Il New York Times, Milagro Sala, Obama e Macri

27.03.2016 - Luis Ammann

Quest'articolo è disponibile anche in: Spagnolo, Tedesco

Il New York Times, Milagro Sala, Obama e Macri

Il New York Times è il quotidiano simbolo degli Stati Uniti d’America ed è dotato di una relativa indipendenza dal governo, col quale si è scontrato in diverse occasioni. Forse il caso più conosciuto a livello internazionale è stata la pubblicazione delle “carte del Pentagono”, documenti che provano che il governo aveva mentito ai cittadini -come continua a fare in modo sistematico- rispetto al ruolo avuto in Vietnam prima e durante la guerra. Ha avuto un ruolo evidente anche nella divulgazione delle informazioni fornite da Edward Snowden, rivelando il controllo mondiale degli Stati Uniti mediante dati estratti dall’Agenzia di Sicurezza Nazionale. Di certo, il NYT è molto più di questo, ma oggi desideriamo soltanto fare una presentazione sommaria per commentare ciò che c’interessa: una nota politica con pochissimi nomi propri, tra cui svetta quello di Milagro Sala, la prima donna detenuta politica arrestata dall’attuale governo argentino.In una nota inerente la visita in Argentina del presidente nordamericano Barack Obama, il New York Times ha rimarcato che “il governo di Macri sta minando i diritti umani e le istituzioni democratiche” e, tra gli altri esempi, ha fatto riferimento all’arresto della dirigente sociale Milagro Sala.

“Durante il viaggio in Argentina questa settimana – si legge- è poco probabile che il Presidente Obama faccia visita a Milagro Sala. Nota attivista sociale della provincia di Jujuy, sita al nordovest del paese, Sala è stata arrestata a gennaio su richiesta del governatore Gerardo Morales, uno degli alleati politici del nuovo presidente Mauricio Macri.” Così esordisce il NYT. E continua: “ Il suo arresto – quello di Milagro- ha generato una protesta internazionale; Papa Francesco, le Nazioni Unite e Amnesty International hanno espresso la propria preoccupazione al riguardo. Ma non la Casa Bianca: annunciando la propria visita in Argentina, Obama ha ringraziato Macri per “i contributi dati in difesa dei diritti umani nella regione”.

Più avanti aggiunge: “una visita presidenziale in Argentina che ignora come il governo di Macri stia minando i diritti umani e le istituzioni democratiche -offrendo al contrario elogi privi di consistenza sulle proprie politiche- sarà interpretata correttamente come un ritorno al passato”.

Successivamente continua a parlare della leader della Túpac Amaru: ”l’arresto di Milagro Sala spiega bene il nuovo obiettivo della mano dura del governo argentino. La sua organizzazione ha giocato un ruolo importante offrendo alloggi, lavoro e istruzione a gruppi socialmente emarginati. Sala è stata arrestata per aver guidato una protesta di lavoratori di cooperative, disoccupati e indigeni in una delle province più povere del paese. Successivamente, è stata accusata di malversazione di fondi pubblici. Tale inchiesta giudiziaria deve seguire il proprio corso ma il rispetto delle procedure giudiziarie esige che, nel frattempo, ella non sia in  carcere”.

“Tale arresto arbitrario si verifica nel contesto di una serie di misure adottate dall’amministrazione di Macri che hanno indebolito lo Stato di diritto adducendo il pretesto della sicurezza, della libertà economica e della guerra alla droga”.

L’articolo tocca altre tematiche di fondo e mette a nudo il profilo autoritario e crudele del presidente argentino e la politica neoliberale che ha iniziato a intraprendere, sebbene in questo paese essa abbia ripetutamente fallito.

Fonte: New York Times, 24 Marzo 2016

 

Traduzione dallo spagnolo di Cristina Quattrone

 

Categorie: Cultura e Media, Diritti Umani, Nonviolenza, Sud America
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