Solidarietà, postuma, al giornalista Abbate

17.11.2013 - Alessandro Marescotti

Solidarietà, postuma, al giornalista Abbate
(Foto di video.repubblica.it)

 

Caro Nichi Vendola la tua calorosa autodifesa, in queste ore, “dal lurido” attacco che stai subendo forse è peggio della telefonata con Archinà.

Perché la visione di quel video che tanto ti ha fatto ridere, da farti sorgere l’esigenza di condividere il sollazzo con quel signore arrogante e violento, avrebbe dovuto invece farti sortire una immediata e pubblica solidarietà a quel coraggioso giornalista locale, Luigi Abbate, capace di insidiare Riva come pochi giornalisti – anche quelli strapagati – sono stati capaci di fare.

Il cronista locale Abbate era in quel momento capace, con la sola forza delle domande, a mettere Riva in una condizione di umiliante imbarazzo, come merita la sua violenta azione imprenditoriale.

Quel Riva, imbarazzato e braccato viene salvato solo dalla protervia del suo “guardiaspalle” che impunemente strappa il microfono e fa scudo col suo corpo alle legittime e coraggiose domande dello “sconosciuto” Abbate.

E tu, Nichi Vendola, cosa senti di fare? Ridere a crepapelle coi tuoi amici e telefonare per solidarizzare con una persona che ha compiuto un atto inammissibile e intollerabile che fa piangere di rabbia e non ridere di scherno?

Ci sta qualcosa di gravissimo in questo episodio che getta un’ombra indelebile sulla tua azione politica, perché quella telefonata – so che non ridevi dei tumori, ci mancherebbe – per ridere del povero cronista aggredito da Archinà la poteva fare i vari Berlusconi, D’Alema, Letta, Alfano, Renzi, Veltroni o tanti dirigenti regionali o locali di partito del nostro mediocre panorama politico, tutta gente notoriamente prona di fronte al potere economico ma tu no.

Tu avresti dovuto dare una lezione di libertà e di stile, avresti dovuto si dovuto chiamarlo visto che lo consideravi fino a quel momento una persona per bene ma per dirgli che mai più avrebbero dovuto rivolgersi a te e che essi dovevano pubbliche  scuse al giornalista, ai tarantini, ai democratici. Ancora più bello sarebbe stato se tu lo avessi detto in quella telefonata “rubata” dalle intercettazioni ma soprattutto se avessi compiuto un gesto pubblico quando qualche “idiota” tra le persone che ti consigliano a Roma ti ha fatto vedere quel filmato per riderci sopra.

Io non mi spiego, conoscendoti bene dal 1992, come mai tutto ciò. E tra qualche tempo anche tu capirai i danni incalcolabili sulla “Speranza” che tale tuo comportamento ha provocato. (GianCanuto)

 

http://video.repubblica.it/dossier/ilva-taranto/ilva-archina-strappa-il-microfono-al-giornalista/112523/110920

Categorie: Comunicati Stampa, Cultura e Media, Europa, Opinioni
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