“Io, imprenditore, ecco come mi sono salvato dalle banche”

02.02.2015 - Il Cambiamento

“Io, imprenditore, ecco come mi sono salvato dalle banche”
(Foto di TGregione.it)

Ha scritto un libro e ha colto talmente tanto nel segno da trovarsi nella necessità di ristamparlo. Si intitola “Salvarsi dalle banche”, dunque non ci sono ambiguità nel messaggio. E ad essere emblematica è la sua storia, esperienza e disavventure dalle quali ha tratto quanto poi ha riportato sulla carta. “Voglio che tutti sappiano, solo così ci si libera dalla schiavitù” dice Giuseppe Alunni.

Lui, Giuseppe Alunni, ha 55 anni ed è ternano; alle spalle una famiglia di imprenditori, lui stesso impegnato nell’azienda di famiglia dal 1978, nel campo delle forniture industriali.

La sua “disavventura” con le banche comincia quando l’istituto di credito di riferimento gli dice che il fido è troppo alto e che i crediti non rientrano abbastanza velocemente. I costi per l’indebitamento sono sempre più alti per l’azienda, che comunque continua ad andare bene. Eppure la banca “succhia” linfa vitale. “All’epoca mi capitò di leggere la storia di una donna che aveva ottenuto dalle banche un risarcimento milionario per anatocismo e usura – spiega Alunni – Prendo contatto con un’associazione che segue queste problematiche e scopro un’Italia che si difende, imprenditori che non si rassegnano. Scopro che si occupano dei balzelli e delle truffe che si nascondono in tutte le forme tecniche che intratteniamo nei rapporti bancari: conti correnti, mutui, leasing, derivati, carte di credito, swap. Un’emorragia che dissangua imprese, famiglie e contribuenti. L’illecito nell’applicazione d’interessi e more coinvolge anche gli enti pubblici”. Forte di questa acquisita consapevolezza, Alunni non molla e comincia a giocare all’attacco anziché in difesa. Comincia a far presente alla banca che sa che nei loro mille calcoli complicati lui ha capito che qualcosa non va, che certi interessi possono essere riconducibili al reato di usura. E in questo è supportato da due avvocati con le spalle larghe.

“Sono entrato a conoscenza degli illeciti quando i conti hanno cominciato a non tornare. Avevo la consapevolezza che la mia azienda stava andando bene, eppure c’era qualcosa che non andava, la liquidità veniva deviata verso altre destinazioni, nella gestione finanziaria era l’inghippo. A quel punto ho agito con urgenza, ho tagliato i costi improduttivi, ho ridotto l’indebitamento e ho guardato i conti. Spesso i consulenti finanziari propongono polizze. Ma conviene invece farsi fare una perizia econometrica su conti e mutui, in modo da avere un’idea dei guai finanziari al netto di quanto sottratto con l’usura. Peraltro così diventi meno attaccabile da manovre di richieste di rientro e pressioni indebite. Quando ho fatto esaminare i miei rapporti mi si è aperto un mondo. Tre Leasing, quattro mutui, dodici rapporti tra conti correnti e anticipi fatture e ricevute bancarie: non ne ho trovato uno che non avesse qualche inghippo. Quindi bisogna liberarsi da questa schiavitù, altrimenti per l’azienda non esiste salvezza”.

Sembra quasi impossibile anche solo pensare che possano essere le banche stesse a macchiarsi del reato di usura, “invece è possibili” dice Alunni. “Per la nostra legislazione è ancora un reato grave e la lobby bancaria sta facendo pressione per derubricarlo. L’ultima vergogna da parte del governo è stato il tentativo di rendere legittimo il calcolo degli interessi sugli interessi, il cosiddetto anatocismo, in Italia vietato dal codice civile dal 1942”. Nomi Alunni non ne fa, se ne guarda bene. “Sto trattando con istituti bancari per rientrare di quanto mi hanno indebitamente portato via, quindi devo mantenere la riservatezza. Inoltre facendo nomi si rischiano querele per diffamazione. Mi sto accorgendo che gli istituti di credito non hanno alcun interesse a finire in tribunale e quindi molto spesso tutto si conclude per via transattiva o in mediazione”.

Alunni cita poi nel suo libro a quali “minacce ho dovuto far fronte – spiega – iscrizione a sofferenza, revoca dei fidi, scomunica a vita dal sistema bancario”. “Le banche praticano un commercio, sono negozi finanziari e sanno che un brutto accordo è meglio di una causa. Inoltre in giudizio possono emergere ulteriori elementi che possono aggravare la posizione della banca: nullità dei contratti, danni morali e da lucro cessante e danno esistenziale. Quindi se uno si mostra deciso e informato, quasi sempre trattano”.

“Bisogna innanzitutto munirsi di perizia econometrica, trovare un avvocato specializzato in materia, sempre guardandosi da soggetti che già fanno mercato, come procacciatori, venditori di perizie, imbonitori, profeti dell’antiusura, che fanno firmare contratti capestro ai malcapitati – prosegue Alunni – Poi occorre agire con prudenza prima sulle banche meno strategiche, poi sulle più importanti. E’ bene mostrarsi preparati, acquisire nozioni di base sulla normativa bancaria, non aver paura di parlare con funzionari e direttori. Quando la banca e i funzionari sanno di avere torto alzano la voce. State attenti alle provocazioni, esistono tecniche per far perdere la calma. Cercate di farla perdere a loro. Nel mio libro ho inserito suggerimenti specifici”.

Alunni mette anche in guardia dai “finti salvatori”.

“Purtroppo esistono loschi figuri che intercettano vittime di usura, le raggirano con false prospettive di recupero, chiedono somme assurde sul recuperato che garantiscono con illusorie assicurazioni. Salvo poi tirarsi indietro quando la persona, già vessata, è a corto di denaro per difendersi, avendo mal speso gli ultimi soldi per strumenti peritali poco solidi. Le esche sono spesso procacciatori poco seri, mezze figure, ex mediatori finanziari con pregressi non limpidi nel campo bancario. Detto ciò, onore a tecnici, legali, imprenditori ed associazioni che, spesso anche con grandi sacrifici e rischio personale, si dedicano disinteressatamente alla lotta a questo vergognoso fenomeno. La giurisprudenza cammina fortunatamente a grandi passi, le ultime sentenze favorevoli alle vittime costringono gli istituti di credito a risarcimenti che in un caso sono arrivati ad otto milioni di euro. Ed ancor più interessante è il recepimento in giudizio del risarcimento per danno esistenziale ad una vittima di usura bancaria, primo caso in Italia. Nel campo della contrattualistica poi, quando si chiedono alle banche i contratti di apertura di conto, si trovano spesso cose assurde: contratti stipulati con normative vecchie di oltre trenta anni, con nullità di tutti gli interessi pagati, clausole vessatorie, tassi non indicati, polizze non sottoscrivibili per scarsa propensione al rischio del sottoscrittore. Insomma, spesso la clausola interessi è nulla già per irregolarità contrattuale. Interessantissima poi la sentenza 350 del gennaio 2013, che rende nulla la clausola interessi su mutui e leasing qualora la somma di tasso e tasso di mora sia superiore al tasso soglia; strumento importante per le famiglie, che possono chiedere sul mutuo l’annullamento degli interessi pagati e di quelli futuri”.

Giuseppe ha fatto da apripista; chissà che non ci siano altri, esasperati e determinati, a provare a mettere in discussione il sistema!

Il libro, edito da Intermedia, è disponibile presso l’associazione ‘’Articolo 20’’per l’educazione finanziaria e la lotta all’usura bancaria, tel. 0744300160/305349, fax 0744303732. Oppure potete scrivere una mail a g.alunni@alunnibalilla.com se avete bisogno di chiedere aiuto.

Categorie: Economia, Europa, Opinioni
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