliani che hanno votato per Dilma  non si lascino   ingannare così. Che cosa faranno  per zittirli?  Forse riempiranno di sangue le strade del Brasile? La Rivoluzione Bolivariana è  ora e sempre resistenza.

500 anni di invasioni e genocidi e  non hanno potuto con  i La Patria Grande, e  non sarà  adesso che la vinceranno.

Tradotto da Paolo Mauricio Bottigelli

Categorie: Opinioni, Politica, Sud America
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