Completata l’installazione delle tre parabole, il MUOS ha vinto

27.01.2014 - Dario Lo Scalzo

Completata l’installazione delle tre parabole, il MUOS ha vinto
(Foto di Mamme No Muos)

 

Il MUOS ha vinto! Con la costruzione della terza parabola, montata nella notte tra il 26 e 27 gennaio, l’impianto MUOS si erge ormai possente all’interno della riserva naturale della Sughereta di Niscemi. Sì, il MUOS vince e tutti noi ne usciamo sconfitti, individualmente come esseri umani, collettivamente come comunità di cittadini e come società civile. Vincono così l’interesse dei poteri forti, la guerra, la politica dell’anti-popolo; vincono il sopruso e la cupidigia ai danni dei diritti e della democrazia, vincono l’affarismo e le strategie belliche ai danni della sovranità popolare. Vince il non senso contro la lunga protesta portata avanti da anni con caparbietà, cuore e amor patrio dal buon senso popolare.

In questo quadro nero, come l’umore del popolo No Muos e di pochi altri cittadini italiani informati, quello che fa male è inoltre la vittoria del silenzio e di un complice blackout mediatico. Ma guardando i tre mostri eretti all’interno di quella che lo Stato italiano considera una riserva naturale protetta con divieto assoluto di edificabilità, oggi devastata e sventrata in nome della scienza della violenza, permane, almeno per oggi, anche un altro silenzio, quello interiore, quello dell’impotenza e quello della delusione.

E’inutile ripercorrere con la mente e la memoria le farse e i voltafaccia portati avanti dalla politica nazionale e da quella regionale, è inutile altresì aggrapparsi ai pareri di illustri esperti della materia o a quello di organi competenti dello stesso Stato italiano che hanno evidenziato scientificamente la pericolosità delle mega antenne, inutile rievocare gli intrecci neppure tanto loschi tra istituzioni e diplomazia statunitense, perché oggi, per l’ennesima volta hanno perso lo stato di diritto e la democrazia e questo è sufficiente per sancire la gravità di un agire politico che penalizza e lede la dignità di cittadini e frantuma il rispetto della persona.

Della vicenda MUOS rimane però la forza della condivisione e dell’unione di tanta gente federatasi intorno ad una causa comune, rimane l’energia della lotta contro lo status quo e l’apertura a nuove maniere di intendere il vivere sociale. Oggi portiamo a casa tutto questo, che non è poco e che anzi rappresenta, lo speriamo, l’inizio di un nuovo paradigma di rettifica dei comportamenti individuali e sociali e che forse tra alcune generazioni ci porterà ad una maggiore umanizzazione di questa terra.

Le proteste popolari ripartiranno, la mobilitazione continuerà con vari incontri e manifestazioni pianificate sin dalle prossime settimane, la resistenza troverà e formulerà altri cammini per dare speranza al buon senso nella vicenda della base militare statunitense, ma, in senso lato, la via maestra, per la costruzione di un avvenire diverso e per evitare che altre vicende MUOS continuino a calpestare i nostri diritti di esseri umani, non può che essere rappresentata da un meticoloso e lento travaglio sociale che permetta di maturare nel tempo, magari attraverso una seria informazione, una concreta e vivace partecipazione attiva dei cittadini alla vita pubblica per l’affermazione dei propri diritti e delle proprie sovranità.

E allora non ci resta altro che attivarci davvero, tutti quanti, ognuno nel proprio ruolo, verso questo tipo di impegno di umanizzazione. Non consentiamo al sistema di farci isolare e di essere abbandonati a noi stessi socialmente.

Categorie: Ecologia ed Ambiente, Internazionale, Opinioni, Politica
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