Inizia il percorso internazionale per la messa al bando preventiva dei “robot killer”

18.11.2013 - Rete Italiana per il Disarmo

Con la decisione dello scorso venerdì a Ginevra, gli stati facenti parte della “Commissione sulle armi convenzionali” hanno deciso di discutere del tema della armi completamente autonomie nel 2014. Obiettivo della campagna internazionale “Stop Killer Robots” è quello di una messa al bando preventiva di questa pericolosa tipologia di armamenti, che potrebbe cambiare il volto della guerra. Negli scorsi giorni a Roma incontro tra la Premio Nobel Jody Williams e la Ministro degli Esteri Emma Bonino su questo tema.

 

Lo scorso venerdì gli Stati parte della “Convenzione sulle armi convenzionali” (CCW), riunitisi presso le Nazioni Unite a Ginevra, hanno adottato un documento contenente la decisione di convocare per il 13-16 maggio 2014 il loro primo incontro per discutere la questione relativa ai “sistemi d’arma autonomi e letali”. Una tipologia di armamenti nota anche come armi completamente autonome o “robot killer”.

Queste armi, in realtà, non sono ancora completamente sviluppate ma la tecnologia si sta muovendo rapidamente verso una crescente e preoccupante autonomia. La Campagna Internazionale “Stop Killer Robots” di cui anche la Rete Italiana per il Disarmo fa parte ritiene che i sistemi d’arma robotici non debbano prendere decisioni di vita o di morte sul campo di battaglia. Una situazione di questo tipo sarebbe intrinsecamente sbagliata, sia moralmente che eticamente. Lo sviluppo e l’uso di armi completamente autonome rischia di entrare in conflitto con il diritto umanitario internazionale, generando gravi preoccupazioni di ordine sociale anche solo per una possibile proliferazione oltre a numerose problematiche tecniche per il futuro che rendono assolutamente necessario un divieto preventivo su tal sistemi d’arma.

Un totale di 117 Stati è attualmente parte della CCW, incluse le nazioni note per essere già in stadio avanzato nello sviluppo di sistemi d’arma autonomi: tra esse gli Stati Uniti, la Cina, Israele, la Russia, la Corea del Sud e il Regno Unito. Definita come luogo d’incontro diplomatico internazionale nel 1980, questa Convenzione quadro è composta da cinque protocolli, inclusi il I Protocollo che vieta le armi a frammentazione, il II Protocollo che vieta l’uso di armi incendiarie lanciate in aree popolate ed il IV Protocollo che ha preventivamente vietato laser accecanti.

L’accordo per iniziare a lavorare all’interno della CCW potrebbe portare ad un futuro VI protocollo della Convenzione che vieti le armi completamente autonome. La campagna “Stop Killer Robots” supporta qualsiasi azione che affronti con urgenza le armi completamente autonome in qualsiasi ambito internazionale e legislativo idoneo. D’altro canto va comunque sottolineato come la decisione di iniziare a lavorare nella Convenzione sulle armi convenzionali non impedirà di  affrontare questo tema altrove, come ad esempio presso il Consiglio per i diritti umani.

L’accordo per avviare un processo internazionale di queste armi arriva a soli sette mesi dal lancio della Campagna internazionale, una coalizione globale di 45 organizzazioni non governative di 22 paesi coordinata da Mary Wareham di Human Rights Watch. La campagna chiede il divieto preventivo e globale dello sviluppo, la produzione e l’uso di armi completamente autonome.

Gli attivisti della Campagna presenti a Ginevra ringraziano l’Ambasciatore francese Jean-Hugues Simon-Michel che ha presieduto questo ultimo meeting della CCW e le riunioni che hanno portato all’adozione della decisione di intervenire sulle armi completamente autonome

Dal 30 maggio 2013, giorno in cui l’argomento è stato discusso al Consiglio dei diritti umani, ben 44 nazioni sono pubblicamente intervenute in merito alle  armi completamente autonome: Algeria, Argentina, Australia, Austria, Belgio, Bielorussia, Brasile, Canada, Cina, Costa Rica, Cuba, Ecuador, Egitto, Francia, Germania, Ghana, Grecia, Santa Sede, India, Indonesia, Iran, Irlanda, Israele, Italia, Giappone, Lituania, Madagascar, Messico, Marocco, Paesi Bassi, Nuova Zelanda, Pakistan, Russia, Sierra Leone, Spagna, Sud Africa, Corea del Sud, Svezia, Svizzera, Turchia, Ucraina, Regno Unito e Stati Uniti. Tutte le nazioni che si sono pronunciate hanno espresso interesse e preoccupazione per le difficoltà ed pericoli derivanti dall’uso di  armi completamente autonome.

Proprio in occasione della sessione CCW anche l’Italia ha iniziato a prendere una posizione su questo tema ed i nostri rappresentanti diplomatici a Ginevra hanno sottolineato proprio questa sede sia il luogo giusto per affrontare la questione confermando come l’Italia sia preparata a giocare una parte attiva.

Non a caso proprio a margine della riunione CCW il nuovo Rappresentante permanente d’Italia presso la Conferenza del disarmo a Ginevra, l’ambasciatore Vinicio Mati, ha ribadito come sia necessario intensificare gli sforzi a livello internazionale per mantenere alta l’attenzione sui problemi umanitari che potrebbero derivare dall’eventuale sviluppo di nuovi sistemi di armamento robotizzati in grado di agire al di fuori del controllo umano.

Un percorso che è solo partito e che va ancora ben strutturato: la Campagna Stop Killer Robots incoraggia quindi tutti i Paesi a prepararsi all’intenso e dettagliato lavoro del prossimo anno, sia all’interno della CCW che al di fuori del suo contesto. L’esortazione, che vale anche per l’Italia, è quella volta a sviluppare politiche nazionali adeguate rispondendo all’appello del relatore speciale delle Nazioni Unite sulle esecuzioni extragiudiziali che ha chiesto “una moratoria nazionale sulle armi completamente autonome”.

“Per la Campagna Stop Killer Robots in Italia questi ultimi giorni sono stati molto importanti – commenta Giuseppe Schiavello Direttore di Campagna Mine – con la presenza nel nostro Paese della Premio Nobel per la Pace 1997 Jody Williams, una delle portavoce della mobilitazione internazionale. Gli appuntamenti istituzionali che abbiamo costruito insieme a lei sono serviti a rendere chiara a Governo e Parlamento l’urgenza di azione su questo nuovo aspetto delle guerre future

La Premio Nobel per la Pace Jody Williams (insignita del riconoscimento per il suo lavoro sulle mine antipersona e testimonial della Campagna) ha nei giorni scorsi incontrato il Ministro degli Esteri Emma Bonino ed avuto un colloquio con il Presidente del Consiglio Enrico Letta, oltre ad essere stata ricevuta dal Presidente del Senato Pietro Grasso ed aver partecipato ad una riunione delle Commissioni Esteri e Diritti Umani del Senato. Tutti momenti importanti per chiedere all’Italia di lavorare in prima fila per un bando preventivo di questo tipo di armamenti.

“Siamo arrivati al punto in cui gli esseri umani stanno pensando di demandare a delle macchine il potere di tenere in vita o meno un’altra persona. Una situazione sconvolgente” ha dichiarato Jody Williams nel corso della sua visita in Italia. “Di questi sistemi automatici se ne progettano di piccoli come zanzare per spiare, pungere per prelevare campioni di Dna, inoculare veleni. Non è fantascienza. Ed è per questo che solo l’idea di uno sviluppo futuro deve toccare le nostre coscienze e smuovere il nostro senso etico” conclude la Williams.

Categorie: Comunicati Stampa, Europa, Pace e Disarmo
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