Processo Quirra: un passo avanti e due indietro, valium e champagne. Riuscirà la montagna a partorire il topolino?

15.07.2014 - Redazione Italia

Processo Quirra: un passo avanti e due indietro, valium e champagne. Riuscirà la montagna a partorire il topolino?
(Foto di http://www.megachip.info)

Venerdì 11 luglio 2014. La stampa dà notizia del balzo di carriera del giudice delle udienze preliminari Nicola Clivio, che dal tribunale di Lanusei passa al prestigioso CSM. Lo stesso giorno il giudice si decide a mettere  fine alla fase delle udienze preliminari che ha protratto per due anni, lungaggine da record. Il neopromosso con due rapide risoluzioni compie la quadratura del cerchio, offre a tutti un contentino o contentone, valium o champagne.

1. Il non luogo a procedere per 12 indagati (un tenente, un sindaco, tre alti gradi della commissione Difesa, quattro docenti dell’università di Siena e uno di Cagliari, due periti SGS, colosso dell’impero Finmeccanica Fiat) affossa il complessivo impianto accusatorio del pm Fiordalisi, sancisce la bontà della “scienza di Stato” che dal 2002 riesce a non trovare traccia di contaminazione nel poligono della morte, a non vedere morti, malati e alterazioni genetiche. La verità della scienza di Stato è garantita dal perito Mariani, scelto dal gup Clivio per l’ennesima indagine inutile e sballata in partenza, come rimarcano i consulenti scientifici delle parti civili e il pm Fiordalisi.

2. Il rinvio a giudizio degli otto comandanti del poligono avvicendatisi dal 2002 al 2012 finalmente tronca  la prassi dell’impunità goduta dalle Forze Armate, rompe la trincea della segretezza garante della loro irresponsabilità, concede un  balenio al sogno che giustizia potrà essere fatta e seda l’indignazione dell’opinione pubblica.

L’Avvocatura di Stato preannuncia che il capo d’accusa contro i generali sarà  fortemente ridimensionato: per male che vada sarà un processo per omissione di recinzione e cartelli di divieto d’accesso.

La montagna partorirà il topolino? Il processo, conquistato con una lotta popolare senza tregua durata quattordici anni, nasce monco e sterilizzato sotto la mannaia della prescrizione.  Il decreto 91 dello scorso 24 giugno, ribattezzato anche nella penisola “decreto salva Quirra, salva inquinatori”, in discussione in questi giorni al Senato, cancella per legge la contaminazione aumentando vertiginosamente i valori soglia delle sostanze tossiche e nocive. I 130 kmq sottoposti da oltre mezzo secolo a schiavitù militare saranno interdetti per sempre alle tradizionali attività agropastorali e turistiche.

Impedire l’avverarsi della previsione è necessario e possibile, è compito individuale e collettivo da assumere subito. Alcune azioni hanno carattere d’urgenza: intensificare la pressione su Senato e governo contro il decreto salva Quirra; mobilitazione per la costituzione di parte civile, non solo delle persone colpite dalla “sindrome di Quirra”, ma anche di tutti i potenziali esposti ai veleni del poligono, turisti occasionali compresi e soprattutto di tutti i sardi (persone, famiglie, istituzioni, comitati ecc ) in quanto titolari del diritto garantito dalla Costituzione di vivere in un ambiente salubre. Un pool di avvocati di parte civile sta preparando la modulistica necessaria, da presentare entro il 23 settembre. Trascineremo l’Italia davanti ai tribunali internazionali per rispondere dei crimini contro il popolo sardo.

Comitato Gettiamo le Basi, Comitato Amparu, Famiglie militari uccisi da tumore, Comitato Su Sentidu.

Prossimo appuntamento. Gettiamo le Basi e A Manca pro s’Indipendentzia indicono:

Sabato 19 luglio, ore 10, Decimomannu, fronte base militare, SIT IN per dire

BASTA alla complicità della Sardegna nel genocidio del popolo palestinese.

NO all’uso della Sardegna come centro d’addestramento delle forze armate d’Israele.

Categorie: Comunicati Stampa, Europa, Pace e Disarmo
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