“Libertà per Milagro Sala”

Nella mattina odierna, il Comitato Autoconvocados en Roma, organizzazione promossa da argentini residenti nella Capitale, ha preso parte all’udienza papale al fine di consegnare una lettera al Santo Padre.

“Caro Padre Jorge – esordisce la lettera – ci dirigiamo a Lei in occasione dell’anniversario dei 40 anni del colpo di stato civico-militare”.
Autoconvocados en Roma nasce per rinnovare l’impegno per la Memoria, Verità e Giustizia
“Siamo un gruppo di argentini – prosegue il testo – che vivono in Italia da anni, molti di noi vittime dell’ultima dittatura militare. In quel periodo buio della nostra Patria, abbiamo visto morire i nostri familiari, siamo stati sequestrati e torturati, costretti a lasciare il nostro paese e, a causa di questi fatti, giungere esuli a Roma.”
“Intendiamo esprimerle la nostra più profonda angoscia per la detenzione di Milagro Sala, dirigente del movimento sociale Tupac Amaru e deputata del PARLASUR, ingiustamente privata della sua libertà, poiché accusata di “istigazione a commettere delitti”. È noto l’impegno di Milagro Sala a favore delle popolazioni di Jujuy, affinché possano godere a pieno dei diritti fondamentali. Per usare le sue parole, Santità, le attività dell’organizzazione guidata da Milagro Sala sono l’affermazione della formula “Terra, tetto e lavoro”, l’imperativo fondamentale che orienta i movimenti sociali e popolari. La detenzione di Milagro Sala, a nostro avviso, costituisce un evidente tentativo di criminalizzare il diritto alla protesta e alla libertà di espressione.”. In tal senso, il Comitato si è rivolto al Pontefice chiedendo di “intercedere affinché Milagro Sala recuperi la sua libertà, così come la dignità di persona e di cittadina.”
Autoconvocados en Roma ha espresso viva preoccupazione per la direzione che sta prendendo la politica per i diritti umani. “Osserviamo che il nuovo governo sta smobilitando questa politica, considerata un esempio a livello internazionale. In tal senso, ci allarma la rimozione, attraverso un decreto, del Presidente dell’Archivio Nazionale della Memoria, Horacio Pietragalla, “nieto” ritrovato, che, nell’esercizio delle sue funzioni, ha raccolto dati sensibili e informazioni che, negli anni, sono state fornite dalle vittime dei crimini di lesa umanità: dati preziosi per la ricostruzione della Verità.”.
“Nella speranza che possa aiutare la nostra amata Argentina – si conclude la missiva – La salutiamo con rispetto ed affetto, con la convinzione che un paese senza memoria è un paese senza futuro.”