foto Niccolò Caranti

Sono un ex attivista 5 stelle che come voi ha creduto a questo Movimento come forma di rivoluzione dal basso e che per un periodo ha partecipato molto attivamente alla nascita di questo Movimento. Ho abbandonato la mia militanza da quasi 2 anni a causa di profondi dissensi interni al mio ex-gruppo, dissensi che all’epoca presero una piega violenta in senso dialettico, morale e verbale, dissensi e differenze di punti di vista sul metodo più che sulle idee, dissensi che all’epoca non fummo in grado di gestire, ne furono capiti appieno, trasformandosi in attriti e questioni irrisolte che alla fine in termini umani rappresentarono una dolorosa sconfitta e un fallimento per tutti, me in primis. Nonostante ciò, non riesco a fare a meno di seguire ancora quello che sta accadendo nel Movimento, sperando sempre che la nostra esperienza possa essere comunque servita a qualcosa o a qualcuno e che questo Movimento, possa prendere un giorno una direzione veramente rivoluzionaria e nonviolenta.

Sapendo bene come funzionano gli organi d’informazione attuali, i quali distorcono e mistificano spesso la realtà dei fatti, esprimo quindi col beneficio del dubbio, il mio dispiacere e disappunto su ciò che ho letto in queste ore, ovvero che il 5 Stelle sarebbe intenzionato a muovere querela nei confronti della Gabanelli e dei giornalisti di Report .

Spero sinceramente con tutto me stesso che tutto ciò non sia vero.

Come sapete bene anche voi, tutta la vicenda nasce dal servizio della Gabanelli andato in onda su Report Domenica 21 Maggio.
Nel servizio si era affrontata la questione dei proventi del blog di Grillo.

A seguito di questo servizio ho letto sul blog i commenti di molti attivisti e simpatizzanti che accusavano Milena di essere un’ingrata e di stare al servizio di Pd e Pdl.

Inoltre, sempre sul Blog, ho letto molti simpatizzanti a cui non è andato giù l’invito che la giornalista ha rivolto a Grillo, quello cioè di occuparsi meno di questioni futili come gli scontrini e le diarie dei parlamentari 5 stelle e più dei problemi seri come i milioni di disoccupati, tra cui moltissimi giovani che abbiamo nel nostro paese, problema questo voglio sottolineare che non avete certo creato voi, né Grillo né il Movimento 5 Stelle.

Vorrei ricordare a tutti che la Gabanelli, seppur indicata dal 5 stelle come candidata ideale alla Presidenza, non è né una simpatizzante, né un’attivista 5 stelle, ma è una semplice giornalista che fa il suo lavoro e sicccome lo fa bene, si è semplicemente interrogata a proposito di una questione che è venuta in mente a moltissimi Italiani, me compreso: che fine fanno i proventi del blog di Grillo ?

Domanda che caldamente consiglio di cominciare a farvi anche voi ragazzi e ragazze del 5 stelle.

In merito poi alle possibili querele vorrei esporre un concetto fondamentale: Non è attraverso una querela che si esprime il proprio punto di vista, nemmeno si risolvono i problemi di comunicazione e ancor più rimangono insoluti i problemi di fondo che questo movimento a mio parere si porta dietro da anni; al contrario i problemi si estremizzano e in più si da anche una bruttissima immagine e ulteriore occasione di critica.

Quando parlo di problemi di fondo mi riferisco ad un problema di democrazia interno che personalmente vedo da sempre e che ancora non vedo in via di risoluzione. Problema questo legato alla quasi inesistente possibilità di esprimersi e confrontarsi su punti di vista diversi da quelli su cui la maggioranza di voi è d’accordo, sulla possibilità di porre interrogativi interni, sulla possibilità di mettere in dubbio la forma leaderistica tanto contestata agli altri, ma che poi viene accettata da tutti i partecipanti 5 stelle, nelle figure di Grillo e Casaleggio.

A tal proposito, la replica della Gabanelli alle tante accuse che le sono state mosse, dovrebbe indurre a riflettere molto, cito riportando le esatte parole della giornalista: “Il punto è uno: Nel servizio sono state dette cose non vere? In tal caso vengano precisate, e le pubblicheremo. Se Casaleggio avesse accettato l’intervista con la Giannini magari si potevano chiarire tutti i dubbi legittimi; tutto il resto – conclude Gabanelli – per chi cerca di fare il proprio mestiere con indipendenza, è nel conto”.

Non è coerente elogiare e magnificare fino a l’altro ieri la Gabanelli per l’imparzialità, l’onestà, la correttezza e la trasparenza e adesso perché ha mosso delle domande più che lecite in una direzione che non è quella che ci si aspettava, spararle addosso senza mezzi termini, non c’è misura né equilibrio in questo comportamento.

Né tantomeno è coerente con i principi della nonviolenza minacciare di querela una delle poche giornaliste che fa il suo lavoro; se ci sono informazioni sbagliate, si confutano con i dati, dando evidenza alle questioni, dando la propria versione dei fatti, non è certo minacciando querele che si fa passare la propria idea come la migliore, ricordo che la minaccia di querela, viene strumentalmente e metodologicamente usata da anni dai tanti politici e affaristi che voi stessi criticate, conoscete bene l’uso che ne fanno, quando vengono toccati sul vivo su delle questioni scottanti che li riguardano si trincerano dietro le minacce di querela alzando un polverone per spostare l’attenzione del problema sollevato che poi puntualmente rimane insoluto.

Infine non mi stancherò mai di ripeterlo, accettare le critiche e al tempo stesso fare un po’ di sana autocritica interna sono indice di igiene e buona salute , fanno bene !

Al contrario, se ogni volta ci si scaglia con la violenza dialettica, che vedo spesso apparire sul Blog di Grillo, sia nei post, che nei vari commenti ad esso correlati, violenza verbale che spesso viene manifestata contro la prima persona che osa sollevare una qualche forma di critica o che pone delle domande, questo mi sembra un sintomo di qualcosa che non ha niente a che vedere con la nonviolenza, ma che anzi rasenta un comportamento che ha un nome e un cognome preciso: “pensiero unico o pensiero fascista ” , non fraintendemi , so che non siete fascisti, ma fascismo non significa necessariamente camicia nera, olio di ricino e manganello, fascismo è quella attitudine mentale che non è per forza legata all’essere di destra o al fascismo del ventennio in quanto tale, ma rappresenta bensì, un modo di porsi senza se e senza ma, senza accettare minoranze, senza voci contro, senza dissenso, senza opposizione, senza dubbio, senza contraddittorio, senza domande, senza critiche, senza autocritica, senza ascolto, senza lasciare libertà di porre interrogativi o distinguo agli altri, senza accettare niente che non sia quello che già si pensa o si crede. E’ proprio questa attitudine, a mio modo di vedere, la radice del fascismo, che non ha colore, età o appartenenza, ma che si presenta in tante forme, politiche e non, che fa capolino storicamente ogni qualvolta, quando la maggioranza delle persone, invece di farsi domande o mettersi in un atteggiamento di ascolto, di critica costruttiva e di sana autocritica interna, si chiudono invece a riccio e non mettono in dubbio più nulla, vedono in chiunque non la pensi come noi, (anche in chi era stato elogiato fino a poco fa, ma adesso ha un punto di vista diverso) un ostacolo da rimuovere sul cammino, per il raggiungimento dell’obbiettivo. Beh così, ragazzi miei, è troppo facile, ci riescono tutti ad essere rivoluzionari in questo modo, è molto facile fare un gruppo di persone che la pensano tutti uguale e convincerci fra di noi che già la pensiamo alla stessa maniera, è molto più difficile, ma è la chiave della vera rivoluzione nonviolenta, mettere insieme sui bisogni comuni la maggior parte delle persone anche quelli che non la pensano come noi ma che vogliono collaborare a un cambiamento a beneficio di tutti. Non sto mettendo in dubbio le vostre idee che sono più che condivisibili e nemmeno si fa un confronto tra voi e i politici o la politica per quello che è diventata adesso, so che la maggior parte di voi e anche di coloro che vi rappresentano al parlamento sono persone oneste e in buonafede. La questione che sollevo è un’altra, la questione è che alla base del principio della nonviolenza a cui voi vi rifate c’è il rispetto del dissenso e dell’altro in quanto espressione di un punto di vista differente dal nostro.

Ragazzi, il mondo è tanto bello perché vario, farsi domande e porsi interrogativi non va contro il raggiungimento dell’obbiettivo finale anzi crea varietà di punti di vista, crea arricchimento d’idee, forma le persone e dà senso a quello che si sta facendo, prendere le cose per scontate, accettare tutto quello che ti viene dato per vero e questo accade anche al proprio interno senza mai mettere in dubbio nulla, crea invece grande impoverimento umano.

Vorrei dirvi infine una cosa, lo faccio con la stessa apertura e sincerità con cui manifestai il mio entusiasmo quando conobbi questo movimento anni fa: la nonviolenza è la somma del lavoro di molti, è la somma del lavoro d’incastro e cesura del punto di vista di molte persone , che non necessariamente la pensano allo stesso modo, non è certo il pensiero unico gridato a gran voce da una o da poche persone a cui molte poi fanno da eco senza niente aggiungere o senza mai nulla mettere in dubbio, la nonviolenza per definizione è rispetto dell’altro, è capacità d’includere l’altro, di ascolto dell’altro, per far scendere dentro di noi ciò che dice, per capire anche “le ragioni altrui” prendere il meglio che c’è in ogni cosa e in ognuno di noi e metterlo insieme, portando infine gli altri e noi stessi con la comprensione e soprattutto dando l’esempio pratico, su un altro piano più interessante, più utile per tutti e veramente rivoluzionario e nonviolento.