Armi chimiche in Siria: le opinioni di un esperto sul rapporto ONU

09.10.2013 - Pressenza Hong Kong

Quest'articolo è disponibile anche in: Inglese

Armi chimiche in Siria: le opinioni di un esperto sul rapporto ONU

Durante lo studio del rapporto ONU sull’uso di armi chimiche (CW) a Ghouta, in Siria, mideastreshuffle.com ha chiesto il parere di un gran numero di esperti ed altri che hanno offerto osservazioni approfondite. I risultati sono stati pubblicati in un articolo intitolato: Questions Plague UN Report on Syria.

Se si vuole saperne di più sul Sarin e su altri gas nervini usati in guerra, difficilmente si può trovare un posto migliore dell’Iran, un paese che ha sofferto direttamente, e ripetutamente, per l’utilizzo da parte dell’Irak di armi chimiche durante la guerra 1980-88  fra i due paesi.

Nello stesso Iran, pochi sono più qualificati del dott. Abbas Foroutan per parlare di Sarin e di altri gas nervini. I suoi articoli del 2004 sono stati recensiti in Neurology dal col. Jonathan Newmark del Chemical Casualty Care Division, istituto di ricerca medica sulla difesa chimica dell’esercito USA.

Il recensore si riferisce al lavoro del dott. Foroutan come “le uniche descrizioni cliniche di prima mano di vittime di agenti nervini in battaglia nella letteratura del mondo„ e il lavoro è considerato un contributo importante alla comprensione da parte di USA e Nato della terapia e cura delle vittime della guerra chimica:

L’erudita lezione di Foroutan ci conferma che una solida procedura di evacuazione, affiancata ad adeguato e tempestivo trattamento dell’avvelenamento da gas nervino, potrà salvare molte più vite su futuri campi di battaglia.”

Su nostra richiesta, il dott. Foroutan ha esaminato il rapporto ONU sulla Siria e ci ha fornito alcuni spunti critici, affrontando le questioni del campionamento ambientale e umano condotto a Ghouta dagli inquirenti delle Nazioni Unite.

Sulla base della sua eccezionale esperienza di vittime di gas nervino, il dott. Foroutan ha sottolineato grosse irregolarità nei sintomi riscontrati tra i pazienti di Ghouta:

1. Il gas Sarin non causa infiammazione dell’occhio. Abbiamo osservato molti casi durante la guerra dell’Iraq contro l’Iran e le vittime presentavano solo un breve e temporaneo arrossamento degli occhi. Qui, nel 22% dei casi, l’infiammazione è ancora presente dopo 5-7 giorni.

2. Miosi [pupille ristrette] sono state osservate nel 14% dei casi mentre il disorientamento è stato osservato nel 39% dei casi. Questo rapporto tra le due percentuali non è logico. È obbligatorio che le tabelle, complete di dati grezzi dei pazienti, siano rese pubbliche, in modo da poter calcolare l’indice di correlazione fra i segni ed i sintomi di questo e di altri casi.

3. Per quanto riguarda il 19% di convulsioni riferite: le dichiarazioni delle vittime stesse non sono accettabili in quanto essi erano in stato di incoscienza al momento delle convulsioni. A meno che non sia una terza persona a riferire delle convulsioni nella vittima, questi rapporti sono inaffidabili.

4. La prescrizione di atropina: questo farmaco è l’antidoto d’elezione in caso di esposizione al Sarin e se ne viene assunta una grande quantità rapidamente e per via endovenosa, si potrà salvare il paziente. Il rapido recupero di un caso grave grazie ad un’alta dose di atropina suggerisce che il paziente è stato esposto ad una sostanza simile al gas nervino [sarin]. Purtroppo le informazioni fornite sono molto incomplete e non è stato evidenziato in che modo esattamente i pazienti abbiano reagito a questa cura.

5. Segnalare i segni vitali come la frequenza cardiaca e la pressione del sangue, che a causa del Sarin diventano tipicamente lenti e deboli per poi, successivamente all’assunzione di atropina, tornare a salire, rappresenta un altro segno diagnostico importante che purtroppo non è stato registrato nei documenti relativi ai pazienti. Un altro segno importante che non è stato menzionato è l’auscultazione di “dispnea” nei polmoni delle vittime, simile al rumore proveniente da un paziente asmatico. Questa omissione non è normale.

6. L’attività di un enzima chiamato “acetilcolinesterasi” nel plasma e nei globuli rossi si riduce enormemente con gas nervini come il Sarin; e si riattiva (ri-sintetizza) dopo settimane fino a tornare normale. Il Sarin è un inibitore dell’acetilcolinesterasi. Esperti in tutto il mondo sono ben informati dell’importanza di questi dati di laboratorio [segnalazione dell’attività enzimatica]. Durante la guerra Iran-Iraq, al centro di emergenza di prima linea la sua misurazione era per noi un test diagnostico di routine. La cosa importante è che nei casi da moderati a gravi, diminuisce fortemente senza eccezione. Perché questo esame non è stato fatto?

7. L’affermazione secondo la quale molecole di sarin sarebbero state identificate una settimana più tardi nei campioni biologici : è necessario fornire agli esperti di tutto il mondo una relazione esatta della metodologia, a causa dell’alta probabilità di errori tecnici.

8. Per quanto riguarda i campioni ambientali: stando alle immagini, molti dei siti sono rimasti esposti alla luce del sole e, dato che il Sarin è molto volatile, l’asserzione di aver rilevato presenza del gas sarin dovrebbe essere accompagnata da una più precisa descrizione da parte degli esperti.

Nel complesso a mio avviso questa relazione dovrebbe essere ricevuta/accettata dal punto di vista medico con grande cautela e dovrebbe essere esaminata nuovamente da un team medico di esperti internazionali. Il mio intento non è di negare la presenza del Sarin, ma le testimonianze di questa relazione, almeno dal punto di vista clinico, non sono sufficienti a dimostrare la presenza di un gas nervino [sarin] in questo evento.

Il dott. Foroutan ha inoltre sottolineato un altro punto molto importante: il presupposto, da parte dell’Onu, della presenza di Sarin nell’eseguire i test, cosa che può portare a falsi positivi. In appendice 7 del rapporto ONU, un numero notevole dei campioni, esaminati da due diversi laboratori, hanno dato due risultati diversi:

C’è la possibilità di un falso positivo nel riconoscimento/diagnosi di sarin e di sottoprodotti derivanti dalla decomposizione naturale e dalle impurità del gas primario.

Un punto importante è che sembra che il team abbia istituito i metodi di analisi partendo dal presupposto che il sarin era stato utillizzato.

Ecco perché bisognerebbe richiedere la pubblicazione non solo dei dati di laboratorio/analisi con i relativi dettagli dei metodi di preparazione e analisi dei campione, ma anche delle immagini e dei diagrammi prodotti dai dispositivi di analisi.

Durante la guerra imposta (guerra Iran-Iraq) sono stati segnalati, da un affidabile laboratorio belga, casi di avvelenamento da micotossine tra i soldati iraniani. Le tossine erano state trovate, in tutta evidenza, nei campioni di urina e di plasma, ma più tardi si è saputo che si era trattato di un falso positivo. Nello studio delle Nazioni Unite alla fine della guerra è stato dimostrato che l’Iraq non aveva svolto alcuna attività per quanto riguarda la produzione di micotossine.”

Sono stato informato che le osservazioni di cui sopra “sono state discusse in una riunione medica condotta dal professore Abbas Foroutan presso la facoltà di scienze mediche dell’Università di Shaheed Beheshti.”

Mentre abbiamo avuto la fortuna di raggiungere il dott. Foroutan per avere le sue osservazioni sulla relazione delle Nazioni Unite, possiamo ora pubblicare queste informazioni perché si è preso il disturbo di scriverle e inviarmele tramite un collega che ha tradotto i suoi commenti integralmente.

Vedi articolo originale su:http://mideastshuffle.com/2013/10/01/cw-expert-opinion-on-the-un-report-on-syria

Traduzione dall’inglese di Giuseppina Vecchia

Categorie: Internazionale, Medio Oriente, Scienza e Tecnologia
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