A Sua Santità, Papa Francesco, Jorge Mario Bergoglio,

Il prossimo 27 di febbraio Lei incontrerà il nuovo Presidente dell’Argentina, Mauricio Macri, nell’ambito delle relazioni che tradizionalmente legano il Vaticano all’Argentina.

Disgraziatamente le notizie sul “nuovo corso” intrapreso dal nuovo governo argentino preoccupano e inquietano: un’ondata di licenziamenti nel settore pubblico, tagli alle spese sociali per decreto, arresti di sindacalisti.

In particolare è inquietante, a Jujuy, la campagna di accuse ed insinuazioni nei confronti di Milagro Sala, parlamentare del ParlaSur, leader sociale riconosciuta, benefattrice delle persone meno abbienti e, soprattutto, dirigente della Tupac Amaru, un raro esempio di realizzazione di opere sociali (costruzione di case, scuole ed ospedali) in una delle zone più povere del paese.

Milagro Sala è stata per ben due volte accusata dal nuovo governatore di Jujuy, Morales, prima di istigazione a delinquere per le manifestazioni di protesta che si svolgevano davanti alla sede del governo, poi di distrazione di fondi. Ora è piuttosto anomalo che un avversario politico presenti denunce su temi che riguardano inchieste di polizia (che non ci sono state) e istruttorie giudiziarie (che si sono messe in moto successivamente).

Il caso di Milagro Sala è stato immediatamente identificato da Amnesty International come un caso politico e numerose iniziative di protesta si sono succedute da parte di deputati italiani ed europei e di personalità del mondo politico e religioso latinoamericano e della cultura internazionale. In particolare, in Argentina, un settore della Chiesa Le ha chiesto di non ricevere Macri fino a che non verrà liberata la deputata; il Presidente della Pastorale Sociale della Conferenza Episcopale Argentina, il Vescovo Jorge Lozano, si è offerto come facilitatore del dialogo con il governo. Per favorire questa istanza di dialogo il 2 febbraio la Tupac Amaru e le altre organizzazioni sociali di Jujuy hanno sospeso l’“acampada” che è stata all’origine del conflitto e della prima denuncia.

Le chiediamo dunque di parlare col Presidente Macri per sollecitare la liberazione della Deputata Sala e fargli presente che la comunità internazionale è attenta a eventuali ritorni di autoritarismo e pratiche illegali in Argentina.

Con ogni migliore augurio, cordialmente,

Francesco Cecchini

 

Primi firmatari:

Onorevole Giovanna Martelli

Olivier Turquet, Redazione Pressenza Italia

Anna Polo, Mondo senza Guerre e senza Violenza

Alfredo Llana, presidente associazione Italianisudamericani

Paolo D’Arpini, presidente della Rete Bioregionale

Angelo Baracca, saggista e professore universitario

Diana Caggiano, Grupo de Argentinos en Italia por la Memoria la Verdad y la Justicia

Natascia C.Z. -Umanisti Cremona

Sol Capasso, Associazione Latinoamericana di Cremona

Leopoldo Salmaso, medico

Dario Lo Scalzo, Redazione Pressenza Italia