Brutali statistiche di un sistema sociale chiuso. Proposte umaniste

03.02.2016 - Víctor Piccininni

Quest'articolo è disponibile anche in: Spagnolo, Francese, Greco

Brutali statistiche di un sistema sociale chiuso. Proposte umaniste
(Foto di https://lacrisisquepagamoslaclasetrabajadora.wordpress.com/tag/manuel-leon/)

Gli economisti ci bombardano con i numeri. I freddi ingranaggi di un sistema economico mondiale rilasciano statistiche che pochi capiscono. Tale sistema sta esplodendo. O è già esploso e stiamo assistendo al suo collasso. Ai fini di questa riflessione, è la stessa cosa. I numeri delle statistiche traducono situazioni disumane di fame, malattie, guerre, migrazioni. In sintesi, traducono l’aumento di violenza, dolore e sofferenza umana.

Quale sarà il limite della sua caduta? È difficile da prevedere. Come reagire al collasso? Vale la pena fare una minima riflessione sul tema. Questo scritto, oltre a proporre un’interpretazione di alcuni numeri, vuole anche promuovere la mobilitazione di intenzioni.

L’ultimo aggiornamento delle statistiche globali sulla distribuzione della ricchezza nel mondo genera stupore e indignazione:

  • il ricco 1% della popolazione mondiale possiede più ricchezza del 70% più povero (anno 2015).

La sproporzione di questa distribuzione è andata aumentando negli ultimi anni. Si stima che questa tendenza continuerà:

  • Nel 2011, questo 1% possedeva la stessa ricchezza del 50% più povero.
  • Si calcola che entro il 2020 l’1% possiederà più ricchezza rispetto al restante 99% (a meno che non accada qualcosa che possa modificare la tendenza). [i]

Se si analizzano i freddi numeri relativi agli ultimi 50 anni, si ha la conferma di tale tendenza. Si potrà dire che in questi cinquant’anni ci sono stati realizzazioni e sviluppi positivi. Molti, certo. Un’occhiata in giro per l’America Latina lo conferma. Molte situazioni sono migliorate. È un aspetto “progressista”. Ma l’idea di fondo di questa nota si riferisce al “sistema” nel suo complesso, non a singole particolarità all’interno del sistema mondiale. All’umanità nel suo complesso. Una Umanità che per la prima volta nella sua storia si ritrova interconnessa. Un “sistema chiuso in se stesso” che ha come valore fondamentale il potere e il denaro. Questo “sistema chiuso” impone le stesse leggi in tutto il pianeta. Indipendentemente dalla posizione geografica o ideologica.

Torniamo alle statistiche. Ci sono diversi punti di vista per interpretarle. C’è chi vede questi numeri come un qualcosa di “naturale” nella vita dell’umanità. Per semplificare, sono quelli che dicono: ”ci sono sempre stati ricchi e poveri, violenza, guerre e ingiustizia. Questa situazione continuerà all’infinito… “. Altri le interpretano come un segno che il “sistema” può essere migliorato, si devono solo modificare alcuni meccanismi oggi distorti perché il progresso raggiunga tutti gli abitanti del pianeta (atteggiamento diffuso tra l’1% che detiene il potere economico e quanti lo sostengono). La famosa teoria neo-liberale dell’effetto ricaduta… che non arriva mai.

Altre analisi, più strutturali e globali, interpretano queste statistiche come la fine di un ciclo storico. Una “grande delusione il grande fallimento di una società che, nonostante tutte le risorse a sua disposizione, non riesce a risolvere i problemi fondamentali di salute, habitat e educazione per tutti i suoi abitanti. Per la prima volta nella storia umana, questo sistema è planetario. Non ci sono civiltà isolate che, come in altri tempi, coesistevano o si sostituivano l’una all’altra. Come tutti i sistema chiusi ha una durata limitata. Non è perfettibile. Soccombe all’aumento di entropia. Dal suo stesso seno dovrà sorgere il germe di una nuova civiltà.

Quali sono le tendenze che emergeranno una volta che la “grande delusione” avrà raggiunto il proprio limite? Cosa rimarrà in piedi per fare da trampolino di lancio per un nuovo ciclo?

Niente e nessuno che rifletta o si poggi sui valori dell’attuale sistema potrà essere in grado di adempiere a questo compito. Né chi illusoriamente crede di aver trionfato, né chi, dopo il fallimento, illusoriamente crede nel successo futuro all’interno dello stesso sistema.

Un nuovo ciclo emergerà quando i fattori e i valori che sottendono l’attuale sistema saranno respinti con forza dalle nuove generazioni in ascesa. Quando gli aspetti più evolutivi della società e degli esseri umani faranno da guida e riferimento. Così ci dice la storia umana. Questi valori sono: l’umanesimo, la non-violenza, la compassione, la profonda riconciliazione, il rispetto per la diversità culturale e l’amore per tutta l’umanità senza discriminazione alcuna.

Per meglio comprendere, rivolgiamoci all’opera di Silo [ii]. Particolarmente al suo libro “Lettere ai miei amici”. Riferendosi al modo di superare la crisi di questo sistema chiuso, dice:

Il risultato è che in un sistema chiuso non ci si può attendere altro che la meccanica che porta al disordine generale. Un tale sistema presenta infatti questo paradosso: se si cerca di mettere ordine al disordine crescente, il disordine tenderà ad aumentare. Non c’è altra via d’uscita che rivoluzionare il sistema, aprendolo alle diverse necessità e aspirazioni umane. Posto in questi termini, il tema della rivoluzione acquista una grandezza inusitata ed una forza che non poteva avere nelle epoche precedenti“.(Silo, settima lettera ai miei amici).

Fin qui un’analisi dal punto di vista storico e sociale. Ma, dal punto di vista personale, cosa possiamo fare per uscire da questo caos distruttivo e violento al quale ci conduce l’attuale sistema chiuso? Come possiamo contribuire, a partire dalla nostra vita quotidiana, con le migliori tendenze evolutive, oggi disperse? Alcuni suggerimenti, anche ispirati dal messaggio di Silo, ci possono aiutare:

  • Rifiutare, denunciare e fare il vuoto intorno alle pratiche violente.
  • Cominciare a “trattare gli altri come vorremmo essere trattati”.
  • Porre l’essere umano come valore centrale, al di sopra di qualsiasi altro valore (soldi, politica, religione, Stato, modelli o sistemi sociali).
  • Opporsi a tutte le forme di discriminazione.
  • Sancire una fiera resistenza contro tutte le forme di violenza fisica, economica, razziale, religiosa, sessuale, psicologica e morale.
    • Cercare di dare coerenza alla nostra vita facendo coincidere ciò che pensiamo, sentiamo e facciamo.
    • Aspirare a un mondo senza violenza, dove tutti gli esseri umani vedano soddisfatte le loro esigenze di salute e istruzione.
  • Sostenere con decisione i progetti che promuovono il disarmo sia nucleare che convenzionale. 
  • In sintesi, aspirare ad un mondo culturalmente diverso, mutualmente unito: la Nazione Umana Universale.

Ovviamente, molte altre proposte potrebbero aggiungersi. A titolo di esempio, queste sono sufficienti. Queste idee riflettono una scala di valori totalmente diversa dai valori del sistema attuale. Non sono un “restyling” utile a semplicemente migliorare l’attuale sistema. Si possono applicare nella vita quotidiana. Possono cominciare ad occupare uno spazio importante nel nostro immaginario quotidiano. La loro attuazione non dipende da fattori alieni da noi stessi, ma contribuiscono a trasformare e superare il dolore e la sofferenza personale e sociale. In tutto il mondo, molta gente comincia a sostenerle. Possono far crescere i modelli sociali più evoluti. Possono aiutare a modificare le statistiche correnti e lasciarsi alle spalle un sistema violento che soccombe.

[i] Fonte delle statistiche: OXFAM (www.oxfam.com)

[ii] silo: pensatore, scrittore e guida spirituale. Vedere il suo lavoro su www.silo.net

Traduzione dallo spagnolo di Giuseppina Vecchia per Pressenza

Categorie: Diversità, Economia, Nonviolenza, Opinioni
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