Capita a tutti di essere un po’ svogliati e/o distratti, e a volte conviene quando la realtà e i fatti richiamano una responsabilità di scelta.

Ma chi sceglie di essere “responsabile” della cosa pubblica, del bene pubblico e di porre i cittadini al centro degli interessi generali, viene richiesta la necessaria/dovuta attenzione.

Quella dell’Expo-2015 è una di quelle realtà che richiedono la dovuta/massima attenzione. Non solo per la massa di soldi pubblici che gli girano attorno, ma per l’ampiezza degli interventi che richiamano la “Grande esposizione”, che impegna il Comune di Milano.

Il semplice fatto che il progetto originale abbia subito molte trasformazioni e soprattutto i grandi disagi che molte realtà di cittadini stanno manifestando, richiamano la Sua e vostra attenzione e responsabilità.

La vicenda oggi in particolare al centro delle forti critiche dei cittadini, dei Comitati e delle diverse Associazioni è la “via d’acqua”.

Posta dentro l’Expo-2015 quale lascito di “grande opera”, oggi, come ha un po’ beffardamente affermato il Presidente del Consiglio Letta, si manifesta come “quell’ordinaria follia” che non esalterà l’opera ma che, proprio per la sua natura, farà ridere l’intera Europa alle spalle.

Il senso, l’utilità, le dimensioni, l’impatto devastante della via d’acqua non è un pregiudizio dei cittadini delle Zone 7, 8 e non solo, che in particolare “godono” dei parchi pubblici: Pertini, Trenno, Bosco in città, Parco delle Cave, o delle Associazioni ambientaliste.

Già il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, a cui è stato richiesto “parere obbligatorio” da EXPO-2015, in data 18 dicembre 2012 esprimeva e articolava il proprio parere negativo.

Va sottolineato altresì che l’opera non è stata sottoposta all’esame della VIA (Valutazione di Impatto Ambientale).

Sarebbe sufficiente, come è stato fatto ieri nella riunione della Consulta per l’attuazione dei 5 referendum, osservare la configurazione del territorio, delle sue caratteristiche ambientali e naturalistiche sulle quali impatta quest’opera per rendersi immediatamente conto dell’assurdità della via d’acqua oltre che dei disastri che essa provoca.

Sembra proprio che gli ormai pochi sostenitori credano solo alla funzione “autoreferenziale”, ai fini Expo-2015 di questa cosiddetta “grande opera”.

Non c’è bisogno di dilungarsi molto oltre, ormai per tutti Voi, a partire dal Sindaco Pisapia e dalla Giunta, è possibile accedere alla ricca documentazione tecnica facilmente disponibile e reperibile per dichiarare inutile e negare il visto a questo obbrobrio.

Questa opera va “STRALCIATA” dall’Expo-2015, perché non ci sono altri interessi (e tanto meno  voler “gettare fumo”, come afferma il Commissario Sala) se non quelli del bene pubblico, degli interessi generali dei cittadini prima che venga allestita una “vetrina” spenta dai riflessi grigi.

Utilizziamo questi 89 milioni per sviluppare le bellezze naturali e paesaggistiche (una è la cava Ongari Cerutti) non per distruggerle.

 

Assoc. Dimensioni Diverse – BaggioX –  Baggio ci piace così – Baggio Bene Comune – Comitato NO_EXPO – Spazio Aperto Multietnico – e tanti cittadini informati